Il magnate del lusso Bernard Arnault ha pubblicato lunedì mattina il suo primo post in assoluto sui social media, utilizzando X per rilanciare una lettera di tre pagine indirizzata alla direzione di Le Monde. La decisione arriva dopo che il quotidiano francese — controllato in larga parte dal suo genero — ha pubblicato un’inchiesta in sei puntate dedicata al miliardario e alle tensioni tra i suoi possibili eredi, mentre si intensificano le indiscrezioni sulla successione.
Fatti principali
- Per sei giorni Le Monde ha pubblicato una serie di articoli sull’impero del lusso di Arnault, analizzandone le capacità imprenditoriali, l’influenza politica, il controllo di asset mediatici, il mecenatismo artistico, la fiscalità e, nell’ultimo capitolo uscito venerdì, la competizione tra i suoi cinque figli per la successione.
- Domenica il gruppo Lvmh ha diffuso una lettera di risposta di tre pagine firmata da Arnault, che raramente interviene direttamente sui media o si rivolge al pubblico. Nel testo, l’imprenditore ironizza sull’inchiesta e contesta con tono sarcastico molte delle ricostruzioni del quotidiano.
- Arnault apre la lettera prendendo in giro la definizione della sua famiglia come “l’ultima famiglia reale di Francia” e ringrazia sarcasticamente Le Monde per aver dedicato enormi risorse alla sua persona: sei mesi di lavoro giornalistico e sei doppie pagine di approfondimento.
- Il presidente di Lvmh respinge inoltre le accuse riguardanti la sua influenza politica, le pratiche aziendali e le dinamiche familiari, sostenendo che il giornale abbia criticato lui e il gruppo per comportamenti comuni a molte grandi aziende francesi.
- Arnault accusa poi Le Monde di aver trattato in modo più favorevole altre grandi famiglie imprenditoriali — citando in particolare i Wertheimer, proprietari di Chanel — e nega che la lotta per la successione rappresenti “il veleno nel cuore di Lvmh”, come sostenuto dall’inchiesta.
- Finora Le Monde non ha risposto pubblicamente alla lettera e ha lasciato online l’intera serie senza modifiche né rettifiche.
Frase chiave
“Per quanto mi riguarda, state tranquilli: continuerò a fare i cruciverba di Le Monde, che sono eccellenti”, conclude Arnault nella lettera, secondo una traduzione automatica dal francese.
Cosa osservare
Resta da vedere se il miliardario continuerà a utilizzare i social media. Finora l’unico messaggio pubblicato su X risale a lunedì mattina: Arnault ha ricondiviso il post di Lvmh contenente la sua lettera, dichiarandosi “profondamente commosso” dalla reazione ricevuta dal pubblico.
Un dettaglio sorprendente
Il principale azionista di Le Monde, il miliardario Xavier Niel, è il compagno di Delphine Arnault, figlia di Bernard Arnault. I due non sono sposati, ma stanno insieme dal 2010.
La valutazione di Forbes
Bernard Arnault — il cui gruppo Lvmh comprende Dior, Moët & Chandon, Dom Pérignon, Louis Vuitton, Sephora, Tiffany & Co. e decine di altri marchi del lusso — possiede un patrimonio stimato in 142,4 miliardi di dollari. È il nono uomo più ricco del mondo secondo la classifica di Forbes aggiornata a lunedì e la persona più ricca di Francia.
Tutti e cinque i suoi figli ricoprono incarichi di vertice all’interno di Lvmh. Xavier Niel, proprietario del colosso delle telecomunicazioni Iliad, ha invece un patrimonio stimato di 15,8 miliardi di dollari, che lo rende il settimo uomo più ricco di Francia.
Cosa ha scritto Le Monde sulla famiglia Arnault?
Nell’articolo intitolato “La successione di Bernard Arnault, il veleno nel cuore di Lvmh”, Le Monde sostiene che Arnault, 77 anni, abbia preparato tutti e cinque i figli a ereditare il suo impero del lusso, finendo però per metterli in competizione tra loro. Delphine (51 anni), Antoine (49), Alexandre (34), Frédéric (31) e Jean Arnault (27) ricoprono tutti ruoli manageriali di primo piano nel gruppo. Secondo il quotidiano, Arnault avrebbe incoraggiato la competizione interna, alimentando rivalità e fazioni anziché favorire l’unità.
L’inchiesta afferma inoltre che i figli, nati da matrimoni diversi, avrebbero stretto alleanze reciproche nella corsa alla successione e che gli azionisti di Lvmh sarebbero sempre più preoccupati per l’assenza di un piano ereditario chiaro. Arnault ha respinto questa ricostruzione.
Il rallentamento del lusso pesa su Lvmh, soprattutto in Cina
Lvmh sta attraversando una fase di rallentamento dopo il boom registrato nel periodo successivo alla pandemia, con i consumatori del lusso — soprattutto in Cina — che hanno ridotto gli acquisti. Il gruppo ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 80,8 miliardi di euro (circa 91,8 miliardi di dollari), in calo del 5% su base riportata e dell’1% a livello organico rispetto all’anno precedente.
La divisione principale, quella della moda e della pelletteria, ha registrato un indebolimento a livello globale. Sebbene i consumatori cinesi abbiano storicamente rappresentato uno dei principali motori di crescita del lusso, nel bilancio annuale di Lvmh il mercato cinese ha mostrato performance meno incoraggianti rispetto a concorrenti come Richemont e Burberry.
Il conglomerato ha inoltre risentito di fattori esterni, tra cui il calo della spesa turistica e l’impatto del conflitto con l’Iran sui principali hub del lusso in Medio Oriente, come Dubai. Secondo l’azienda, questi elementi hanno ridotto di circa 1 punto percentuale la crescita organica del primo trimestre 2026. Nel primo trimestre del 2026 Lvmh ha registrato ricavi per 19,1 miliardi di euro (circa 21,7 miliardi di dollari), in calo del 6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Dall’inizio dell’anno il titolo in Borsa ha perso circa il 30% del suo valore.