
Il lusso nel viaggio sta cambiando. Per anni è stato sinonimo di grandi città, resort iconici, ristoranti stellati e indirizzi già entrati nell’immaginario collettivo. Oggi, invece, il vero privilegio è sempre più spesso un altro: arrivare dove arrivano in pochi. Il nuovo viaggiatore luxury cerca luoghi incontaminati, esperienze private, lodge immersi nella natura, paesaggi difficili da raggiungere e destinazioni ancora capaci di sorprendere.
Non necessariamente mete sconosciute, ma territori nei quali il turismo di massa non ha ancora modificato l’essenza del luogo. Dalla Patagonia argentina alla Polinesia Francese, dalla Lapponia meno prevedibile alle isole Lofoten, passando per il Madagascar, il Ruanda e il Brasile dei Lençóis Maranhenses, ecco 13 destinazioni che stanno ridisegnando la geografia del lusso. E a volte basta spostarsi in un’altra regione, in un Paese iper turistico per trovare un luogo incontaminato.
Ci sono luoghi nei quali il lusso coincide semplicemente con l’assenza. Di rumore, di folla, di infrastrutture, perfino di altre strutture alberghiere. Tetiaroa è uno di questi. L’atollo, nelle Isole della Società, fu scelto da Marlon Brando dopo essersene innamorato durante le riprese de Gli ammutinati del Bounty negli anni Sessanta. Cinque chilometri quadrati di terra emersa, tredici motu e una laguna dalle sfumature impossibili da riprodurre artificialmente. Qui il consiglio è The Brando, il resort che ha trasformato l’idea dell’isola privata in un modello di ospitalità contemporanea: infatti la sostenibilità non è un elemento decorativo: il resort utilizza energia solare e un sistema di climatizzazione che sfrutta l’acqua marina prelevata in profondità. Il resto dell’atollo rimane dedicato alla conservazione e alla ricerca, anche attraverso la Tetiaroa Society. È un lusso quasi invisibile, fatto di privacy, natura e pochissime presenze umane.
Come arrivare: si vola a Papeete, sull’isola di Tahiti, e da Faa’a si prosegue verso Tetiaroa con Air Tetiaroa, il servizio aereo privato dedicato agli ospiti. Il volo dura circa 20 minuti.

La Patagonia è una delle destinazioni che meglio raccontano il nuovo lusso: non servono skyline né shopping avenue quando fuori dalla finestra ci sono ghiacciai, steppe infinite, laghi e montagne. Il viaggio può iniziare da El Calafate, porta d’accesso al Perito Moreno e al Parco Nazionale Los Glaciares. Qui l’esperienza può diventare privata con navigazioni sul Lago Argentino, trekking sul ghiaccio, escursioni in 4×4 e soggiorni in lodge isolati nella steppa. Indirizzi come Eolo Patagonia Spirit trasformano il paesaggio in parte integrante dell’esperienza: poche camere, grandi vetrate, silenzio e attività organizzate con guide locali. Da El Calafate si può proseguire verso Ushuaia, la città più australe del mondo e punto di partenza per le spedizioni verso l’Antartide. È qui che il viaggio cambia ancora scala: dalle montagne della Terra del Fuoco alle crociere expedition tra iceberg, pinguini e passaggi oceanici. Il lusso, in Patagonia, è soprattutto accesso privilegiato alla natura.
Come arrivare: Buenos Aires è il principale hub. Da qui partono voli per El Calafate e Ushuaia; El Calafate è collegata anche direttamente a Ushuaia. Le distanze in Patagonia sono enormi, quindi per itinerari complessi è consigliabile combinare voli interni, trasferimenti privati e lodge che organizzano direttamente le escursioni.

Più che una singola destinazione, il Salzkammergut è un territorio da esplorare lentamente. Si estende tra Alta Austria, Salisburghese e Stiria e comprende oltre 70 laghi, montagne, boschi, località termali e villaggi storici. È un’Austria diversa da quella delle grandi stazioni sciistiche: più discreta, aristocratica e legata all’acqua. Il Fuschlsee, con le sue acque turchesi e i boschi che lo circondano, è uno degli angoli più interessanti. Qui il nuovo Rosewood Schloss Fuschl ha trasformato uno storico castello di caccia del XV secolo in un indirizzo contemporaneo di altissimo livello, con suite affacciate sul lago e un’atmosfera più privata rispetto alle grandi destinazioni alpine. Poi c’è Altaussee, sullo scuro Altausseer See, da sempre rifugio di artisti e intellettuali viennesi. È anche il lago scelto da Sam Mendes per una scena di Spectre con Daniel Craig. Qui il lusso assume una dimensione ancora più discreta: piccoli hotel, wellness, gastronomia e soprattutto la possibilità di vivere un paesaggio alpino senza l’effetto “resort”. Per chi cerca invece una forma più sofisticata di benessere, Mayrlife ad Altaussee porta la tradizione della medicina F.X. Mayr nel territorio del lago, con un approccio orientato alla rigenerazione e alla salute.
Come arrivare: l’aeroporto più comodo è quello di Salisburgo, da cui le diverse aree del Salzkammergut sono raggiungibili in auto in circa 30-90 minuti. In alternativa si può arrivare in treno e proseguire con la rete ferroviaria regionale. Bad Ischl è uno dei principali nodi di trasporto della regione.

