
Qualche giorno fa, la compagnia di assicurazione sanitaria Cigna ha pubblicato una ricerca basata su un campione di 20mila americani in età adulta: nello studio, ai partecipanti veniva chiesto quanto sentivano proprie affermazioni come “le persone sono intorno a me, ma non con me” e “nessuno mi conosce davvero”. In sostanza, quante di quelle persone si sentivano sole?
Servendosi della Scala della solitudine sviluppata all’Università della California – uno dei migliori sistemi di valutazione disponibili – Cigna ha trovato che i giovani percepivano, in media, più solitudine rispetto agli anziani. La mancanza di ulteriori informazioni circa il metodo, tuttavia, porta a un’altra considerazione: per sapere con certezza che viviamo in un’epoca di persone sole, lo studio dovrebbe essere comparato e comprendere anche i “giovani di ieri”.
Esistono anche queste ricerche, spiega Popular Science, ma portano alle conclusioni opposte: un paper pubblicato sulla rivista scientifica Personality and Social Psychology Bulletin ha preso in esame 13mila studenti del college tra il 1978 e il 2009, scoprendo che in realtà i Millennial riportavano livelli di solitudine inferiori rispetto al passato. Gli stessi ricercatori hanno poi ampliato lo spettro a 385mila studenti delle scuole superiori (di un periodo compreso tra il 1991 e il 2012). Per misurare la solitudine, anche in questo caso, i partecipanti dovevano valutare statement sulla falsariga di “vorrei avere più amici”.





