Pannelli più efficienti e avanzati: così Tenka Solar vuole rivoluzionare il settore del fotovoltaico

Alessandro Giaquinta Tenka Solar
Alessandro Giaquinta, ceo di Tenka Solar
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La transizione ecologica è entrata di diritto nelle agende di tutti i Paesi d’Europa. Le misure decise dal governo italiano per stimolare un aumento di produzione e di consumo di energia green, chiamata a sostituire progressivamente quella generata da fonti fossili, vanno nella direzione di un forte investimento mirato a sviluppare le filiere industriali attive nel settore del fotovoltaico e in genere delle rinnovabili. Un settore in continua evoluzione, che conta su imprese capaci di operare su scala globale e che a loro volta investono nella ricerca e nello sviluppo delle materie prime per migliorare le prestazioni energetiche. Attività che sono uno dei punti di forza di Tenka Solar, una delle aziende protagoniste nel panorama internazionale del settore energetico, presente con distributori, filiali e uffici commerciali in Europa, America e Asia.

Muovendo dalla consapevolezza che la produzione energetica è all’alba di una nuova era, dove innovazione e sostenibilità sono le fondamenta per la creazione di nuovi modelli di business, Tenka Solar ha fatto registrare una crescita verticale, confermandosi come azienda trainante tra i principali produttori di energia rinnovabile. Un’espansione incessante, non solo dal punto di vista geografico: uno degli obiettivi principali è ammodernare costantemente la propria tecnologia per aumentare il grado di efficienza. Oggi Tenka Solar, con i suoi 20 GW di energia prodotta, possiede una delle principali linee di produzione di pannelli solari, ma anche di celle fotovoltaiche ad alta efficienza, elemento che la rende differente da altri brand che operano nel mondo del fotovoltaico.

“Crediamo in un prodotto di qualità superiore, in un servizio altamente specializzato – racconta Alessandro Giaquinta, ceo di Tenka Solar – e in un rapporto diretto con i nostri clienti, ovunque si trovino. Il successo di Tenka Solar è da attribuire all’abilità del team di affiancarsi al cliente e prevedere i suoi bisogni, oltre che al carattere innovativo dei suoi prodotti di punta. La tecnologia Orion è il frutto di una politica che pone la ricerca al primo posto”.

Orion

La sua tecnologia è caratterizzata da un rivestimento nanometrico che consente di operare in maniera omogenea con tutta la gamma della luce visibile, permettendone un assorbimento superiore rispetto ai pannelli standard. “Frutto di una scoperta dei nostri ricercatori, questo rivestimento è composto da migliaia di piccoli prismi le cui caratteristiche danno la possibilità di ordinare il flusso fotonico, per ottenere una capacità superiore di conversione dei raggi solari in energia fruibile”. Un processo che apporta diversi importanti benefici.

“Il primo – spiega Giaquinta – riguarda l’efficienza: la loro maggiore resa permette di occupare una superficie minore a parità di energia prodotta, raggiungendo una potenza del 20-30% in più rispetto a pannelli di uguali dimensioni. A questo si aggiunge un’elevata resistenza alle alte temperature e una conseguente riduzione dell’invecchiamento/deterioramento del prodotto, così da consentire performance continuative nel tempo. Per questo motivo tutti i pannelli della gamma Orion fanno segnare una curva di deterioramento minima e quindi mantengono nel tempo una potenza continua superiore al 90% per i primi 15 anni e all’80% per i successivi 15. L’elevata qualità dei pannelli è assicurata dal controllo puntuale, accurato e coerente degli standard applicati al ciclo produttivo, che inizia con una meticolosa ricerca delle materie prime e termina con un esame approfondito di tutte le fasi del processo”.

Il progetto di ricerca sulle celle solari della tecnologia Orion guarda a una nuova generazione di fotovoltaico, che sarà in grado di raccogliere anche la luce solare ad alta lunghezza d’onda (infrarossi) e trasformarla in energia elettrica con altissime efficienze, realizzando una cella con rapporto potenza-peso enorme. Il centro nevralgico di questo progetto è il nuovo centro di ricerca a Dubai, grazie al quale Tenka è riuscita a dare un’ulteriore spinta all’evoluzione dei pannelli.
Secondo Giaquinta il soddisfacimento del fabbisogno energetico mondiale rappresenta una delle grandi sfide dell’umanità per il XXI secolo. “Stiamo lavorando per far sì che una nuova generazione di pannelli solari ad alta efficienza possa giocare un ruolo importante per un futuro più sostenibile”.

I problemi del settore

Nel settore energetico c’è però ancora tanto da fare. “Non siamo soddisfatti degli standard di mercato e vogliamo quindi crearne di nuovi. Tutte le nostre celle devono essere rigorosamente testate per evitare errori. Tutti i processi di passaggio sono costantemente monitorati. Usiamo sistemi automatizzati e intelligenti, in grado di analizzare i dati, identificare aree di miglioramento e ottimizzare l’utilizzo delle materie prime. Ordine e tecnologia garantiscono il processo perfetto per realizzare un prodotto perfetto. Mi sono trasferito in Cina per alcuni anni, terreno fertile e mercato attento alle energie rinnovabili, il punto di partenza per creare l’infrastruttura necessaria a una produzione e distribuzione massiva di prodotti competitivi. Le competenze tecniche e l’alto livello professionale sono certo indispensabili per portare avanti un business al meglio, ma non bastano. Il mondo dell’energia è un universo straordinario, che va arricchito con costanti stimoli e idee innovative che sono poi il vero valore aggiunto”.

Nel progetto di ricerca c’è ovviamente spazio per uno sguardo al futuro dei sistemi di approvvigionamento energetico. Tenka Solar, in collaborazione con diversi centri universitari, ha messo a punto una nuova tecnologia che sarà possibile sviluppare e distribuire superando le dinamiche di dipendenza, reperibilità e costi delle materie prime per rivoluzionare il sistema delle rinnovabili. L’obiettivo è quello di aumentare la produzione di energia utilizzando una tecnologia sostenibile e affidabile e nello stesso tempo ridurre al minimo i costi di produzione, rendendola accessibile a tutti.

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