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Classifiche 8 Gennaio, 2020 @ 8:48

Gli under 30 di Forbes che hanno plasmato il mondo nell’ultimo decennio

di Forbes.it

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Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg. (Photo by Samuel Corum/Getty Images)

di Steven Bertoni per Forbes.com

È stato un decennio d’oro per i giovani fondatori nell’ambito della tecnologia. Negli ultimi dieci anni, alcuni giovani fondatori hanno costruito e fatto crescere società di social media che ora dominano l’intero mondo dei media. Altri hanno stimolato il mobile commerce, creato potenti tecniche di marketing, inventato nuove forme di contenuto e creato marchi di consumo dinamici e influenti.

Non è una coincidenza che il film The Social Network, che ha offerto al mondo una mitologia della fondazione di Facebook, ha debuttato all’inizio dell’ultimo decennio nell’autunno del 2010. Il film, una storia che avverte sul potere e l’influenza delle reti tecnologiche. Ha reso cool la tecnologia allo stesso modo in cui il film Wall Street – un’altra storia che ammoniva su ricchezza e potere – ha dato alla generazione precedente sogni di grandezza finanziaria, evidenziandone l’avidità.

Negli anni seguenti arrivarono Instagram, Spotify, Snap, Pinterest, Dropbox, Tinder, Bumble, tutti nati dalle menti di 20enni. Queste nuove società hanno innescato nuovi ecosistemi unici in cui altre nuove società da miliardi di dollari si sono sviluppate e prosperate.

Come cronista di audaci e giovani leader, il marchio Forbes Under 30 ha avuto un posto in prima fila in queste vicende. Inaugurata nel dicembre 2011, le nostre liste Under 30 hanno studiato e messo in evidenza le gesta dei principali leader tecnologici del mondo. Molti sono finiti anche sulla copertina di Forbes.

Di seguito sono riportati i migliori fondatori tecnologici Under 30 del decennio, disposti in ordine di valutazione. Si tratta di uno sguardo affascinante su come la tecnologia si sia evoluta nell’ultimo decennio e offre uno sguardo prezioso su ciò che ci potrebbe attendere per i prossimi dieci anni.

1. Mark Zuckerberg
Facebook
Valutazione della società: $ 595 miliardi
Forbes Under 30 Class Year: 2011 (27 anni)

1. Dustin Moskovitz
Facebook e Asana
Valutazione della società: $ 595 miliardi
Forbes Under 30 Class Year: 2011 (28 anni)

3. Kevin Systrom e Mike Krieger
Instagram
Valutazione dell’azienda: circa $ 100 miliardi (acquistato da Facebook per $ 1 miliardo nel 2012, il valore di Instagram come società indipendente è stato oggetto di un grande dibattito).
Forbes Under 30 Class Year: Systrom: 2011 (28 anni). Krieger: 2015 (28 anni)

4. Patrick Collison e John Collison
Stripe
Valutazione dell’azienda: $ 35 miliardi
Forbes Under 30 Class Year: 2014 (25 e 23 anni)

4. Daniel Ek
Spotify
Valutazione dell’azienda: $ 28 miliardi
Forbes Under 30 Class Year: 2011 (28 anni)

5. Evan Spiegel e Bobby Murphy
Snap
Valutazione dell’azienda: $ 23,5 miliardi
Forbes Under 30 Class Year: 2014 (23 e 25 anni)

6. Ben Silbermann ed Evan Sharp
Pinterest
Valutazione dell’azienda: $ 10,25 miliardi
Forbes Under 30 Class Year: 2011 (29/28 anni)

7. Sean Rad e Justin Mateen
Tinder
Valutazione dell’azienda: $ 10 miliardi (Parte dell’impero di dating online Match Group, il valore di Tinder è stato recentemente stimato intorno ai $ 10 miliardi)
Forbes Under 30 Class Year: 2014

8. Drew Houston
Dropbox
Valutazione dell’azienda: $ 7,5 miliardi
Forbes Under 30 Class Year: 2011 (28 anni)

9. Melanie Perkins
Canva
Valutazione dell’azienda: $ 3,2 miliardi
Forbes Under 30 Class Year: 2016 — Forbes Asia List (28 anni)

10. Whitney Wolfe Herd
Bumble
Valutazione dell’azienda: $ 3 miliardi
Forbes Under 30 Anno di lezione: 2017 (27 anni)

11. Steph Korey e Jen Rubio
Away
Valutazione della società: $ 1,4 miliardi
Forbes Under 30 Class Year: Korey, 2016 (27 anni); Rubio, 2015 (27 anni)

