Armani si prepara ad aprire i colloqui per la cessione del 15% con Lvmh, L’Oréal ed EssilorLuxottica, secondo il Financial Times di domenica 27 settembre. L’amministratore delegato Giuseppe Marsocci, infatti, ha aperto alla possibilità che la quota venga divisa tra più soggetti, entro la scadenza di marzo 2027 fissata dal testamento del fondatore.
I fatti principali: la spartizione tra i tre big
Domenica la maison ha sfilato a Milano e, a margine, Marsocci ha risposto alla domanda che circolava da mesi, cioè se il pacchetto andrà a un solo compratore. La sua risposta è stata che non è “scritto sulla pietra”, ricordando che Armani ha indicato dei nomi ma anche un criterio: aziende di peso, tendenzialmente già partner del gruppo.
Il quadro è stato completato dalle indiscrezioni di Reuters e dell’FT, secondo cui tra le ipotesi discusse informalmente c’è proprio la spartizione del 15% tra i tre big: EssilorLuxottica sarebbe interessata soltanto a una partecipazione limitata e potrebbe muoversi insieme ad altri, L’Oréal attende l’avvio formale del processo e Lvmh avrebbe valutato un ingresso in solitaria.
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Il contesto: un testamento a tappe
Armani è morto il 4 settembre 2025, a 91 anni e senza figli, lasciando l’azienda alla Fondazione Giorgio Armani e una successione scritta passo dopo passo. La prima tappa è la vendita del 15% tra 12 e 18 mesi dalla scomparsa, quindi tra settembre 2026 e marzo 2027. La seconda arriva tra il 2028 e il 2030, con la quotazione in Borsa oppure la cessione di una quota tra il 30% e il 54,9% allo stesso partner della prima operazione, mentre la Fondazione deve comunque restare sopra il 30,1%.
Dei tre pretendenti, due sono già dentro casa: L’Oréal produce profumi e cosmetici Armani con una licenza che arriva al 2050, mentre EssilorLuxottica realizza gli occhiali dal 1988, con licenza fino al 2037. Lvmh è invece uno dei maggiori gruppi mondiali del lusso. Il testamento lascia aperta la porta anche ad altri acquirenti “di pari livello”.
Leo Dell’Orco, pugliese di Bisceglie classe 1952, è in azienda dal 1977 e per decenni ha guidato lo stile uomo di Armani. Il regista dell’operazione è lui, visto che è il suo patrimonio di 1,7 miliardi di dollari a beneficiare di più della vendita. Oggi, infatti, guida la Fondazione ed è presidente dell’Olimpia Milano. Con l’eredità ha ottenuto il 40% dei diritti di voto, il 32% dei proventi netti delle cessioni previste dal testamento, alcune azioni EssilorLuxottica e l’usufrutto a vita del palazzo di via Borgonuovo, la residenza milanese di Armani.
Nel 2025 il gruppo ha fatturato 2,192 miliardi di euro, il 4,6% in meno a cambi correnti (-2,8% a cambi costanti), ma con un EBITDA in crescita del 3,2% a 152,7 milioni e una cassa netta di 529 milioni. Secondo il dettaglio di Milano Finanza, circa 1,19 miliardi arrivano dal retail, 754 milioni dal wholesale e 224 milioni dalle royalties.
Le prossime settimane
Secondo l’FT gli incontri con Lvmh, L’Oréal ed EssilorLuxottica dovrebbero partire nelle prossime settimane, in una finestra che il testamento apre a settembre 2026 e chiude a marzo 2027. Marsocci ha confermato che l’azienda è “dentro le tempistiche” stabilite dal fondatore, e la Borsa ha già iniziato a muoversi: lunedì mattina EssilorLuxottica guadagnava circa l’1,8% a Parigi e L’Oréal lo 0,8%, mentre Lvmh cedeva l’1,1%.
Nel frattempo la maison continua a lavorare sul prodotto. Questo mese ha nominato Dario Vitale, ex designer di Versace, direttore creativo di Emporio Armani e degli accessori Giorgio Armani. Per Marsocci la scelta riflette lo sforzo di tenere insieme la continuità con la visione del fondatore e la necessità di andare avanti, e gli accessori sono indicati come una delle principali “opportunità di crescita” del gruppo.