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Trending 8 Aprile, 2020 @ 6:21

Mappare i positivi al Covid-19 senza tamponi, l’italiana Nexim lo fa con l’intelligenza artificiale

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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Simone Dore, ceo di Nexim Italia

Come supplire alla carenza presso le strutture ospedaliere dei tamponi o dei reagenti necessari a verificare la positività o meno al Coronavirus? Senza uno screening adeguato mancherebbe il tassello necessario a garantire una ripresa dell’attività in un contesto di sicurezza. Con il rischio concreto di una risalita dei contagi non appena l’Italia dovesse entrare nella cosiddetta Fase 2.

La risposta potrebbe venire dall’idea del sassarese Simone Dore, amministratore delegato di Nexim Italia, un «gioiellino» delle telecomunicazioni nazionali, specializzata nella progettazione, sviluppo e fornitura di sistemi di connettività, data center e cyber-security, che al suo interno ha anche una divisione che si occupa di intelligenza artificiale e sistemi di calcolo.

L’idea di Nexim è quella di usare l’intelligenza artificiale per analizzare i dati delle radiografie toraciche. Praticamente ovunque infatti vi è disponibilità di dispositivi per la radiografia, a differenza di quanto avviene con tamponi e reagenti. E il sistema di intelligenza artificiale messo a punto da Nexim, ha la capacità di analizzare grandi quantità di dati multiformi, ormai disponibili nelle librerie pubbliche di immagini di pazienti di tutto il mondo affetti da malattie rilevate ai raggi X. Ciò permette in buona sostanza di riconoscere le patologie sulla base di quanto già osservato in passato. Si effettua così una sorta di pre-screening, da accertare poi nei casi sospetti con un tampone.

Il risultato, spiega Dore, che metterà a disposizione il sistema (già brevettato) in maniera gratuita, dà un’affidabilità vicina al 99%. “E più il sistema viene usato e più impara”, dice ancora Dore, che ha già avviato le pratiche per la certificazione del sistema.

La dashboard di Armadillo Scan

Come funziona la piattaforma per mappare i positivi con l’intelligenza artificiale

La piattaforma ideata da Simone Dore si chiama Armadillo Scan “AS” ed è nata per supportare le istituzioni coinvolte nell’emergenza sanitaria. AS è infatti in grado di raccogliere, elaborare e aggregare le immagini provenienti da dispositivi di radiografia: la piattaforma permette quindi di individuare i potenziali focolai d’infezione da Covid-19 e consente di contenere e tracciare e monitorare i parametri di quelli già scoperti. L’elaborazione dei dati, messi volontariamente a disposizione dalle istituzioni mondiali degli utenti risultati positivi, garantisce una veloce tracciatura di una possibile affezione con una accuratezza del 90/92%. Attualmente la curva di precisione viene calcolata su un data-set di immagini di non altissima risoluzione, cosa che potrebbe aumentare se le immagini provenissero direttamente dalle macchine radiografiche senza ulteriori manipolazioni.

Un’altra immagine della dashboard di Armadillo Scan

Il software è stato brevettato e reso disponibile gratuitamente per le analisi della comunità scientifica, lo staff di ricerca e sviluppo di AS è disponibile per interagire con il settore medico per aumentarne l’ affidabilità.  Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, reti neurali e un Data Center con altissime performance di affidabilità interno alla struttura Nexim, è possibile attraverso la propria potenza di calcolo elaborare un risultato di positività in meno di 5 secondi. Il software può essere un’ arma vincente in quei paesi dove le strutture sanitarie non hanno a disposizione laboratori di analisi o reagenti sufficenti al contrasto della pandemia.

“Non dimentichiamo poi – conclude Dore – quanto potrebbe essere importante un sistema come questo per contenere le epidemie nei Paesi del terzo mondo dove i reagenti sono spesso introvabili”.

E c’è anche una app

Nexim si è mossa fin dall’inizio dell’emergenza e, prosegue Dore, «abbiamo lavorato ininterrottamente per poter schierare anche “armi digitali” contro un evento imprevedibile, a difesa di un bene primario: la vita di tutti». La loro “arma digitale” è appunto “Armadillo” e l’azienda ha creato anche un’applicazione che permette, sempre su base volontaria e anonima, di memorizzare in modo puntuale i propri movimenti tramite Gps, celle telefoniche e punti di accesso wi-fi. Questi dati saranno poi conservati in modalità cifrati sul telefono del soggetto: se poi l’utente risulterà positivo, potrà a quel punto autorizzare l’accesso a tali informazioni per consentire di analizzare esattamente il percorso che ha fatto mettendo in relazione tutti i dati collezionati nel tempo.