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Business 7 Aprile, 2020 @ 6:27

L’imprenditore italiano che riqualifica gli immobili nell’Eldorado del mattone

di Luigi Dell'Olio

Giornalista economico e finanziario.Leggi di più dell'autore
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Principato di Monaco
(Shutterstock)

Articolo tratto dal numero di marzo 2020 di Forbes

Trovarsi al posto giusto nel momento giusto è raramente una questione di fortuna, più spesso frutto di una capacità di vedere cosa si muove all’orizzonte prima che lo facciano gli altri. Si può riassumere così la storia di Matteo Baldo, giovane imprenditore nato e cresciuto in Italia in una piccola cittadina non lontana da Venezia, che da 15 anni vive nel Principato di Monaco, dove opera nel business dell’immobiliare.

“Arrivai con appena 5mila euro in tasca, ma pieno di idee da sviluppare: per fortuna, il contesto scelto si è mostrato da subito favorevole”, racconta l’imprenditore, che per il resto mostra una certa ritrosia a parlare di sé. “Credo sia più giusto raccontare quello che facciamo come azienda, le opportunità d’investimento che si aprono anche per gli italiani”, sottolinea il fondatore e ceo della Baldo Acquisition.

Matteo Baldo, fondatore e ceo di Baldo Acquisition
Matteo Baldo, fondatore e ceo di Baldo Acquisition (Courtesy Baldo Acquisition)

La carica di energia è evidente nelle sue parole, così come la tendenza a parlare chiaro. “Ho scelto questo mercato perché consapevole che avrebbe attratto grandi investimenti per la sua posizione geografica nel cuore dell’Europa, che si combina con la sicurezza percepita e con la bellezza dei paesaggi”, sottolinea Baldo. Così, dopo qualche anno in Italia a 22 anni, Baldo ha scelto di fare il grande passo decidendo di creare nel Principato un’azienda attiva nell’acquisto di immobili da riqualificare, con l’obiettivo poi di rivenderli, generando così una plusvalenza. Uno sguardo al report Ismee sul mercato di Monaco può dare l’idea dei valori in gioco. “Lo scorso anno i prezzi sono saliti di un sorprendente 18% nel confronto annuo, in un momento in cui il resto dei principali hotspot residenziali del mondo sta rallentando o registrando riduzioni di valore”, scrivono gli analisti. “L’appeal globale di Monaco ha spinto il mercato residenziale a livelli record. La città-stato è una calamita per i ricchi del mondo grazie alla sua forte economia, allo stile di vita e agli eventi mondani e sportivi di livello internazionale. I detentori di patrimoni elevati scelgono questa piazza per vivere, lavorare o dedicarsi ai propri hobby”. Il Principato ospita 38mila abitanti, che occupano uno spazio più piccolo di Central Park di New York. I residenti provengono da 139 paesi e uno su tre rientra nel novero dei milionari. Il principale accesso internazionale è costituito dall’aeroporto di Nice Côte d’Azur, a soli 22 km dal cuore pulsante del paese, Monte Carlo. Da questo scalo partono voli diretti per 120 destinazioni. “Nonostante il rialzo registrato dai prezzi negli ultimi anni, lo squilibrio tra domanda e offerta persiste”, spiega il report di Ismee, “e questo crea una forte pressione sui prezzi”.

Matteo Baldo, fondatore e ceo di Baldo Acquisition
Matteo Baldo, fondatore e ceo di Baldo Acquisition (Courtesy Baldo Acquisition)

Nel corso del 2019 Baldo Acquisition ha investito oltre 15 milioni di euro e attualmente possiede un portafoglio immobiliare che spazia da piccoli appartamenti a sontuose superfici, destinate alle famiglie, in alcune delle zone più ambite nel Principato di Monaco e nella Costa Azzurra. “Nel Principato si è passati in una decina di anni da prezzi intorno ai 25mila euro al metro quadro agli attuali 50mila euro come prezzo medio, con punte di 100mila euro nei palazzi più esclusivi del carré d’or”, racconta l’imprenditore. Che sottolinea il valore aggiunto societario nel poter contare su “un team di esperti che vanno dalla finanza alla riqualificazione, all’interior design su misura, fino al contributo di artigiani competenti e a una minuziosa selezione di materiali. Tutte le acquisizioni”, aggiunge, “sono caratterizzate da un’impareggiabile combinazione di meticolosità nel dettaglio, design innovativo, tecnologia all’avanguardia ed esclusività. La strategia di investimento della società consiste nell’acquisire proprietà con alto potenziale in edifici di elevato standing.

