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Strategia 11 Novembre, 2019 @ 11:30

Per essere un buon leader occorre partire dalla leadership di se stessi

di Forbes.it

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Essere leader grazie ad una buona self-leadership, ecco il corso
(Shutterstock)

Ciò che viene richiesto ad un leader all’interno di ogni organizzazione è la capacità di sviluppare una visione e di individuare la strada migliore per perseguirla conducendo il gruppo di lavoro verso gli obiettivi attraverso la motivazione. Ma per essere un buon leader, per essere in grado di guidare gli altri, bisogna prima di tutto essere un buon leader di se stesso sviluppando quella che viene definita self-leadership.

La self-leadership è l’arte di automotivarsi, cioè di trovare dentro di sé la volontà, l’entusiasmo, la razionalità e l’autocontrollo necessari al raggiungimento dei propri obiettivi. Si tratta di raggiungere l’eccellenza personale grazie alla padronanza totale delle proprie azioni e alla fiducia nelle proprie capacità, sviluppando così un marchio personale forte e inconfondibile.

La capacità di self-leadership può essere innata, ma può essere anche appresa. Su queste basi nasce Self-leadership e felicità al lavoro l’innovativo evento organizzato da BlueAcademy e DVP – Della Volpe & Partners e tenuto da Sandro Formica, il più importante docente italiano sul tema.

Self-leadership e felicità al lavoro, il corso di formazione per diventare un leader di successo partendo da sé

Sono ben nove le motivazioni per frequentare il corso di formazione Self-leadership e felicità al lavoro che si terrà a Milano mercoledì 27 novembre 2019, dalle 09:30 alle 13:00, negli splendidi spazi del Palazzo delle Stelline in Corso Magenta 61. Nove motivazioni che si trasformano in altrettanti step del corso per diventare leader di successo.

Step 1: Bisogni
I bisogni rappresentano la prima fase della Scienza di Sé in quanto tutti i comportamenti sono riconducibili alla soddisfazione di uno o più bisogni. Pertanto, acquisire consapevolezza di come ci comportiamo in relazione ai bisogni che desideriamo soddisfare ci permette di verificare l’esistenza di comportamenti alternativi a quelli esistenti che siano più sostenibili e che favoriscano il benessere a medio e lungo termine dell’individuo, dell’azienda e della collettività. L’obiettivo dello studio esperienziale sui bisogni è quello di raggiungere l’auto-realizzazione o il proprio potenziale più elevato.

Step 2: Valori
I valori, a differenza dei bisogni che sono universali e accomunano tutti gli esseri umani, sono unici e influenzano le nostre scelte, da quelle più semplici, come svolgere un compito di routine, a quelle più impattanti, come le decisioni strategiche che influenzeranno l’azienda nei prossimi cinque anni. Riscoprire e coltivare i propri valori permette all’individuo e alla società di cui fa parte, di emergere enfatizzando i punti di forza e accrescendo la soddisfazione e la produttività.

Step 3: Talenti e Competenze
I talenti e le competenze. Frequentemente, le persone confessano di aver lasciato da parte il proprio talento per la musica, l’arte, il gioco, ecc. in quanto non avrebbe contribuito a trovare un lavoro. La realtà è che grazie all’accettazione, lo stimolo e il supporto dei talenti individuali che le aziende hanno creato il loro successo, la loro vena innovativa e la loro unicità. Nel verificare le competenze apprese fin ora e quelle che verranno acquisite in futuro, viene prestata particolare attenzione all’allineamento di quest’ultime ai propri talenti. Una volta coscienti dei propri talenti, l’obiettivo è quello di alimentare competenze che possano mettere ancora più in risalto quei talenti per creare metodi competitivi supportati da “unique selling propositions”.

Step 4: Convinzioni
Le convinzioni non sono altro che la nostra programmazione mentale. Le convinzioni agiscono come filtri che permettono di interpretare quello che viviamo. Visto che la maggior parte dei pensieri che facciamo va contro noi stessi, è in antitesi con ciò che vogliamo creare e, spesso, contro il benessere dell’azienda, quest’area della Scienza del Sé ha come obiettivo primario quello di raggiungere la consapevolezza delle proprie convinzioni e di modificare quelle che danneggiano non solo noi stessi, ma anche coloro che ci sono vicini, per aumentare la soddisfazione e la performance personale e collettiva.

Step 5: Intelligenza Emotiva
Dopo decenni di ricerche è stato dimostrato e confermato che l’intelligenza emotiva è di gran lunga più importante di quella intellettiva, non solo al fine di vivere una vita felice e ricca di soddisfazioni, ma anche dal punto di vista della produttività e della leadership. Quest’area di studio esperienziale aiuta a familiarizzare dipendenti e organizzazioni con gli aspetti dell’emotività che sono critici per prendere decisioni e per tessere rapporti sostenibili e di mutuo apprezzamento, rispetto ed empatia. L’obiettivo è quello di imparare un nuovo linguaggio, quello delle emozioni, e mettere in funzione delle facoltà che aiutano a limitare o eliminare incertezze e confusione per poter prendere decisioni e portare avanti scelte in totale consapevolezza, supportate da una radicata resilienza.

Step 6: Comunicazione Empatica
La comunicazione è lo strumento primario per la soddisfazione dei propri bisogni. La tecnica di comunicazione insegnata in quest’area della Scienza del Sé si basa sulle capacità delle persone di interpretare fatti ed eventi senza filtri, di esprimere l’emozione scaturita da quegli eventi e di specificare con chiarezza e semplicità il bisogno che desideriamo essere soddisfatto.

