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Business 12 Giugno, 2019 @ 1:00

A Chanel piace green: l’investimento che vuole rivoluzionare il tessile

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

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modelle sfilata
Chanel Cruise Collection 2019/20

Le sostanze chimiche, almeno nel tessile (che è il settore con il più alto tasso di utilizzo insieme al beauty) potrebbero presto avere i giorni contati. E l’ultima maison del lusso a darne conferma è Chanel che ha deciso di assumere una quota di minoranza della società americana Evolved By Nature con l’obiettivo di sostituire gli additivi sintetici, notoriamente dannosi per l’ambiente, con un nuovo tipo di seta.

La società, fondata sei anni fa a Boston dal chimico Gregory Altman e dall’ingegnere biomedico Rebecca Lacouture, è nota infatti per aver creato Activated Silk, una tecnologia rigenerativa ricavata da bozzoli di bachi da seta scartati, che come una sorta di seta “liquida” si dissolve in acqua e si abbina con facilità ad altri materiali incoraggiando metodi produttivi sostenibili (dal 2013 Evolved By Nature ha brevettato dozzine di combinazioni molecolari della proteina di seta naturale).

Come ha dichiarato in una nota l’azienda di Boston, questo nuovo finanziamento, la cui entità è ancora top secret, servirà proprio per “esplorare materiali innovativi, miglioramenti meccanici e ottici di diversi tessuti”. E la cosiddetta green chemistry applicata al tessile ne guadagnerà sicuramente.

E si tratta anche di un bel passo avanti per la casa di moda parigina, nota per aver sempre fatto uso di materie prime controverse come pellicce o pelli di rettili esotici, che però negli ultimi tempi è diventata protagonista di una virata green con una serie di iniziative ad hoc. Il 2018 è stato infatti un anno particolarmente impegnativo per il marchio francese che ha pubblicato per la prima volta un rapporto sui suoi sforzi ambientali, vietando l’uso di pelli esotiche, e attraverso la sua società Chanel Parfums Beauté ha acquisito una quota della start up finlandese Sulapac, impegnata nello sviluppo di un nuovo materiale riciclabile in ambiente industriale e totalmente biodegradabile nell’ambiente marino, per combattere l’inquinamento della plastica.

Tecnologia 11 Giugno, 2019 @ 12:00

Un tour della Silicon Valley con un gestore di fondi

di Forbes.it

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nuove tecnologie
(GettyImages)

A cura di Scott Berg, gestore del fondo Global Growth Equity Strategy di T. Rowe Price

 

Il settore tecnologico è cambiato drammaticamente in tempi relativamente brevi, generando allo stesso tempo un’enorme quantità di valore. In qualità di investitori, dobbiamo confrontarci con questo comparto estremamente dinamico, facendo attenzione alle valutazioni elevate in certe aree. In quest’ottica, la nostra visita annuale alla Silicon Valley, che ripetiamo da ormai 15 anni, ci permette di approfondire la comprensione degli investimenti nel settore e di ottenere spunti originali anche su società teoricamente ben note.

 

La tecnologia è  un porto sicuro in un contesto macroeconomico incerto

Quest’anno la visita è stata particolarmente ricca di incontri incoraggianti. Le società tecnologiche chiaramente non stanno (ancora) sperimentando alcun rallentamento. In molti hanno esplicitamente constatato una distanza nei confronti delle attuali preoccupazioni macroeconomiche. L’aspetto incoraggiante è che queste società stanno investendo attivamente per crescere e aumentare la propria quota di mercato. Inoltre, il ritmo mozzafiato dell’innovazione rimane immutato, con la maggior parte dei player che citano gli stessi temi: la corsa al cloud, l’Intelligenza Artificiale (IA) e il Machine Learning (ML).

Con il rallentamento dell’economia nel complesso, una certa decelerazione del settore è inevitabile. D’altra parte, non possiamo ignorare le forze secolari che stanno evidentemente aggirando il contesto macroeconomico impegnativo. Un obiettivo degli incontri è proprio quello di individuare queste forze. In particolare, al momento vediamo tre fattori principali che continueranno a influenzare il settore high tech nel lungo termine.

Fattore 1: la crescita delle piattaforme media

Alphabet (Google) e Facebook sono diventate due tra le società di media più grandi al mondo, fornendo piattaforme che collegano i creatori, gli advertiser e i consumatori di contenuti.

Nel nostro incontro con il management di Facebook, compresa la COO Sheryl Sandberg e tre responsabili divisionali, la maggior parte della discussione si è concentrata sulla regolamentazione e l’inserimento di elementi di controllo. Abbiamo avuto l’impressone che il management abbia compreso e stia affrontando attivamente queste problematiche. Un altro aspetto incoraggiante è il grande lavoro che stanno facendo dietro le quinte per incrementare la monetizzazione delle attività. Ascoltare la visione del responsabile di Instagram su Insta Video, IGTV, la monetizzazione della natura effimera delle Instagram Stories e l’aumento della personalizzazione, ci ha dato una vivida percezione delle prospettive potenziali. L’incontro con il responsabile dell’Advertising ci fatto capire che le Storie potrebbero essere un game changer: pur essendo più lente del feed, genereranno un maggior user engagement. Siamo meno convinti sulla strategia di Messenger, ma riteniamo che la monetizzazione di WhatsApp sia un’opzione aggiuntiva per Facebook. È improbabile che la crescita dei ricavi rallenti, e c’è la possibilità che tra circa un anno si possa parlare di accelerazione.