Baldo Acquisition investe in tutti i quartieri del Principato: da Fontvieille al Carré d’Or, da Larvotto a La Condamine e tutta la Costa Azzurra. Qualche esempio? L’imprenditore cita in proposito due operazioni. “Un immobile da 170 metri quadri ubicato a Port Hercule che abbiamo acquistato a gennaio del 2018 per 3,9 milioni di euro e rivenduto tre mesi dopo per 4,9 milioni”. Considerati anche i costi della riqualificazione, l’operazione ha generato una plusvalenza del 26%. “Lungimiranza e resilienza”, questi sono i leit motiv della vita imprenditoriale di Matteo Baldo. “Appena arrivato a Monaco, ho intuito il potenziale del mercato immobiliare. A differenza della finanza, dell’oro e del petrolio, che in questi anni sono stati soggetti a pesanti oscillazioni, si è rivelato un investimento sicuro e in costante crescita”. Quindi, per concludere uno sguardo alle prossime sfide. “Abbiamo iniziato a lavorare al lancio di un fondo d’investimento immobiliare che avrà una capacità di 100 milioni di euro”, spiega. “Un obiettivo ambizioso, che siamo fiduciosi di centrare dato l’interesse persistente per questo mercato”. Quali i target degli investitori? “Riteniamo di poter riscontrare interesse presso privati e soggetti istituzionali di tutta Europa e Asia, dato che questi ultimi sono da sempre molto attratti dal Principato”.

 

Investimenti 12 Agosto, 2019 @ 10:32

Il miglior investimento per i prossimi 10 anni, secondo gli americani

di Marco Barlassina

Direttore, Forbes.it

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investimenti su tablet
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Ascolta “Il prossimo Gordon Gekko” su Spreaker.

I soldi facili fatti comprando e vendendo azioni sono solo un lontano ricordo. Anche nella terra che ha dato i natali agli yuppie e a tanti film sull’epopea di Wall Street.

L’immaginario collettivo degli investitori pare infatti essere cambiato: le azioni non sono più l’investimento di lungo termine preferito dagli americani. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto negli Stati Uniti da Bankrate e SSRS.

Nonostante l’investimento azionario sia storicamente radicato tra i risparmiatori d’Oltreoceano e abbia garantito per decenni ritorni annualizzati di circa il 10%, gli investitori ora preferiscono l’asset class che non più tardi di dieci anni fa è stata protagonista di un clamoroso crollo.

Gli immobili sono infatti l’investimento di lungo termine più amato in questo momento negli Usa. Il real estate ha preso il posto proprio delle azioni, al vertice della classifica fino allo scorso anno.

Gli intervistati erano chiamati a rispondere alla domanda: “Quale pensi sia la migliore opzione di investimento per quella parte di liquidità di cui non ritieni di aver bisogno nei prossimi 10 anni?”.

Dove investire dunque? Queste le risposte:

– Immobili 31%
– Azioni 20%
– Investimenti monetari 19%
– Oro/altri metalli 11%
– Obbligazioni 7%
– Nessuna opzione 5%
– Bitcoin/Cryptovalute 4%

Sorprendentemente, ad amare più degli altri l’investimento immobiliare è proprio quella generazione che per tradizione è indicata come poco incline a comprare l’abitazione in cui vivono: i millennial (per il 36% di loro l’immobiliare è il miglior investimento). I nati dopo il 1980 sono anche coloro che per converso più di altri sono pronti ad affidare i loro risparmi per il futuro al mondo delle cryptovalute: è la migliore delle scelte per il 9% dei millennial.

Le azioni sono invece preferite dai percettori dei redditi più alti. Raccolgono il 28% dei consensi tra chi guadagna almeno 50mila dollari l’anno, il 15% per chi sta sotto tale soglia. Tra i redditi più bassi le asset class più amate dopo il real estate sono invece gli investimenti monetari (22%) e in metalli preziosi.

BrandVoice
22 Maggio, 2019 @ 9:30

Investimenti immobiliari online, la scalata degli italiani di Walliance

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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grattacieli visti dal basso
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“Quando il Gruppo Bertoldi ha deciso di importare in Italia il modello americano degli investimenti immobiliari online, ci siamo fatti molte domande e abbiamo superato tanti ostacoli. Nonostante fossimo ben preparati, anche quando è arrivato il momento di schiacciare il bottone del ‘‘go live’’, ancora troppe incertezze aleggiavano sulla nostra testa”. Lui è Giacomo Bertoldi, fondatore e amministratore delegato di Walliance, classe ’91 e una maturità imprenditoriale da far invidia ai suoi colleghi più navigati. “Il tempo però ci ha dato ragione perché i risultati sono arrivati, ma non senza fatica. Il segreto, di fatto, è stata la costanza e il non demoralizzarsi mai di fronte alle battute d’arresto”.  Insomma, essere consapevoli di quello che si fa e perché, per dirla come Sinek.

