Dopo il primo test di mercato a Milano, Carnissage entra in una nuova fase del proprio sviluppo e sceglie la Costa Smeralda per validare la scalabilità del format. Da giugno, il brand debutta a Poltu Quatu, a ridosso di Porto Cervo, con un progetto che combina fine dining, intrattenimento e posizionamento lifestyle. Un passaggio chiave in vista dell’espansione internazionale prevista dal 2027.
L’obiettivo è presidiare una destinazione ad alta concentrazione di spesa e forte visibilità internazionale per testare un modello replicabile. Non a caso, il timing coincide con una fase di trasformazione del mercato della carne, sempre più orientato al valore. A livello globale, il comparto sfiora i 1.000 miliardi di euro, con proiezioni oltre i 1.500 miliardi nel medio periodo; in Italia, il settore vale circa 21 miliardi e cresce a un ritmo stabile intorno al 5% annuo.
Il progetto nasce dalla visione di Martino Uzzauto, che costruisce Carnissage su un’integrazione verticale della filiera: selezione diretta, sourcing internazionale e controllo della qualità come leva competitiva. In questo schema, Meat Premium, selezionatore di carne di alta qualità è realtà di famiglia, funziona da piattaforma operativa, garantendo accesso a fornitori globali e continuità nell’approvvigionamento.
Adattamento locale, coerenza di brand
L’apertura in Sardegna non è una semplice replica del format milanese, ma un’evoluzione calibrata sul contesto. Alla centralità della carne si affianca una proposta più ampia: crudi di mare, primi mediterranei, crostacei lavorati alla brace Josper. Un’estensione dell’offerta che amplia il target senza diluire l’identità. In carta anche il maialino sardo, reinterpretato in chiave contemporanea.



