
Articolo tratto dal numero di agosto di Forbes Italia. Abbonati.
Rimanere legati alla tradizione del passato, ma con lo sguardo rivolto verso un percorso del tutto nuovo. L’idea alla base del rebranding realizzato da Ninety One, in precedenza Investec Asset Management, è proprio questa. La realtà del risparmio gestito, protagonista di un demerger dal gruppo Investec, a marzo si è quotata alla borsa di Johannesburg e a quella di Londra. Una scelta che le permette, da un lato, di mantenere un piede in Sudafrica, terra d’origine, dall’altro di essere un importante snodo della finanza mondiale. Il nuovo logo è un 91 stilizzato: “Il numero è composto da tre strisce verticali, di cui la prima più corta delle altre due. Per farlo, siamo partiti dalle strisce della zebra, che rappresenta le nostre origini, trasformandole però in qualcosa di nuovo” dice Gianluca Maione, country head per l’Italia di Ninety One. Oltre al logo in sé, la data cela l’anima autentica del gruppo: “Il 91 è il nostro anno di fondazione. Forse non tutti se lo ricordano, ma quella fu un’annata di grandi cambiamenti. Penso per esempio alla fine dell’apartheid, al web che venne messo per la prima volta a disposizione delle persone e all’uscita di Nevermind, l’album dei Nirvana che ha cambiato la storia del rock”. Tutti eventi che hanno come denominatore comune il cambiamento. “Lo stesso che noi, ogni giorno, vogliamo gestire e anticipare facendo il nostro lavoro di gestori. Non per niente, il nostro slogan è ‘investing for a world of change’, investire per un mondo di cambiamenti”.
Una volta deciso di staccarsi dal gruppo bancario principale, i piani della società sono stati ostacolati non poco dall’emergenza sanitaria e dal lockdown. Nonostante questo inconveniente, il ceo Hendrik du Toit non ha voluto saperne di rimandare la quotazione in Borsa, che è infatti arrivata il 16 marzo come da programmi: “Ha detto che questa operazione doveva essere letta in una logica di lungo termine, quindi abbiamo proseguito per la nostra strada. E il prezzo del titolo ci sta dando ragione dopo quasi tre mesi di vita. Sia a Londra che a Johannesburg, Ninety One ha riscontrato un ottimo gradimento del mercato”.
Un’operazione di rebranding porta con sé opportunità, ma anche qualche problematica da gestire. Infatti, la zebra di Investec era un marchio conosciuto che da qualche anno aveva cominciato a farsi largo tra i distributori italiani (nel nostro Paese il gruppo era arrivato già all’inizio del 2014). Ninety One, per quanto abbia dalla sua parte lo stesso bagaglio di competenze di Investec Am, ora deve recuperare la visibilità che si era costruita con il vecchio brand: “Non cambia assolutamente niente rispetto a prima”, garantisce Maione, “semplicemente ci siamo staccati dal gruppo Investec, ma al di là della governance eravamo già da tempo un’organizzazione indipendente dal punto di viste delle strategie, del team di gestione e delle persone in generale. Cambia il nome e l’identità, non quello che siamo: una casa di investimenti specializzata nella gestione attiva, con un orizzonte di lungo termine e una gamma di prodotti diversificata e globale”.