Un altro aspetto chiave è la crescita delle dimensioni e del raggio di azione delle principali società, spinta dalla tecnologia. Netflix è un ottimo esempio, essendo diventata la più grande società di video della storia principalmente grazie alla sua libertà da vincoli infrastrutturali.

Fattore 2: l’avvento del Machine Learning e dell’Intelligenza Artificiale

ML e AI saranno i temi chiave per il prossimo decennio, e non solo. Le ‘platform company’ si trovano nella posizione migliore per beneficiarne, avendo accesso a più dati, una maggiore potenza di calcolo e impiegando gli ingegneri migliori.

Dopo essere stato un argomento teorico per molti anni, si inizia a vedere un impatto reale dell’utilizzo dell’AI sui modelli di business delle imprese. Alcuni usi possono sorprendere. Workday è un provider di applicazioni per la gestione delle risorse umane basato sul cloud. A differenza dei software ‘statici’ che i competitor installano sui server delle aziende, il prodotto di Workday impara continuamente, e la sua interazione con la documentazione relativa a milioni di dipendenti fa sì che oggi possa prevedere, ad esempio, quali lavoratori corrano il rischio di diventare insoddisfatti della propria mansione. Nel nostro incontro con Workday abbiamo constatato la stabilità e la durevolezza dei loro flussi di cassa e la potenza delle loro capacità analitiche, in grado di creare valore per il cliente.

Fattore 3: l’importanza del cloud

In quasi tutti gli incontri è stata sottolineata l’importanza del cloud. I sistemi di software basati sul cloud e costantemente aggiornati permettono alle imprese di integrare l’informazione in modi nuovi. Salesforce.com è all’avanguardia in questa trasformazione. Il loro sistema di customer relationship management, offerto via Internet tramite sottoscrizione, permette alle aziende non solo di tenere traccia dei clienti esistenti, ma anche di individuarne di possibili nuovi, generando dati che poi confluiscono nelle previsioni sui ricavi, nella gestione delle scorte e in altre parti dell’attività.

Le autostrade digitali non sbandano

Anche lo sviluppo della guida autonoma sta procedendo, anche se ad un ritmo più lento di quanto alcuni si aspettavano. Abbiamo avuto un incontro rassicurante con il nuovo responsabile della produzione di Tesla, Jerome Guillen, in cui si è parlato di complessità dei prodotti e di come la semplificazione della linea abbia dato i suoi frutti. Il costo della manodopera e della produzione e l’efficienza si stanno muovendo nella giusta direzione. Tesla è un titolo il cui prezzo può variare ampiamente a seconda del sentiment, ma siamo fiduciosi che i fondamentali trionferanno in ultima analisi.

In conclusione, il settore tecnologico continua ad evolvere a ritmi serrati, generando un immenso valore per gli investitori. Non si tratta solo dei FAANG o delle platform company di grandi dimensioni: vi sono molte aree ricche di aziende con ampie prospettive di crescita. Un aspetto da sottolineare è che i comparti più colpiti da cambiamento e disruption sono anche quelli che si prestano meglio alla gestione attiva, dato che il divario di performance tra vincitori e perdenti è molto più pronunciato rispetto agli altri settori.

Business 30 Maggio, 2019 @ 3:02

Yoox Net-A-Porter Group cerca le imprenditrici del futuro

di Roberta Maddalena

Staff writer, Forbes.it

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ragazze telefono sorriso
(Courtesy Yoox)

Yoox Net-A-Porter Group prosegue il suo impegno a favore dell’inclusività e dell’empowerment femminile. L’azienda italiana attiva nel settore delle vendite online di beni lusso capitanata da Federico Marchetti ha lanciato infatti un concorso chiamato “Incredible Girls of the Future” con l’obiettivo di individuare le future imprenditrici pronte a rivoluzionare il settore della moda.

Imprenditrici del futuro: come funziona il concorso Yoox

In particolare, il contest, aperto fino al 1 luglio, invita giovani donne di tutto il mondo tra 16 e 25 anni a presentare una nuova app di moda in grado di creare un cambiamento sostenibile. Tutti i progetti candidati, però, dovranno dimostrare il loro stretto legame con la tecnologia e la loro capacità di avere un impatto positivo nel  mondo per le generazioni future. A giudicare le varie proposte sarà un panel di esperti internazionali della moda e della tecnologia composto da Brent Hoberman, co-fondatore e presidente esecutivo da firstminute capital, Founders Factory e Founders Forum, Bozoma Saint John, chief marketing officer di Endeavor, Leandra Medine, autrice e fondatrice di Man Repeller, Margherita Maccapani Missoni, direttore creativo di M Missoni e infine Brita Fernandez Schmidt, direttore esecutivo di Women for Women UK. Le chiavi vincenti che convinceranno i giudici presieduti da Marchetti, Alison Loehnis, president di NET-A-PORTER e MR PORTER, e da Sarah Bailey, acting editor di PORTER Magazine? Originalità, imprenditorialità, capacità di pianificazione e di problem solving.

