
Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Small Giants. Abbonati!
Di Mirko Crocoli
Giuliano Peparini, nato a Roma, classe ’73, ha iniziato da piccolo a seguire il proprio sogno. La sua carriera è iniziata presto, a soli quattordici anni, quando è entrato nel corpo di ballo dei principali programmi di intrattenimento della Rai e poco dopo è stato scelto nel cast dell’edizione italiana del musical A Chorus Line.
Si è trasferito a 17 anni a New York per entrare nella prestigiosa School of American Ballet del New York City Ballet. A 24 anni è stato nominato primo ballerino del Ballet National de Marseille, dando inizio a una carriera internazionale sui più grandi palcoscenici del mondo.
L’incontro con Franco Dragone, cofondatore del Cirque du Soleil, ha portato alla creazione dello spettacolo acquatico permanente Le Rêve a Las Vegas nel 2005. In Italia ha firmato, tra gli altri, il musical Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo per Davide Zard ed è diventato direttore artistico delle principali tournée di Claudio Baglioni e del programma di Amici di Maria De Filippi per sette anni. Ha inoltre curato la regia degli eventi di Alta Moda di Dolce & Gabbana.
Peparini ha portato sul palco le estetiche del teatro, della danza, del canto, del circo e delle arti visive. Dai primi passi di strada ne ha percorsa, costellata di traguardi e successi. Nel 2024 decide di aprire Peparini Academy, non solo un progetto didattico con sede nella Capitale, ma il compimento di un sogno personale ed artistico: quello di trasmettere, condividere e formare una nuova generazione di artisti completi. Fondata su valori di eccellenza, rigore e libertà creativa, l’Academy è uno spazio dove le discipline si intrecciano — danza, teatro, canto, movimento — al servizio di una visione artistica globale.
Nell’estate del 2025 è stato impegnato su diversi fronti, sia in Italia che all’Estero. Nominato direttore artistico per il rilancio dello spettacolo House of Dancing Water, Giuliano Peparini è tornato a collaborare con Lawrence Ho e Melco Resorts & Entertainment a Macao. Oltre 40 milioni di dollari per reinventare quest’opera iconica, circa 300 artisti e tecnici provenienti da più di 30 paesi di tutto il mondo. Lo show si tiene presso il Dancing Water Theater del City of Dreams di Macao, un’arena circolare da 2mila posti progettata su misura. Al centro della scena si trova una piscina colossale da 17 milioni di litri d’acqua dotata di sistemi idraulici ultramoderni in grado di trasformare lo spazio in pochi secondi. Oltre 230 getti d’acqua che raggiungono fino a 18 metri d’altezza e si combinano con più di 500 fari intelligenti creano un’esperienza visiva totalmente immersiva.
In quest’ultimo anno è stato impegnato su più fronti. Uno fra tanti, il big event House of Dancing Water a Macao. Un ritorno da direttore artistico. Quale la nuova visione del progetto?
Una nuova visione che proviene dalla messa in scena del 2009, in un teatro unico al mondo, costato 200 milioni di euro, tra luci, costumi, location. Cifra inimmaginabile per l’arte, che non siano grandi pittori o scultori. Riprendere la dimensione artistica di un progetto che avevo creato da ragazzo e dopo 15 anni di crescita professionale è a tutti gli effetti lo step più importante della mia carriera. Uno spartiacque fondamentale.
Alla prima a Macao che si è tenuta lo scorso maggio, lei ha ricevuto il plauso dell’ambasciatore italiano in Cina. L’arte può essere ambasciatrice di messaggi globali?
Assolutamente sì, lo siamo, in tutte le maestranze. Eccellenze del made in Italy senza dubbio. D’altronde noi siamo la culla dell’arte, sottovalutandoci un po’ troppo a mio avviso, mentre chi ci guarda nel mondo ci ama follemente.
Founder dell’accademia omonima di Roma. Come è nata l’idea di un luogo di formazione?
L’idea è nata da un sogno che ho sempre avuto. Io mi considero una persona che ha saputo costruire il proprio avvenire e il proprio futuro sempre utilizzando le esperienze del passato, dalle quali mi sono sempre poi migliorato strada facendo. Un passato non troppo facile. La leva è quella di fornire un input fondamentale ai miei ragazzi: che i sogni si possono realizzare, ma se solo si ha la capacità di crederci. Un lavoro principalmente incentrato sulla loro crescita interiore e professionale.
Cosa ritiene necessario che i giovani imparino in Accademia?