12. Emily Weiss
Glossier
Valutazione dell’azienda: $ 1,2 miliardi
Forbes Under 30 Class Year: 2015 (29 anni)

13. Neil Parikh
Casper
Valutazione dell’azienda: $ 1,1 miliardi
Forbes Under 30 Class Year: 2015 (25)

14. Rachel Romer Carlson e Brittany Stich
Guild Education
Valutazione dell’azienda: $ 1 miliardo
Forbes Under 30 Class Year: 2017 (entrambi 28 anni)

Strategia 10 Dicembre, 2019 @ 4:44

È finita l’era del work life balance, inizia quella della work life integration

di Forbes.it

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(Shuttestock)

di Brianne Garrett per Forbes.com

In quanto dirigente impegnata, Margaret Keane ha dovuto trovare dei modi creativi per far andare d’accordo il tempo trascorso con la sua famiglia con i suoi impegni lavorativi, soprattutto quando i suoi figli erano ancora adolescenti. Un metodo che trovava particolarmente efficace era portare i suoi figli a scuola ogni giorno. “In quel modo, avevamo almeno 20 minuti solo per noi”, dice. In qualità di ceo di Synchrony Financial, fornitore di carte di credito e piattaforma di servizi finanziari per i consumatori del Connecticut, Keane fa del suo meglio per raggiungere un equilibrio tra vita professionale e privata, ma non si sente in colpa quando non è in grado di raggiungere la perfezione. “Quegli anni mi hanno insegnato ad affrontare ogni sfida della vita lavorativa giorno per giorno ed esercitare meno pressione su di me per realizzare tutto in una volta sola”. E Keane è tutt’altro che l’unica: i professionisti di quella che è stata definita la cultura del lavoro “sempre attivo”, in particolare le donne, trovano spesso difficile raggiungere un equilibrio tra lavoro e vita privata. Ma, a differenza di Keane, molti di questi lavoratori sono afflitti dal senso di colpa per non aver raggiunto questa completa armonia.

Ora, l’idea di una certa “integrazione lavoro-vita personale” sta guadagnando terreno, poiché sempre più persone riconoscono che questo ideale di equilibrio potrebbe essere solo un obiettivo irraggiungibile.

“È liberatorio rinunciare a trovare un equilibrio”, afferma Elisa Steele, ceo della piattaforma di risorse umane newyorkese Namely. “Infatti, quando cercavo l’equilibrio tutto il tempo, mi sentivo solo in perenne fallimento. Non esiste un equilibrio perfetto, la vita è un’altra cosa. È dinamica, esigente, cangiante e indulgente”. Stabilire la propria definizione personale di ciò che significa equilibrio è il primo passo per affrontare seriamente la questione, afferma Jae Ellard, autrice del libro pubblicato nel 2014 The Five Truths about Work-Life Balance. E anche se l’idea originale di conciliazione vita-lavoro da allora si è trasformata in discussioni su come raggiungere l’integrazione vita-lavoro o armonia lavoro-vita, i suoi consiglii rimangono rilevanti. “Una volta stabilita una definizione”, afferma Ellard, il passaggio successivo “consiste nel creare consapevolezza sui comportamenti che supportano o sabotano il risultato desiderato a livello sia individuale sia organizzativo”. Il processo potrebbe comportare conversazioni scomode sia a casa sia in ufficio sui possibili confini e priorità. Ellard osserva inoltre che la questione di un bilanciamento tra lavoro e vita privata è recentemente virata verso la cosiddetta  cultura aziendale, “che rappresenta un enorme passo in avanti nel lavoro per affrontare alcuni dei fattori che determinano lo squilibrio”.

Le aziende hanno iniziato a comprendere l’importanza di creare ambienti favorevoli al successo nella vita lavorativa. Mathilde Collin, ceo dell’app Front e alunna Forbes 30 Under 30, sta contribuendo a guidare questa iniziativa. E di recente ha sfidato i suoi dipendenti a eliminare tutte le app non indispensabili dai loro telefoni, comprese le piattaforme di social media come Twitter e Facebook, come modo per essere più presenti sia a casa sia al lavoro. Poiché l’equilibrio tra lavoro e vita privata non è più l’unico modo per definire con successo la gestione della vita professionale e personale, ora sembra esserci un’opportunità per le persone di determinare quello che funziona meglio per loro, senza sentirsi come se dovessero essere sempre all’altezza di un certo standard, impostato da qualcun altro.

“Ritengo che non sia importante come lo si chiami alla fine”, afferma Ellard, riferendosi all’idea di “equilibrio”, anziché “integrazione”. “Ciò che conta di più è che le persone abbiano una chiara idea di cosa vogliono realizzare”.