A prima vista Sylt sembra l’opposto di una destinazione luxury: niente grattacieli, niente grandi porti turistici, niente ostentazione. Eppure l’isola più settentrionale della Germania è da decenni uno dei ritiri preferiti dall’élite tedesca e internazionale. Il suo lusso è fatto di case frisone con tetti di paglia, ristoranti di alto livello, boutique, spa e chilometri di spiagge, dune e brughiere. Il cuore mondano è Kampen, dove la tradizione incontra un lifestyle sofisticato. La Rote Kliff, la grande scogliera rossa sul mare, è uno dei luoghi più scenografici dell’isola, soprattutto al tramonto. Poi c’è la celebre Whiskymeile, tra boutique e ristoranti. Sylt rappresenta una forma di lusso molto nordica: understatement, natura e qualità.
Come arrivare: si può volare direttamente sull’isola, all’aeroporto di Sylt, da diverse città tedesche e da alcune destinazioni europee come Vienna, Zurigo e Lussemburgo. In alternativa si può raggiungere Amburgo e proseguire in treno fino a Westerland: il collegamento regionale da Amburgo-Altona dura circa tre ore.

Il Brasile ha una nuova destinazione da mettere sulla mappa del lusso: il Parco Nazionale dei Lençóis Maranhenses, nel Maranhão. È uno dei paesaggi più sorprendenti del Sud America: dune bianchissime che si susseguono per chilometri e, durante la stagione delle piogge, si riempiono di lagune di acqua dolce dalle tonalità turchesi. Il risultato è quasi surreale: un deserto tropicale nel quale si può passare dalla sabbia all’acqua nel giro di pochi metri. Il punto di accesso principale è Barreirinhas, ma per un’esperienza più esclusiva si possono scegliere Santo Amaro e Atins, villaggi più piccoli e ancora meno urbanizzati. Qui il lusso non è quello del grande resort, ma di lodge curati, guide private, voli panoramici e trasferimenti organizzati. È una destinazione perfetta per chi cerca un Brasile molto diverso da Rio de Janeiro e Bahia.
Come arrivare: la porta d’ingresso è São Luís, raggiungibile anche da Lisbona con volo diretto Tap Air Portugal. Da São Luís si prosegue su strada verso Barreirinhas o Santo Amaro, generalmente con trasferimento privato; il viaggio richiede alcune ore.
C’è un lusso che non ha bisogno di marmo, cristallo o grandi lobby: una tenda privata sulla costa occidentale australiana, davanti a una delle barriere coralline più spettacolari del pianeta. A Sal Salis Ningaloo Reef, nel Cape Range National Park, le luxury safari tent sorgono a pochi metri dalla spiaggia e davanti al Ningaloo Reef, patrimonio Unesco. Il programma della giornata è quello che un resort urbano non può offrire: snorkeling, kayak, escursioni nel Cape Range National Park, immersioni e incontri con la fauna marina, compresi gli squali balena nella stagione giusta. Al tramonto, invece, il lusso diventa semplicemente il silenzio. Sono disponibili solo poche tende, integrate nel paesaggio e progettate per ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente.
Come arrivare: si vola a Learmonth Airport, vicino a Exmouth, con Qantas da Perth. Da Learmonth il trasferimento su strada per Sal Salis dura circa 90 minuti ed è organizzato dal lodge. Da Perth è anche possibile arrivare in auto, ma sono circa 1.330 chilometri.