Si può nascere dotati, certamente, talentuosi, ma senza il lavoro non si ottengono i risultati sperati. La perseveranza e la dedizione sono essenziali. Ne ho visti tanti che avevano immense capacità, poi si sono fermati lì. La cosa più importante è la testa, il modo con cui si prendono determinate scelte, l’atteggiamento, e da parte loro non deve mai mancare la curiosità, così come dalla nostra l’ascolto.
L’arte spesso non è considerata un lavoro. Ma quali sono in realtà le occasioni che offre?
Noi lavoriamo con molti ragazzi che hanno fatto l’anno accademico alla Peparini. Giovanissimi, molti bambini, dall’età di 6 anni, fornendogli un’educazione artistica a 360 gradi. La scuola propone, al di là dello studio, molte opportunità di lavoro, se consideriamo che solo quest’anno una classe intera di 60 elementi (quella dei maggiorenni) ha collaborato nei nostri progetti internazionali, dalla Cina a Siracusa, passando per la Francia. Importante è farli agire sul campo, stare in teatro, sul palco per capire tutti i segreti ma toccando con mano e attivandosi operosamente sul set.
Teatro Greco di Siracusa: L’Iliade e Le Metamorfosi d’Ovidio. Due progetti che le sono rimasti nel cuore?
È straordinario poter rappresentare opere come L’Iliade e Le Metamorfosi a Siracusa. Per me è fondamentale creare un ponte tra arte, cultura e formazione. A un anno dal debutto, l’attualità internazionale dimostra quanto questi testi siano ancora rilevanti. Nella mia visione teatrale, guerra e conflitto non si limitano al campo di battaglia, ma si riflettono nei corpi, nelle relazioni e nei meccanismi di potere che condizionano gli individui.
Dai grandi spettacoli permanenti ai progetti formativi internazionali, quali sono oggi le nuove frontiere del made in Italy nel settore dell’intrattenimento e dello spettacolo dal vivo?
In questo momento sto lavorando a numerosi progetti di enorme rilevanza globale. In particolare, la mia attenzione è focalizzata su importanti spettacoli permanenti che stiamo sviluppando all’estero. Si tratta di produzioni molto ambiziose, sulle quali al momento non posso ancora svelare dettagli, anche se lo vorrei molto. Posso solo dirvi che, ad esempio, sto realizzando un nuovo teatro da oltre 3mila posti, che ospiterà uno mio grande show permanente. Stiamo inoltre sviluppando un importante progetto per portare la Peparini Academy anche in Cina, con l’obiettivo di creare nuove opportunità di formazione e di scambio culturale per le future generazioni di artisti.
Il Medio Oriente è uno dei principali poli di investimento mondiale nell’intrattenimento, nella cultura e nei grandi eventi. Lei è coinvolto in diversi progetti di rilievo nella regione. Cosa rende oggi quest’area così strategica e quali opportunità offre a creativi e produttori internazionali?
Il Medio Oriente è oggi uno dei mercati più dinamici per l’intrattenimento e i grandi eventi. Oltre agli investimenti, ciò che colpisce è la ricerca dell’eccellenza e la volontà di sviluppare progetti innovativi, integrando tecnologie avanzate e nuove forme di spettacolo immersivo. Un altro elemento distintivo è il forte investimento sulle persone: lavorare in quest’area significa confrontarsi con una nuova generazione di giovani talenti desiderosi di crescere e sperimentare. Per questo considero la regione un luogo ideale dove trasformare visioni artistiche ambiziose in progetti concreti e di grande impatto.
A maggio ha ricevuto il Business Award of Macau 2026 nella categoria “Entertainment Leading”, un riconoscimento internazionale che celebra il suo contributo alla diffusione del made in Italy creativo nel mondo. Che valore attribuisce a tale premio in questa fase della sua carriera?
Ricevere il Business Award of Macau 2026 è per me un grande onore. Lo considero soprattutto un riconoscimento al lavoro di artisti, tecnici, collaboratori e partner che hanno contribuito a trasformare una visione creativa in realtà. Questo premio, proveniente da uno dei mercati più dinamici dell’intrattenimento mondiale, conferma come creatività, talento e know-how italiani possano affermarsi nei più importanti progetti internazionali. Mi auguro sia anche un messaggio per i giovani artisti: credere nella propria identità e guardare oltre i confini nazionali. Il made in Italy non è solo un’eredità culturale, ma una risorsa capace di generare valore, innovazione e opportunità nel mondo.
Questo articolo è stato notarizzato in blockchain da Notarify.