Il nuovo aspetto della piattaforma Walliance da mobile

Walliance è una piattaforma di real estate crowdfunding, ma nel quartier generale trentino non vogliono sentirne parlare in questi termini: “Non è una questione di provincialismo, ma di chiarezza. Viviamo in un contesto di esterofilia spinta e ci dimentichiamo spesso della semplicità. Ma saper comunicare bene con le persone e in modo diretto, è l’unica chiave per aprire a tutti le porte del futuro”. Si parla dunque di piattaforma di investimenti immobiliari in casa Walliance e i numeri sono chiari: 18mila utenti profilati; 10 milioni di euro di investimenti transati e 1,47 milioni già incassati dai sottoscrittori, per un giro d’affari complessivo di oltre 82 milioni di euro. Numeri che sorprendono se si considera che c’è voluto appena un anno e mezzo per raggiungerli.

Il nuovo aspetto della piattaforma Walliance da desktop

 

L’industria del crowdfunding sta conoscendo una crescita boom nell’ultimo biennio, ma delle oltre 30 piattaforme autorizzate sono poche quelle che effettivamente hanno dimostrato di saper stare sul mercato. Nell’ambiente si vocifera che si assisterà presto ai primi fenomeni di aggregazione. Dinamica che però sembra non sfiorare Walliance che, al contrario, cavalca l’onda del successo regalando ai propri utenti, proprio in questi giorni, una piattaforma completamente rinnovata nella grafica e nelle funzionalità.

La nuova release si inserisce infatti in una logica di miglioramento costante, con l’obiettivo graduale di offrire ai risparmiatori uno strumento d’investimento sempre più sofisticato che ne soddisfi le aspettative. Ma anche l’occhio vuole la sua parte e la fruibilità dello strumento riveste un ruolo di primo piano: l’interfaccia grafica del nuovo sito è stata completamente rinnovata ed il risultato è una linea fresca e dinamica, con elementi grafici brillanti che catturano l’occhio dell’utente ed una navigazione decisamente più gradevole.

giacomo bertoldi
Giacomo Bertoldi

Non solo estetica però, perché anche nella sostanza in Walliance non si sono risparmiati. Si è alzato infatti il sipario su due importanti novità, tenute fino ad oggi in gran segreto: la prima riguarda il regime alternativo di intestazione delle quote o, in gergo, “Rubricazione”. Walliance ha sottoscritto un accordo con Directa SIM in forza del quale gli utenti potranno scegliere di optare per questa soluzione ed ottenere due principali vantaggi: l’anonimato e la possibilità di uscire dall’investimento prima della sua scadenza naturale. Basterà a tal fine una semplice comunicazione a Directa SIM, che provvederà a trasferire la titolarità delle quote al nuovo intestatario.

Migliorano quindi le possibilità di fare business per gli investitori, ma senza dimenticare chi è più in difficoltà. Un altro considerevole elemento di originalità è dato dal cosiddetto 2×1000. Il Gruppo Bertoldi è da sempre molto attivo nel sostegno al terzo settore e anche la sua controllata Walliance non poteva esimersi dal continuare questa tradizione. Ogni singolo utente, portando a termine il processo di investimento, viene messo di fronte ad una scelta: scegliere una delle 6 associazioni precedentemente selezionate dal portale, alla quale Walliance si impegna a donare il 2×1000 dell’investimento effettuato dall’utente. “La nostra azienda si è evoluta molto in questo anno e mezzo di attività” commenta Giacomo Bertoldi, “tutti hanno lavorato molto duramente e i risultati sono arrivati. La proprietà è orgogliosa dei ragazzi del team, perché hanno saputo interpretare al meglio i valori e le tradizioni che da oltre 60 anni ci impegniamo a portare avanti”. Valori che il giovane ceo si augura possano esser fatti propri anche dal prossimo ingresso in azienda, che avrà il compito di seguire lo sviluppo della divisione francese di Walliance. Non è ancora dato sapere molto a riguardo, ma è certo che i prossimi 1-2 luglio tutto il team sarà a Parigi in occasione del MIPIM PropTech. Prove generali di internazionalizzazione?