Otto giovani, otto storie di successo e un unico filo conduttore: la rivoluzione digitale. Forbes Italia, in collaborazione con Samsung nel format New Normal State of Mind, ha teso il microfono ad alcuni dei ragazzi selezionati tra gli Under 30, una speciale classifica annuale volta a premiare i giovani talenti che stanno cambiando il mondo attraverso le loro idee innovative. Brillanti pionieri, ciascuno di loro racconta la propria storia imprenditoriale e di vita, dalla fondazione della propria attività al radicale cambiamento della sua giornata tipo, dalla più grande soddisfazione fino alla grande sfida della pandemia, dalla quale stanno uscendo vincitori. Come ci stanno riuscendo? Grazie al talento, alla passione, al sacrificio e anche attraverso l’indispensabile aiuto della tecnologia, compagna di viaggio ideale per essere leader della rivoluzione digitale.
L’ospite dell’ottava puntata di New Normal State of Mind è Alessandra Camilla Mustacchi, fondatrice di Alessandra Camilla Milano. Una giovane ragazza alle prese con un settore tendenzialmente dominato da uomini e tradizionalista come quello dei gioielli. Dopo gli studi in fashion business, l’Under 30 scopre il mondo delle pietre, più colorato e con meno regole rispetto alla moda, troppo legata alla stagionalità. “Ho subito avuto una visione molto nitida del mio percorso” rivela Alessandra, che ha sempre sognato di mettersi in proprio ed essere lei a dettare le regole del gioco.
La pandemia è stata una prova dura per la founder di Alessandra Camilla Milano. Come si fa a vendere un oggetto di alto valore senza poterlo vedere dal vivo in negozio? Alessandra accetta la sfida e, grazie alla brand awarness creata attraverso i social media e ad altre iniziative digitali come la diamond bar, riesce a fidelizzare i suoi clienti, che continuano ad acquistare gioielli anche da casa, in piena pandemia. Un’intuizione, quella di comunicare attraverso i social e in maniera più fresca, che attira una clientela giovane – il suo target è dai 20 ai 35 anni – ma anche quella più restia all’innovazione digitale. “La pandemia, in questo senso, ha costretto anche i meno avvezzi al digitale a ‘convertirsi’ e per la mia attività è stato un bene” afferma Alessandra.