Step 7: Proposito di vita
Il proposito di vita è rappresentato dal nostro impegno e dedizione, attraverso talenti e competenze, a un qualcosa che è più grande di noi stessi. Tutti noi abbiamo un proposito di vita: tuttavia, molti di noi lo abbiamo accantonato a causa del condizionamento della società in cui viviamo. Vivere una vita senza un proposito è come guidare l’auto senza sapere dove andare, senza avere una destinazione finale. Ecco perché le persone che hanno un proposito e lo perseguono vivono fino a sette anni più a lungo degli altri, sono più felici e si ammalano di meno.

Step 8: Creatività ed Immaginazione
L’immaginazione è il volano dell’evoluzione. Aiuta a risolvere i problemi, è alla base dell’innovazione, stimola l’economia e, complessivamente, promuove la crescita in ogni aspetto di vita. Tuttavia, coloro che lavorano in azienda hanno generalmente ricevuto una formazione tecnico analitica, che enfatizza quasi esclusivamente la logica, l’analisi, la razionalità, la coerenza e la sistematicità. L’obiettivo di questo modulo è quello di rimettere in funzione la parte destra del cervello, quella creativa, sensoriale e intuitiva, per permettere a coloro che lavorano in azienda di esprimere al meglio quelle potenzialità che vanno oltre gli schemi e le limitazioni imposte dagli altri, per aumentare la creatività e l’innovazione.

Step 9: Piano di Vita
Nella pianificazione di vita mettiamo insieme le conoscenze, esperienze e attività sviluppate e raccolte nelle otto aree precedenti per determinare con chiarezza i nostri obiettivi, specificando il cosa, come, chi e quando. È una compilazione di esercizi che spingono tutti i collaboratori aziendali a creare il loro futuro e a immaginare le sfide e le opportunità che incontreranno ancora prima che esse accadano.

Solo per i primi 20 iscritti il biglietto avrà il costo di 149.00 anziché 199.00 euro.

Per maggiori informazioni e per iscriversi al corso clicca qui 

Strategia 5 Novembre, 2019 @ 4:20

Self-leadership, un corso per intraprendere la strada del successo

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Essere leader
(GettyImages)

Per guidare grandi progetti c’è bisogno di grandi leader. Titoli di studio, esperienze professionali e livello di conoscenza delle lingue sono le competenze messe sotto lente dai reclutatori quando l’azienda valuta l’inserimento di un nuovo leader, ma non solo. Per essere un buon leader, infatti, prima bisogna essere in grado di saper gestire se stessi sviluppando una efficace self-leadership. L’autogestione richiede conoscenza di sé, autodisciplina, motivazione, empatia e abilità nel relazionarsi: competenze razionali e emozionali che posso essere ricomprese in quell’aspetto dell’intelligenza che viene definito intelligenza emotiva. Queste competenze non sono innate, ma possono essere sviluppate per migliorare la qualità della vita e il livello delle performance.

Self-leadership e felicità al lavoro, il corso di formazione manageriale BlueAcademy e DVP

BlueAcademy e DVP – Della Volpe & Partners presentano l’evento tenuto dal più importante docente italiano sul tema “Self-leadership e felicità al lavoro”: Sandro Formica.

Per Sandro Formica, ordinario del master “Manager di te stesso, manager degli altri” presso la Florida International University di Miami e insegnante alla SDA e al Master dell’Università Commerciale Luigi Bocconi, partendo dall’auto-consapevolezza è possibile allineare il proprio percorso individuale agli obiettivi e alla missione dell’organizzazione generando un’economia della felicità.

Il suo modello di cambiamento, nato e testato sul campo come strumento di strategia aziendale, si è evoluto nel corso di due decenni per integrare competenze e talenti all’interno di un’organizzazione consapevole gestita da dirigenti in grado di conoscere se stessi e riconoscersi negli altri.

Il corso di formazione si terrà mercoledì 27 novembre 2019, dalle 09:30 alle 13:00, al Palazzo delle Stelline in Corso Magenta 61, e, solo per i primi 20 iscritti il biglietto avrà il costo di 149.00 anziché 199.00 euro.

Come diventare leader: ecco perché frequentare il corso di formazione Self-leadership e felicità al lavoro

Sono 9 i motivi per frequentare il corso di formazione manageriale Self-leadership e felicità al lavoro, eccoli in sintesi:

  1. La conoscenza e padronanza dei propri bisogni e di quelli degli altri risulta in un miglioramento della soddisfazione al lavoro e dell’efficienza nel teamwork.
  2. L’approfondimento dei valori e il loro allineamento alle azioni di tutti coloro che lavorano in azienda aumentano la capacità decisionale, e supportano la leadership.
  3. Quando le competenze vengono sviluppate a supporto dei talenti la percezione del lavoro cambia gradualmente per trasformarsi in un’opportunità di crescita e sviluppo.
  4. Il 70% delle convinzioni che abbiamo sono negative. Il lavoro di trasformazione di queste convinzioni in convinzioni positive accresce il successo individuale e quello organizzativo.
  5. L’intelligenza emotiva (IE) è direttamente proporzionale alla redditività. Quando l’IE sale, i ricavi aumentano.
  6. La comunicazione empatica aumenta drasticamente la risoluzione dei conflitti in azienda e accresce il livello di collaborazione e benessere.
  7. Quando il proposito di vita dei singoli è allineato a quello dell’azienda tutte le metriche che misurano la performance aziendale puntano in alto.
  8. Esercitare consapevolmente le nostre capacità a immaginare, aumenta la creatività e l’innovazione aziendale.
  9. Il piano di vita aumenta il valore aziendale creando i presupposti per sviluppare sinergie tra la progettualità del collaboratore e la strategia dell’organizzazione.

Per maggiori informazioni e per iscriversi al corso clicca qui