Soros chiede più tasse per i miliardari, con una nuova patrimoniale

ritratto di george soros
George Soros (Foto: Win McNamee – Getty Images)
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George Soros (Foto: Win McNamee/Getty Images)

Il miliardario George Soros e i membri di alcune tra le famiglie più ricche degli Stati Uniti, come i Gund e i Pritzker, sono tra i firmatari di una lettera aperta a sostegno di una nuova tassa patrimoniale negli Stati Uniti.

Soros e gli altri firmatari sostengono che una tassa di 2 centesimi per ogni dollaro per patrimoni superiori a 50 milioni di dollari e un’ulteriore imposta di 1 centesimo per ogni dollaro su patrimoni superiori a 1 miliardo, potrebbe generare 3mila miliardi di entrate fiscali in dieci anni.

La lettera, indirizzata ai candidati presidenziali per le elezioni del 2020 afferma che “l’America ha una responsabilità morale, etica ed economica di tassare di più la ricchezza. Una tassa sul patrimonio potrebbe aiutare ad affrontare la crisi climatica, migliorare l’economia, migliorare i risultati in termini di salute, creare opportunità e rafforzare le nostre libertà democratiche”.

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La lettera sostiene che milioni di americani del ceto medio già pagano una tassa sulla ricchezza sotto forma di imposte sulla proprietà sulla loro forma primaria di ricchezza, ossia la loro casa. E chiarisce che il prossimo dollaro di nuove entrate fiscali dovrebbe provenire dai più fortunati, non dagli americani a reddito medio e a reddito basso”.

L’elenco completo dei firmatari comprende: Louise J. Bowditch, Robert S. Bowditch, Abigail Disney, Sean Eldridge, Stephen R. English, Agnes Gund, Catherine Gund, Nick Hanauer, Arnold Hiatt, Chris Hughes, Molly Munger, Regan Pritzker, Justin Rosenstein, Stephen M. Silberstein, Ian T. Simmons, Liesel Pritzker Simmons, Alexander Soros, George Soros.

Di recente il membro del Congresso Alexandria Ocasio-Cortez, considerato l’astro nascente della politica americana, ha lanciato la proposta di tassare fino al 70% i redditi superiori a 10 milioni di dollari.