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Trending 3 Giugno, 2019 @ 12:44

Per andare negli Stati Uniti ora dovrai dire tutto dei tuoi account social

di Forbes.it

Staff

La redazione di Forbes.Leggi di più dell'autore
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The American Visa in a passport page (USA) background – selective focus

Chi vorrà richiedere un visto per gli Stati Uniti d’America dovrà comunicare alle autorità le informazioni sugli account social media che ha utilizzato negli ultimi 5 anni. È una nuova policy del Dipartimento di Stato Usa in conseguenza di una misura del settembre 2017 in cui il Dipartimento per la sicurezza interna aveva proposto e promulgato un regolamento che richiedeva la sorveglianza dell’uso dei social media di tutti gli immigrati, compresi i cittadini naturalizzati.

E’ quanto riportano tutti i principali organi di informazione degli Stati Uniti,  come il New York Times e The Hill (considerato uno dei più autorevoli siti di politica degli Usa), citando una nota del Dipartimento di Stato.

Il provvedimento comprenderebbe foto, luoghi, date di nascita e altri dati personali comunemente condivisi sui social media. “Abbiamo già richiesto alcune informazioni di contatto, storia di viaggi, informazioni sui membri della famiglia e precedenti indirizzi da tutti i richiedenti il visto”, ha detto il Dipartimento di Stato in una nota. “Lavoriamo costantemente per trovare meccanismi per migliorare i nostri processi di screening per proteggere i cittadini degli Stati Uniti, pur sostenendo viaggi legittimi negli Stati Uniti”.

Questa nuova decisione è parte della linea di potenziamento per lo screening e la verifica degli standard e delle procedure richiesta dal presidente Trump al segretario di Stato, al procuratore generale, al segretario della sicurezza nazionale e al direttore dell’intelligence nazionale. La nuova misura potrebbe interessare fino a 15 milioni di aspiranti viaggiatori negli Stati Uniti.

Ma dubbi e perplessità rimangono. In prima fila le associazioni per i diritti per i diritti civili, secondo cui il provvedimento, lungi dal risolvere i problemi di sicurezza, solleverebbe preoccupazioni significative sulla privacy e sul rispetto del  Primo Emendamento per cittadini e immigrati.

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