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Forbes Italia 17 Luglio, 2019 @ 4:29

Lorenzo Manca ospite mercoledì 17 di Cenacolo Artom

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Lorenzo Manca ospite al Cenacolo One to One di Arturo Artom

Torna stasera alle 21.00 su BFC (canale 511 di Sky e 61 di TiVuSat) il Cenacolo, il talk show che porta la firma dell’imprenditore Arturo Artom. Ispirato al format di Cenacolo Artom, che da anni ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, il talk narra in 24 minuti una esperienza di successo dal mondo imprenditoriale e manageriale.

In questo quattordicesimo appuntamento, Arturo Artom ospita Lorenzo Manca, proprietario e presidente di Sicuritalia, leader nel mercato italiano della sicurezza.

Imprenditore di seconda generazione, Lorenzo eredita l’attività dal padre Mario che, nel 1956, mettendo a frutto l’esperienza maturata in uno dei primi Istituti di Vigilanza lombardi del dopoguerra, diede vita all’ILVI – Istituto Lariano di Vigilanza, primo nucleo di quello che oggi è, per l’appunto, il Gruppo Sicuritalia. Un passaggio generazionale avvenuto senza alcun conflitto: terminati gli studi universitari Lorenzo, riceve dal padre le redini dell’azienda. È in questo momento che inizia la parabola ascendente di una delle realtà aziendali più competitive del nostro paese.

La formula del successo è impressa nel DNA: propensione costante alla crescita e spirito d’innovazione. In venticinque anni di leadership, Lorenzo Manca trasforma radicalmente l’impresa di famiglia passando da 170 dipendenti a 15mila e da 5 a 650 milioni di ricavi. Numeri raggiunti anche grazie all’acquisizione di Ivri: “una dura battaglia”, come dichiara lo stesso Manca, formalizzata appena un paio di settimane fa, che ha dato così vita al primo il polo italiano nel settore della sicurezza.

Forte motivazione alla realizzazione personale, visione, pragmatismo, buona preparazione, collaboratori esperti e capacità di cogliere le opportunità finanziarie del mercato: sono questi in sintesi i “trucchi del mestiere” secondo Lorenzo Manca per trasformare una piccola realtà aziendale in un grande gruppo. Ed ovviamente, oggi più che mai, un occhio attendo alla rivoluzione digitale in atto, per goderne dei vantaggi, ma anche per imparare a difendersene.

Protezione24 Persona, per esempio, è uno degli ultimi progetti firmati Sicuritalia. Si tratta di una app gratuita, nata da una partnership con Samsung, che permette di segnalare in tempo reale situazioni di pericolo geolocalizzando il fatto e così ricevere immediata protezione. Come anche tutti i servizi di cyber security proposti dall’azienda per contrastare le minacce invisibili che girano sulla rete.

Cosa riserverà il futuro a Sicuritalia? Chissà, ma una cosa ormai possiamo darla per certa: Sicuritalia non ha né voglia di fermare la sua crescita, né voglia di invecchiare. Al proprio DNA è impossibile sfuggire.

Il talk sarà trasmesso questa sera alle 21.00 su SKY (canale 511, nel bouquet delle news), su canale 61 di TiVuSat e sulla piattaforma BFCVideo.com.

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Forbes Italia 9 Luglio, 2019 @ 9:35

Davide Livermore ospite mercoledì 10 di Cenacolo Artom

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Davide Livermore ospite a Cenacolo Artom 1to1

Torna domani sera alle 21.00 su BFC (canale 511 di Sky e 61 di TiVuSat) il Cenacolo, il talk show che porta la firma dell’imprenditore Arturo Artom. Ispirato al format di Cenacolo Artom, che da anni ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, il talk narra in 24 minuti una esperienza di successo dal mondo imprenditoriale e manageriale.

In questo tredicesimo appuntamento, Arturo Artom ospita Davide Livermore, Sovrintendente e Direttore artistico del Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia, e non solo. Regista d’opera e di prosa dal 1998, Livermore ha iniziato la sua carriera sul palco, esibendosi come cantante nei più importanti teatri del mondo accanto ad artisti del calibro di Luciano Pavarotti, Plácido Domingo, José Carreras e Mirella Freni e con registi quali Luca Ronconi, Andrei Tarkovsky e Zhang Yimou, dai quali, silenziosamente, ha carpito i segreti del mestiere.

Il più grande evangelista vivente dell’opera lirica, colui che riesce ad appassionare tutti a quest’arte portando l’Italia nel mondo”. Così Arturo Artom definisce Livermore durante l’incontro, e come non essere d’accordo.

Livermore nasce a Torino da una famiglia “divertente”, come la definisce lui stesso: culture e attitudini differenti che si incontrano per creare un mix perfetto tra creatività e pragmatismo. La musica era di casa sin da quando era bambino, ma cantare era un sogno riposto nel cassetto del cuore. A diciott’anni però Davide fa la sua scelta: lascia la facoltà di architettura alla quale era stato iscritto e passa l’esame per entrare in conservatorio. È qui che ha inizio il lungo percorso nel canto che lo porta a esibirsi nei più importanti teatri, dalla Scala alla Fenice.

Proprio sul palco del Teatro la Fenice, interpretando il secondo pastore dell’Orfeo di Monteverdi, Davide Livermore fa il suo ingresso ufficiale nel gotha della lirica. Esibirsi in un’opera del ‘600, il periodo che più amava, in un teatro così importante: il sogno prende forma e si espande, illuminando della sua potenza il percorso del tenore.

