Willis Johnson aveva già intuito che i principi di quella che oggi chiamiamo economia circolare avrebbero potuto essergli utili. L’idea di recuperare ciò che per altri era uno scarto, rimetterlo a posto e rivenderlo è semplice e, come spesso accade alle idee semplici, vincente. La sua Copart recupera e sistema auto più o meno danneggiate, che poi rivende per ottenere un profitto. Vendite dirette e faccia a faccia fino alla fine degli anni ’90, online da quel momento a oggi. Il mercato, nonostante tutto, continua a essere vivace e movimentato. Tanto da consentire a Johnson di costruire un patrimonio stimato da Forbes in 1,8 miliardi di dollari.
Reduce del Vietnam
Il Tennessean, principale quotidiano del Tennessee, ricostruisce i primi anni di vita di Willis, che cresce in un caseificio dove munge mucche, raccoglie fieno con i suoi sette fratelli e impara da suo padre l’arte di creare un’impresa. Il genitore non ha un’istruzione molto avanzata, ma si ingegna e si adatta per trovare un lavoro in qualunque settore: legname, edilizia, tubazioni sotterranee, pavimentazione e polli.
A 18 anni, sei mesi dopo il diploma, Johnson è arruolato per la guerra del Vietnam. A 20, come ricorda Forbes, è ferito in combattimento e torna negli Stati Uniti. Il Los Angeles Times, invece, evidenzia come il valore di Willis in combattimento venga riconosciuto anche ufficialmente con l’assegnazione di una Purple Heart, decorazione militare a nome del presidente degli Stati Uniti, conferita a coloro che vengono feriti o uccisi in battaglia. Si tratta del più antico riconoscimento militare ancora assegnato oggi ai militari statunitensi.
Il deposito di rottami
Dopo la guerra, una volta tornato a casa, Johnson conosce la futura moglie a una festa per la sorella. Dopo appena dieci giorni le chiede di sposarlo. “Sono uno che decide abbastanza in fretta”, si giustifica Willis, che intanto lavora in un negozio di alimentari e nel deposito di rottami di suo padre in California, prima di decidere che è arrivato il momento di mettersi in proprio. Così nel 1972 compra un deposito come quello del padre alla periferia di Sacramento. I 75mila dollari necessari per chiudere l’affare arrivano dalla vendita della casa.



