
Il film The Millionaire, vincitore di otto premi Oscar, ripercorre la storia di un ragazzo che, partito dalla miseria e dal degrado delle slum indiane, raggiunge il successo attraverso un percorso fatto di momenti difficili e intuizioni, che culmina nella partecipazione all’edizione indiana di Chi vuol essere milionario?. La pellicola si ispira a fatti veri, e nella realtà c’è, in effetti, una storia che si avvicina a quella raccontata da Danny Boyle. La vita di Ritesh Agarwal, fondatore dell’Airbnb indiano Oyo Rooms, assomiglia infatti a un copione pensato da un grande sceneggiatore.
La nascita di Oyo Rooms
Oyo Rooms nasce da un’esperienza diretta di Ritesh, compiuta quando già si era lasciato alle spalle gli anni più duri della sua vita. Times of India, infatti, ricostruisce il contesto in cui il piccolo Ritesh nasce e cresce. Nato a Bishama Katak e cresciuto nella piccola città di Rayagada, è figlio dei gestori di un piccolo negozio. Se non fosse diventato imprenditore, ricorda lui stesso, probabilmente avrebbe portato avanti l’attività di famiglia.
Nonostante la situazione difficile, Ritesh descrive i suoi primi anni come quelli di un bambino normale: “La mia infanzia è stata simile a quella di qualsiasi ragazzino di una piccola città. Sono cresciuto in una famiglia della classe media di Rayagada. Studiavo bene e facevo sport. L’unica differenza era che avevo grandi sogni: ho sempre saputo di voler essere un imprenditore”. Già a 13 anni, come ricostruisce Forbes India, Ritesh inizia a vendere schede sim per le strade per rimpinguare le entrate della famiglia.
Il viaggio a Nuova Delhi
La speranza di una vita diversa e migliore passa però da uno spostamento verso una grande città: Ritesh si mette in viaggio verso Nuova Delhi. Proprio nella caotica e gigantesca capitale indiana si accorge, anche per esperienza diretta, del problema degli alloggi e delle camere d’albergo. Una notte, racconta la Bbc, rimane infatti fuori dal suo appartamento e decide di cercare una stanza d’albergo. “La receptionist dormiva”, dice Ritesh. “Le prese elettriche in camera non funzionavano, il materasso era rotto, il bagno perdeva e, alla fine, non mi hanno fatto pagare con la carta. Ho pensato che il problema che avevo sperimentato io fosse comune anche a molti altri viaggiatori. Perché l’India non può avere buone camere d’albergo a un prezzo ragionevole?”.



