di PNA
Crollo per le azioni di Banca Ifis, che oggi a Piazza Affari sono arrivate fino a un minimo di giornata di -18% circa, per poi risalire a -10% circa. Le vendite sul titolo sono scattate a seguito del comunicato con cui la banca ha reso noto quanto disposto da Bankitalia, a seguito dell’ispezione avviata tra gennaio e giugno 2026.
Via libera alla fusione con Illimity e rilievi di Bankitalia
Da un lato, Via Nazionale ha autorizzato con un provvedimento “pieno e incondizionato” la fusione con Illimity. L’integrazione tra le due banche verrà dunque completata entro l’anno, con circa 70 milioni di euro di Dta che verranno iscritti in bilancio e sinergie attese per 75 milioni di euro l’anno a partire dal 2027.
Dall’altro lato, l’Autorità ha comunicato che l’ispezione si è conclusa con un “giudizio parzialmente sfavorevole”: parole che hanno pesato come un macigno sulle azioni di Banca Ifis, insieme alla notizia dell’avvio da parte della Vigilanza di un procedimento per la determinazione di requisiti patrimoniali aggiuntivi. L’iter dovrà concludersi entro un massimo di 90 giorni, mentre Banca Ifis avrà 45 giorni per presentare memorie e documenti. La Banca d’Italia ha lanciato anche due procedimenti sanzionatori.
Cambio al vertice: Raffaele Zingone nuovo ad
Ma le novità non finiscono qui: Banca Ifis ha annunciato anche le dimissioni di Frederik Geertman dalla carica di ad e la nomina, al suo posto, di Raffaele Zingone, “con efficacia immediata e fino alla prossima riunione assembleare”.
Sarà Zingone a guidare dunque il percorso di riorganizzazione del gruppo, forte di un’esperienza ventennale in Banca Ifis, dopo aver rilanciato Illimity Bank, di cui è stato ad a partire da quest’anno.
Verifiche sulla precedente gestione e il dossier Npl
Gli annunci sono arrivati in una fase particolarmente cruciale per Banca Ifis che, secondo le indiscrezioni riportate da Il Sole 24 Ore, avrebbe avviato verifiche sulla precedente gestione di Illimity, alla luce delle ingenti svalutazioni degli asset della banca acquisita, pari a circa 400 milioni di euro nel 2025.
Resta poi il dossier Npl, centrale nel processo di trasformazione del gruppo. La banca ha annunciato oggi di avere ricevuto in data 24 settembre (ieri) le offerte non vincolanti per l’acquisizione del ramo Npl.
La procedura entra ora nella seconda fase, con l’obiettivo di arrivare a un’offerta vincolante entro la fine dell’anno. Il Sole 24 Ore ha fatto i nomi di chi starebbe guardando con interesse al portafoglio di Npl: si tratterebbe di investitori come Cerberus, Aliseda (piattaforma spagnola collegata a Blackstone), Apollo e Eos.
Il piano di intervento
Tocca a questo punto a Raffaele Zingone prendere le redini del gruppo. A lui il compito di portare avanti la cessione del business Npl e di trasformare Banca Ifis, come si legge nella nota del gruppo, in una “banca leader nello specialty finance e nel supporto all’economia reale del Paese, con un’offerta ampia e completa a servizio di Pmi, imprenditori e famiglie”.
Nel mentre, l’istituto dovrà allinearsi a quanto chiesto da Bankitalia. I rilievi di Via Nazionale hanno riguardato diverse aree, “riferibili a profili Aml, rischio Ict e sicurezza operativa, cartolarizzazioni, processo del credito e Npl acquistati da terzi, sistema dei controlli interni, governo societario e sostenibilità del modello di business”.
Sulla base di quanto emerso con l’ispezione, la Vigilanza ha presentato a Banca Ifis di formulare un piano di rimedio, con richieste ben precise. Tra queste, ha riportato il gruppo, la “riqualificazione degli assetti di governo societario, anche mediante l’innesto di nuove competenze e professionalità, il rafforzamento delle funzioni di controllo di secondo livello, la stesura di un nuovo piano industriale di gruppo, la revisione dei processi nei comparti di credito, Npl e cartolarizzazioni, la predisposizione di un piano di rafforzamento del sistema di gestione e controllo del rischio Ict e di sicurezza operativa”.
Le valutazioni degli analisti e le prospettive
Le richieste sono state commentate dagli analisti di Intermonte che, nel ribadire il rating neutral con target price a 15,9 euro sulle azioni Banca Ifis, hanno scritto di prevedere che il mercato si focalizzerà sui “potenziali impatti patrimoniali e contabili derivanti dalle attività richieste dalla Vigilanza e sull’esito del processo di cessione del business Npl”.
Gli esperti hanno segnalato però anche la presenza di fattori positivi, parlando di “alcuni importanti avanzamenti strategici”, tra cui l’autorizzazione alla fusione con illimity, le nuove sinergie dal 2027 e i progressi nella cessione degli Npl. Occhio anche alla nota di Equita Sim, che ha confermato la view positiva sulle azioni, con target price di 18,50, che implica un margine di rialzo rispetto al minimo intraday toccato oggi a 11,52 euro di oltre +60%. In generale il consensus rimane ottimista, indicando in media un target price di 16,10 euro.
La palla passa ora a Zingone, che dovrà integrare Illimity e portare avanti la cessione degli Npl, assicurandosi al contempo che Banca Ifis intervenga sulla governance, sui controlli, sulla gestione del rischio e sul piano industriale, come richiesto da Bankitalia.