Infrastrutture per una mobilità sostenibile: la Missione 3 del Piano spiegata da Istruzioni Pnrr

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di Ginevra Montano

Infrastrutture per la mobilità del futuro. È uno dei grandi temi della transizione energetica, snodo cruciale delle visioni legate al trasferimento delle persone e delle merci e quindi al futuro delle aree urbane.

Istruzioni PNRR, mentoring program lanciato da Bfc Media, Nuvolaverde e Metasociale, offre ad associazioni, aziende, ma anche a singoli cittadini, un percorso di orientamento nella scoperta del Piano nazionale di ripresa e resilienza: dai suoi aspetti più teorici alle implicazioni più pratiche. Una conoscenza a 360 gradi mutuata dall’esperienza e dalla competenza dei mentori, per non perdere l’occasione di partecipare a una stagione di riforme e di investimenti senza precedenti nella storia dell’Europa che conosciamo. Istruzioni Pnrr è un progetto formativo che, partendo dall’analisi delle missioni, vuole creare una comunità di persone impegnate concretamente nella ripresa dell’Italia.

Come ci ricorda Roberta Centonze, esperta di fondi europei e consulente della Regione Lazio, l’origine del Pnrr è fortemente comunitaria: a partire dal contesto drammatico della pandemia da Covid-19, la Commissione europea ha colto un’occasione storica per spingere i Paesi membri ad attuare le riforme che da tempo aspettavano, esercitando su di loro una pressione positiva, finalizzata all’aiuto.

La determinazione ad agire insieme è manifestata nella decisione di aiutare ciascuno in maniera proporzionale ai danni subiti, adottando criteri nuovi per l’assegnazione delle risorse. I due principali vincoli a cui sono legati i fondi del Pnrr riguardano il cambiamento climatico, ribadito nel principio cardine “do do significant harm” (non arrecare nessun danno significativo all’ambiente) che dovrebbe guidare qualsiasi intervento, e la digitalizzazione.

La Missione 3, denominata Infrastrutture per una mobilità sostenibile e ampiamente promossa dal ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, racchiude in sé entrambi gli aspetti centrali del progetto Pnrr, disponendo una serie di misure finalizzate allo sviluppo di una rete infrastrutturale di trasporto che sia moderna, digitale, interconnessa e, soprattutto, sostenibile. Il focus principale è sicuramente il potenziamento della rete ferroviaria, con il completamento delle linee di alta velocità, l’integrazione tra queste ultime e le linee regionali, oltre che un generale ammodernamento dell’intera rete e un’adeguata messa in sicurezza. Grazie ai 25 miliardi di euro che saranno allocati al tema della mobilità sostenibile, sono anche previsti significativi interventi di digitalizzazione dei sistemi logistici, compresi quelli aeroportuali. Tramite l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali sarà infatti possibile rilanciare l’intero settore dei trasporti, rendendo il sistema non solo più efficiente, ma a minor impatto ambientale.

Nel trattare le tematiche legate alla Missione 3 non dobbiamo dimenticare lo stretto legame con la più ampia idea di rivoluzione verde europea, di cui il Pnrr si fa interprete. Da questo punto di vista sarebbe limitante soffermarci esclusivamente sulla mobilità su ferro, senza prendere in considerazione anche la mobilità su gomma e le trasformazioni a cui quest’ultima sta andando incontro. Francesco Naso, segretario generale di Motus-E, approfondisce la portata di questi cambiamenti: una maggiore elettrificazione dei sistemi di trasporto, sia di persone sia di merci, e il crescente utilizzo di energia derivata dall’idrogeno costituiscono la premessa per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione per il 2050, tanto auspicati a livello comunitario e internazionale. Il Pnrr, fornendo le risorse necessarie, funge da catalizzatore del processo.

L’analisi approfondita di obiettivi e meccanismi di ciascuna missione, dunque, torna a essere centrale. Il Piano delinea infatti in modo organico le linee di sviluppo delle politiche pubbliche per un orizzonte temporale fino al 2026, ma lo fa con un approccio innovativo, basato su criteri di misurabilità e verificabilità dei risultati previsti. Davide De Lungo, professore di diritto pubblico presso l’Università San Raffaele di Roma, illustra nel dettaglio le due unità di misura, per verificare il grado di realizzazione degli obiettivi europei: i target, indicatori di tipo quantitativo, e le milestone, indici di natura qualitativa. Entrambi sono spalmati su tutti i trimestri, mentre il riscontro per l’erogazione delle tranche di finanziamento avviene su base semestrale. La conoscenza di milestone e target è quindi fondamentale non solo per le istituzioni, ma anche per le imprese pubbliche e per tutti gli attori privati che vogliono usufruire delle opportunità offerte dal Pnrr.

Infine anche la conoscenza dei bandi, e in particolare dei meccanismi di risposta, diventa imprescindibile. Luca Saraceni, responsabile del coordinamento alla progettazione e monitoraggio del Pnrr per il Comune di Pescara, condivide qualche suggerimento per aumentare le possibilità di successo.  Tanto nella partecipazione agli avvisi quanto nella fase di progettazione, risulta fondamentale costituire una squadra di lavoro eterogenea: non c’è bisogno solo di tecnici, ma anche di figure parallele che possano aiutare a confezionare una proposta ad ampio raggio. È necessario iniziare a trattare questi progetti non come meri lavori pubblici, ma come degli interventi che vadano a migliorare concretamente la vita dei cittadini europei.

Per informazioni su Istruzioni Pnrr, programma, mentori, modalità di adesione si veda mentoringprogram.it

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