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Life 25 Giugno, 2019 @ 4:00

Lo chic italiano vola a vela

di Forbes.it

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La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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vela mare cielo
La nave Perini

(articolo apparso sul numero di giugno di Forbes)

di Antonio Vettese

Il cantiere Perini Navi, fondato da Fabio Perini e ora sotto il controllo della famiglia Tabacchi con la presidenza di Lamberto Tacoli, sta vivendo una seconda gioventù. Perini ha un peso nel mondo delle navi a vela per aver innovato il mercato costruendo imbarcazioni ‘facili’ da condurre, che hanno abbinato il grande comfort, e il design degli interni, a innovazioni tecnologiche che hanno reso molto più facile il lavoro degli equipaggi.

Tra gli armatori di Perini Navi si trovano capitani d’industria, capi di governo. Appassionati di grande vela e grande qualità. Anche chi ha un’anima sportiva ha scelto per il suo comfort in crociera Perini Navi. Nomi? Thomas Perkins, uno dei pilastri della Silicon Valley e appassionato di mare, ha voluto l’iconico Maltese Falcon (88 metri) che, con i suoi tre alberi armati di vele quadre ed evoluti sistemi informatici disegnati da lui in persona, resta una delle navi più fotografate al mondo. Ennio Doris, ha varato il 60 metri ketch  Seven su cui porta con soddisfazione tutta la famiglia.

Perini Navi in tempi recenti ha messo sugli scali tre sloop (barche a vela con un solo albero) che rinnovano estetica e funzione, due 42 metri E-volution e il 47 metri che qui Forbes presenta, ai quali si aggiunge un 60m della linea Classic. Nuova la fruibilità, soprattutto grazie alle due ampie poppe, due zone di ‘dialogo’ e vita con il mare e sul mare, che dovrebbe restare sempre il protagonista di ogni vacanza in barca.

Per tradizione Perini Navi ha disegnato gran parte della sua produzione utilizzando gli uffici tecnici del cantiere, e questa nave non fa eccezione, con la mano di Franco Romani style and design director. Scafo e sovrastruttura sono di alluminio, materiale da sempre utilizzato per le navi a vela importanti, perché consente di costruire yacht leggeri e quindi di prestazioni importanti. La superficie velica raggiunge 2300 metri quadri di estensione, il dislocamento light ship si ferma a 270 tonnellate. L’immersione in navigazione a vela è di 11 metri, che scendono a 3,9 nell’uso a motore, con la deriva che si solleva grazie a un sistema studiato da Perini per garantire particolare sicurezza in caso di urto accidentale. La propulsione è anche affidata a un motore Caterpillar da 533 Kw che grazie alla riserva di carburante da 23mila litri consente un’autonomia a regime di crociera di circa 3.200 miglia marine. Su queste navi si sta diffondendo la propulsione ibrida, che Perini ha studiato a fondo con i partner che forniscono i motori e i generatori, e può offrire l’opzione agli armatori. Tutti i progetti vengono realizzati pensando alla possibilità della soluzione ibrida. Resta la considerazione che su una unità dotata di ampia superficie velica il motore dovrebbe servire proprio in poche occasioni. ll grande tender principale viene stivato a prua in un vano ricavato nella coperta. L’albero è di alluminio sostenuto da un sartiame hi tech di carbonio, la soluzione che assicura il miglior rapporto qualità prezzo.

“Con il mio Perini viaggio e lavoro”

Lo yacht a vela è una delle grandi passioni del banchiere d’affari Giovanni Tamburi, presidente e fondatore della merchant bank Tamburi Investments Partners (Istituto indipendente con investimenti per circa due miliardi di euro). Una passione che è diventata anche business, dato che nel 2015 Tip ha rilevato il 6,2% di Azimut/Benetti e sottoscritto un aumento di capitale di 30 milioni di euro. Da uno yacht il banchiere si aspetta molto, e nulla di meno del meglio, come ha spiegato nell’intervista a Forbes Italia.

Come è nata la sua passione per il mare e le barche?

È un amore di lunga data: avevo 14 o 15 anni e mi capitò di andare con alcuni amici a fare una piccola crociera in barca a vela. Da allora ho sempre desiderato navigare a vela, comprando o affittando

A bordo di uno yacht è possibile fare molte cose: dal completo riposo al lavoro, in un ambiente rilassato e confortevole. Quali sono le sue aspettative?

Per me lo yacht è un po’ di tutto: un luogo di relax, di svago, di lavoro – ovviamente con un po’ più di agilità rispetto a una scrivania – ma di grande serenità, di grande libertà: un luogo che dà il senso dell’unione di una vita privata, piacevole e divertente, con quella professionale impegnativa. Due dimensioni che possono benissimo viaggiare insieme.

Qual è il suo rapporto con le imbarcazioni dei cantieri navali Perini?

In tanti anni in mare sono salito a bordo di diverse imbarcazioni e posso affermare che tra le barche a vela migliori al mondo sicuramente ci sono quelle dei cantieri Perini. A mio avviso si tratta di un’impresa meravigliosa, che realizza progetti e barche molto belle, per cui credo che qualunque velista al mondo ambirebbe a timonare una barca Perini. C’è poi chi preferisce comprare, chi affittare, chi invece fa un po’ l’una e un po’ l’altra cosa. Di certo Perini si può descrivere come un cantiere attento alle performance, all’estetica, alla qualità del prodotto. Per questi motivi credo che gli armatori che lo scelgono siano veri intenditori. Chiara Merico

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