L’impegno di Yoox Net-A-Porter Group a favore dell’imprenditoria femminile

L’iniziativa conferma l’impegno del gruppo di creare una cultura inclusiva, dove tutti possono raggiungere e realizzare il proprio potenziale senza barriere. L’anno scorso, una ricerca commissionata nel Regno Unito da Yoox ha messo in evidenza il fatto che il 50% delle ragazze intervistate crede che la tecnologia non sia un settore stimolante e poche di loro lo associano alla moda. Ecco allora spiegata l’importanza del concorso che ha, quindi, l’obiettivo di far scoprire le potenzialità creative che la tecnologia può offrire, attraverso le lenti della moda.

“È incredibilmente importante coltivare i giovani talenti e offrire una piattaforma per far sentire le loro voci. Questa industria prospera grazie a nuove innovazioni e la crescente era digitale richiede più che mai una creatività tecnologica. Vedere Yoox impegnarsi nel creare opportunità per le nuove generazioni è molto stimolante e non vedo l’ora di fare parte di questo processo”, ha detto Margherita Missoni.

La vincitrice otterrà un posto nell’ambito programma di mentorship con gli executives del gruppo con lo scopo di fornire alla giovane innovatrice consigli pratici per rendere realtà la propria visione. Inoltre, avrà la possibilità di apparire sui vari canali di NET-A-PORTER e partecipare a un’esclusiva sessione di styling one-to-one con un personal shopper (con un buono da €1.165 da spendere sul sito).

I numeri dell’inclusività per Yoox Net-A-Porter Group

Attualmente, due terzi dei loro 5000 talenti, quasi il doppio della media delle aziende che operano nel settore tech, e oltre il 50% dei senior leader sono donne. Dal 2016, inoltre, in collaborazione con istituzioni internazionali come Imperial College London e Fondazione Golinelli a Bologna, il gruppo ha investito nell’educazione digitale con il progetto Digital Education Programme (nel 2018 sono stati formati oltre 3.400 giovani talenti, di cui il 55% ragazze).

 

 

Classifiche 5 Aprile, 2019 @ 9:00

Midas List 2019, ecco chi sono i migliori investitori in tecnologia del mondo

di Forbes.it

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simbolo dollaro su sfondo tecnologico
(GettyImages)

 

A cura di Alex Konrad per Forbes.com. Prodotto in partnership con TrueBridge Capital Partners.

Nuovi volti – in alcuni casi assenze illustri – segnalano che un cambiamento più ampio è in corso all’interno della 18a lista annuale di Midas, la classifica degli investitori dal tocco magico, i migliori al mondo nel trasformare in oro gli investimenti in tecnologia.

Lo stesso investitore dello scorso anno si conferma in cima alla classifica, ma è affiancato da un numero record di investitori internazionali, in particolare provenienti dalla Cina, e da investitori donne che stanno gradualmente cambiando l’immagine del venture capitalist della Silicon Valley.

Realizzato in collaborazione con TrueBridge Capital Partners, la Midas List rileva gli investitori che hanno costruito importanti portafogli realizzando scommesse audaci. Pochi incarnano il tocco dorato “alla Re Mida” come Neil Shen di Sequoia China, in prima posizione anche quest’anno. Shen supporta le principali società tecnologiche cinesi come Alibaba e JD.com e il sito di e-commerce Pinduoduo. È stato raggiunto da un numero record di investitori cinesi quest’anno, tra cui la new entry Kathy Xu (Xu Xin). Xu è una delle 12 donne della lista Midas del 2019, un numero da record.

Per stilare la lista, gli investitori sono stati classificati in base alle società nel loro portafoglio che sono diventate pubbliche o sono state acquisite per almeno $ 200 milioni negli ultimi cinque anni, o che hanno raccolto ulteriori finanziamenti fino a raggiungere una valutazione di $ 400 milioni o più. Forbes e TrueBridge danno un premio alle exit più recenti e ai rendimenti rispetto ai valori iniziali.

Nota: gli investitori che sono stati licenziati o dimessi dalle loro società per qualsiasi tipo di condotta illecita non sono eleggibili nella Midas List.

Ecco le prime 10 posizioni della Midas List:

1. Neil Shen
Founding Managing Partner, Sequoia Capital China

2. Peter Fenton
General Partner, Benchmark

3. Bill Gurley
General Partner, Benchmark

4. Jim Goetz
Partner, Sequoia Capital

5. JP Gan
Managing Partner, Qiming Venture Partners

6. Kathy Xu
Founding Partner, Capital Today

7. Hans Tung
Managing Partner, GGV Capital

8. Mary Meeker
General Partner, Bond Capital

9. Neeraj Agrawal
General Partner, Battery Ventures

10. Eric Paley
Managing Partner, Founder Collective