Ma è attraverso l’incontro con Carlo Majer, direttore artistico del Regio di Torino e del San Carlo di Napoli, che Livermore, un po’ per caso un po’ per talento, inizia la carriera da regista. “Ho avuto la fortuna di incontrare una persona straordinaria, unica e irripetibile, non solo per me, ma per tanti artisti della mia generazione.” Queste le parole di Livermore, che prosegue: “È stata la persona che ha sempre visto in me qualcosa che io non riuscivo a vedere e questo è stato risolutivo nella mia vita”. Per Majer Livermore canta, scrive spettacoli televisivi di successo come la serie Livermore sciò, che gli è valsa la prestigiosa Rosa d’oro di Montreux,  e firma regie importanti, la prima: La colomba ferita, opera del 1671 di Francesco Provenzale. Nemmeno a dirlo, lo spettacolo ebbe un enorme successo. Tutti i trucchi e le competenze acquisite in anni e anni passati a “spiare” durante le prove i grandi maestri riemergono fondendosi insieme dando vita ad una visione sublime.

Per cinque anni Livermore indossa contemporaneamente il cappello da tenore e quello da regista, per poi scegliere questa seconda via, una via ricca di successi. Alcune delle tappe più significative della carriera di Livermore: la carica di Sovrintendente e Direttore artistico del Palau de les Arts Reina Sofía di Valencia,  la carica di Direttore artistico del Centro di perfezionamento Plácido Domingo per desiderio dello stesso Domingo, la carica di Direttore artistico del Teatro Baretti di Torino, dove si dedica al teatro musicale sperimentale portando gratuitamente la lirica nelle piazze a bordo di un tir. E come dimenticare la regia dell’Attila di Verdi che ha aperto la stagione lirica del Teatro alla Scala lo scorso dicembre, e, soprattutto, come non attendere impazienti la Tosca che inaugurerà la Scala per questo nuovo anno musicale. Non mancano infine i progetti internazionali come la regia della Lakmé, capolavoro di Léo Delibes andato in scena sul palco della Royal Opera House di Muscat.

Il talk sarà trasmesso domani sera alle 21.00 su SKY (canale 511, nel bouquet delle news), su canale 61 di TiVuSat e sulla piattaforma BFCVideo.com.

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Forbes Italia 25 Giugno, 2019 @ 1:18

Davide Rampello ospite martedì 25 di Cenacolo Artom

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Cenacolo Artom: Arturo Artom intervista Davide Rampello

Torna questa sera alle 21.00 su BFC (canale 511 di Sky e 61 di TiVuSat) il Cenacolo, il talk show che porta la firma dell’imprenditore Arturo Artom. Ispirato al format di Cenacolo Artom, che da anni ospita leader provenienti da differenti settori, dall’arte al design, dall’imprenditoria allo spettacolo, il talk narra in 24 minuti una esperienza di successo dal mondo imprenditoriale e manageriale.

In questo dodicesimo appuntamento, Arturo Artom ospita Davide Rampello, eclettico protagonista del mondo culturale degli ultimi quarant’anni ricoprendo prestigiosi incarichi come consulente culturale e gestionale per istituzioni nazionali ed internazionali, in ambito televisivo, artistico e nell’ideazione di grandi momenti di comunicazione, nonché docente universitario.

Il senso del bello è il fil rouge che lega ogni esperienza di Rampello, un bello che ispira, coinvolge, arricchisce, che lascia in chiunque incontri la consapevolezza di aver partecipato a un momento perfetto.

Preziosa e possente è la terra in cui nasce, l’agrigentino, dove gli Dei trovarono dimora. Ispiratori ed evocativi i capolavori della letteratura che rileggeva al padre negli anni della sua degenza. Non stupisce dunque che il suo primo lavoro, trasferitosi a ventiquattro anni nella città di Milano, sia stato quello di ricercatore iconografico per la Rai. Inizia così un florido percorso nella nascente industria televisiva. Dalla Rai, passando attraverso i primi esperimenti delle televisioni cosiddette “libere”, per approdare in Fininvest, Rampello si distingue subito per il suo genio creativo firmando la regia di numerosi programmi di punta.

Non solo televisione però. Contemporaneamente Davide Rampello sviluppa progetti legati al mondo dell’arte. È il 1976 quando gli viene affidata la cura di una delle sezioni del catalogo pubblicato in occasione della grande mostra di Giorgione allestita a Castelfranco. Un rapporto, quello di Rampello con l’arte, caratterizzato da una sensibilità, dai tratti rivoluzionari, che lo porta a vedere il bello anche in vecchie fabbriche dismesse diventando così uno dei precursori dell’archeologia industriale in Italia. Se oggi si parla correntemente di patrimonio industriale e architetti di fama internazionale si contendono il recupero di ex siti produttivi, lo si deve anche a Davide Rampello che ha modificato la percezione di questi spazi elevandoli a monumenti del lavoro.

Intuire, guardare oltre, pensare alla cultura come un sistema dove ogni singolo elemento gioca un ruolo strategico. È la filosofia che Rampello concretizza anche in uno dei suoi ruoli più prestigiosi: la presidenza della Triennale di Milano. Davide Rampello trasforma un museo statico e polveroso in un motore di cultura in ogni suo angolo, dal bookshop alla caffetteria, dall’esposizione della collezione alla biblioteca.

E come non citare la progettazione del Padiglione Zero in occasione di Expo 2015 all’interno del quale 15mila visitatori hanno potuto comprendere in pieno il senso dell’evento. Non è un caso dunque che all’esperienza di Rampello sia stato affidata anche la realizzazione del padiglione che rappresenterà l’Italia all’Expo di Dubai nel 2020. Il tema scelto per questo spazio? La bellezza che mette insieme gli uomini. Non poteva essere diversamente.

Il talk sarà trasmesso questa sera alle 21.00 su SKY (canale 511, nel bouquet delle news), su canale 61 di TiVuSat e sulla piattaforma BFCVideo.com.

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