Unobravo annuncia l’ampliamento strategico del proprio modello operativo, affiancando alle attività già portate avanti come centro sanitario, un servizio in presenza e capillare, con l’obiettivo di coprire tutta Italia. Il nuovo servizio – già disponibile a Milano come progetto pilota e attivo in numerose città, tra cui Roma, Napoli, Palermo e Torino – sarà reso possibile grazie alla rete di psicologi e psicoterapeuti che collaborano con Unobravo.
L’azienda leader per i servizi di supporto psicologico, con oltre mezzo milione di persone supportate e più di 10 milioni di sedute erogate online in sette anni, affronta la nuova fase con una rete già dimensionata per una domanda che si prevede rilevante. Il nuovo servizio è già attivo in 29 città italiane e l’espansione coinvolge oltre 600 professionisti: l’obiettivo è arrivare a una copertura su tutta Italia nel corso del 2027.
Le modalità di accesso al servizio
In tutte le città il nuovo servizio si appoggia agli studi privati dei terapeuti che hanno aderito. Oltre a questi, ci sono ulteriori spazi messi a disposizione da Unobravo: a Milano si aggiungono infatti al centro sanitario di Corso Vercelli, le nuove strutture in zona Repubblica, Santa Sofia/Policlinico e Caiazzo, e a Roma, quelle inaugurate in zona Parioli e in zona Castro Pretorio. Nel centro sanitario di Corso Vercelli le prestazioni sono erogate da Unobravo, mentre in tutte le altre sedi e negli studi privati, l’azienda offre il proprio supporto per favorire il contatto dei pazienti con una rete qualificata di professionisti per erogare la terapia in presenza.
Il nuovo modello segue lo stesso percorso di accesso di quello originario: il questionario iniziale, la proposta di abbinamento con il terapeuta Unobravo più adatto alle esigenze espresse e la gestione di appuntamenti tramite la piattaforma proprietaria.
La storia dietro il servizio leader di psicologia in Italia
Nata per rendere il supporto psicologico accessibile grazie alla fruibilità online, Unobravo ha utilizzato la leva del digitale per abbattere molte delle barriere che rendevano difficile avvicinarsi alla psicologia: geografiche, organizzative, economiche e in parte culturali. Nel primo semestre 2026 le persone seguite in Italia in un percorso online sono state oltre 194.000, quasi sei volte quelle del primo semestre 2022*.
“Negli ultimi sette anni abbiamo creato un’infrastruttura fatta di processi, qualità clinica, customer care, comunicazione, rete, sicurezza e tecnologia. Abbiamo sempre saputo che il modello con cui siamo nati non rispondeva alle esigenze dell’intera popolazione e, nello specifico, di chi desiderava un supporto in presenza”, commenta Danila De Stefano, ceo e founder di Unobravo. “Per noi, essere il punto di riferimento in Italia per chiunque desideri supporto psicologico, parte da qui: mettere al centro la persona e i suoi bisogni. Non siamo innamorati di un canale, siamo innamorati della missione che vogliamo perseguire: creare un mondo in cui prendersi cura del proprio benessere mentale sia considerato normale. Portare la terapia in presenza sull’intero territorio nazionale, attraverso una struttura organizzata come la nostra, significa mettere l’expertise costruita sul campo, in oltre sette anni, al servizio di un numero sempre maggiore di persone, e dei professionisti che ogni giorno le accompagnano”.
Il contesto italiano e il divario di spesa pubblica
In questi anni la platea che si rivolge a Unobravo si è allargata. Le donne restano la maggioranza dei pazienti e la fascia tra i 25 e i 34 anni continua a essere la più rappresentata, ma il peso degli altri gruppi è cresciuto in modo significativo: la quota di over 45 è raddoppiata, passando dal 5,4% all’11,2%, e quella degli uomini è salita dal 27,6% al 35,3%. Ed è un fenomeno che fin dall’inizio non è stato soltanto metropolitano: già nel 2022 oltre sei pazienti su dieci vivevano fuori dalle province delle città metropolitane, una quota rimasta sostanzialmente stabile fino a oggi.
Nonostante la crescente attenzione verso il benessere psicologico, l’Italia destina alla salute mentale il 3,4% della spesa sanitaria nazionale, contro una media europea del 5,7%.
È dentro questo divario che si colloca il ruolo che Unobravo vuole continuare a costruire: non sostituirsi al servizio pubblico, ma contribuire ad aumentare la capacità complessiva di risposta a un bisogno crescente, mettendo a disposizione infrastruttura, tecnologia, competenze organizzative e cliniche e una rete di professionisti sempre più capillare.