
Sarà un’estate italiana, con soluzioni che consentono una certa autonomia. «Dove villeggerete?». Era la domanda per antonomasia dell’Italia degli anni Sessanta che pensava alle vacanze. Con la fine del lockdown il desiderio di essere altrove è di nuovo lecito, ma saranno mete vicino a casa con vacanze all’insegna del sapore vintage della villeggiatura in residenze estive.
Del resto, con la pandemia che ha messo in ginocchio il settore turistico che vale il 13% del Pil, soggiornare in Italia onorando le bellezze del nostro paese è più che doveroso.
Nell’immaginario collettivo prendono forma grandi spazi immersi nella natura, scenari bucolici, la campagna con la sua sana frugalità. “Così ci immaginiamo la nostra prossima accoglienza a L’Albereta in Franciacorta e a L’Andana in Maremma, dove si sta come in grandi case di campagna con il giardino attorno dove ritrovare spazio e tempo. Un tempo lento per fare solo cose belle”, dice Carmen Moretti de Rosa, vicepresidente della Holding Terre Moretti. Nelle strutture L’Albereta e L’Andana lo spazio non manca e il distanziamento sociale lo garantisce la natura. Il buon ritiro è nel loro Dna, e per la stagione estiva si preparano ad una accoglienza che parte dalle origini: entrambi i resort, infatti, sono nati come case di villeggiatura. “Riapriremo tra pochi giorni, L’Andana il 12 e L’Albereta il 19 giugno. I clienti abituali ci hanno fatto percepire la voglia di tornare, e abbiamo già ricevuto richieste anche dalla Russia e dall’Asia. Per garantire la riservatezza che gli ospiti si aspettano quest’anno, pensiamo di occupare solo il 50% delle camere. In Albereta, per esempio, abbiamo trasformato 10 camere in suite spaziose che hanno tutte le funzionalità di una vera e propria casa”.
Ad oggi regna ancora molta incertezza e con la stagione primaverile andata persa, per le strutture alberghiere dimezzare il numero di ospiti e investire sui dispositivi di sicurezza è uno sforzo economico notevole.