Per vedere l’aurora boreale (in inverno) non è necessario fermarsi a Rovaniemi. Kittilä, nella Lapponia finlandese, permette di spostare il viaggio più a nord, verso paesaggi ancora più silenziosi e un’esperienza maggiormente legata alla natura. Perfetto per chi vuole scappare dal caldo intenso agostano. Qui il lusso è quello dei lodge nel bosco, delle cabine panoramiche, delle saune private e delle escursioni organizzate alla ricerca dell’aurora. La zona del Parco Nazionale Pallas-Yllästunturi offre inoltre foreste, laghi e fell, mentre d’inverno il paesaggio diventa quello di una Lapponia quasi cinematografica. Il vantaggio è soprattutto la possibilità di costruire un viaggio su misura: ciaspolate private, husky safari, motoslitte, pesca nel ghiaccio e, naturalmente, aurora hunting lontano dalle aree più frequentate.
Come arrivare: Kittilä è servita da numerosi collegamenti stagionali europei. Per chi parte dall’Italia la soluzione più semplice resta normalmente un itinerario via Helsinki, mentre il network easyJet per la Lapponia è in espansione: per l’inverno 2026-27 sono state annunciate nuove rotte per Kittilä da Londra Luton e Liverpool a prezzi competitivi. Conviene quindi verificare le aperture stagionali del network al momento della prenotazione.
Il Madagascar è una delle destinazioni che meglio rappresentano la nuova idea di lusso: natura straordinaria, biodiversità e pochissime strutture realmente esclusive. A Nosy Ankao, isola privata al largo della costa nord-orientale, sorge Miavana by Time + Tide, un resort raggiungibile esclusivamente in elicottero. È questa la prima parte dell’esperienza: dopo essere arrivati in Madagascar, il viaggio continua dall’alto, sorvolando oceano, isole e costa fino alla struttura. Le ville sono immerse nella natura e costruite intorno a un concetto di isolamento assoluto. Le giornate possono essere dedicate alle immersioni, alla pesca, all’esplorazione della costa, alla fauna e alla scoperta degli ecosistemi dell’isola. È un lusso radicalmente diverso da quello delle Maldive: più selvaggio, più esplorativo, più raro.
Come arrivare: si può arrivare a Nosy Be oppure ad Antsiranana, nel nord del Madagascar. Da Nosy Be il trasferimento in elicottero dura circa un’ora; da Antsiranana circa 30 minuti. Il trasferimento viene organizzato direttamente da Miavana.

Langkawi è una delle destinazioni asiatiche più interessanti per chi cerca un’alternativa alle mete tropicali ormai iper-conosciute. L’arcipelago combina spiagge, foresta pluviale, mangrovie e il Langkawi UNESCO Global Geopark, con una crescente offerta di resort cinque stelle e ville private. A rendere l’isola ancora più interessante sul fronte dell’ospitalità è The Datai Langkawi, considerato tra i migliori hotel dell’Asia: un indirizzo iconico immerso nella foresta pluviale, affacciato sulla baia di Datai, dove architettura, natura e servizi di alto livello si integrano in un’esperienza di lusso discreta e profondamente legata al territorio. Qui il lusso può assumere forme diverse: una villa sulla spiaggia, una giornata in barca tra le isole, un’escursione privata nelle mangrovie o un soggiorno wellness immerso nella foresta. Il risultato è una destinazione molto più completa rispetto alla semplice vacanza balneare.
Come arrivare: il modo più semplice è volare da Kuala Lumpur International Airport a Langkawi International Airport. Esistono inoltre collegamenti aerei da Singapore e altre città della regione. In alternativa si può raggiungere Langkawi via terra e poi in traghetto da Kuala Kedah o Kuala Perlis.
Il Ruanda ha trasformato il wildlife travel in un’esperienza di altissimo livello. Il centro del viaggio è il Volcanoes National Park, nel nord-ovest del Paese, habitat dei gorilla di montagna. Qui il trekking non è semplicemente un’escursione: è un incontro ravvicinato con una delle specie più rare del pianeta, condotto da guide e ranger specializzati. Un’esperienza che richiede preparazione, rispetto per l’ambiente e una certa capacità di adattamento, ma che restituisce uno dei momenti più intensi che si possano vivere nella natura africana. Tra gli indirizzi che hanno contribuito a portare il Ruanda nel radar del luxury travel c’è One&Only Gorilla’s Nest, a breve distanza dal parco. Il resort organizza escursioni private per l’avvistamento dei gorilla, accompagnando gli ospiti nella preparazione del trekking e nell’esperienza sul campo. Il valore non è soltanto nel comfort del soggiorno, ma nella possibilità di costruire attorno al trekking un’esperienza completa, che comprende natura, cultura locale, gastronomia e benessere, con un servizio altamente personalizzato. Intorno al parco sono nati alcuni dei lodge più sofisticati dell’Africa contemporanea, con ville private, spa, cucina di alto livello e servizi personalizzati. Il viaggio può poi continuare verso il Lake Kivu o il Nyungwe National Park, trasformando il soggiorno in un itinerario più ampio attraverso foreste, montagne e laghi. È il safari del futuro: meno jeep, più esperienza, più conservazione, e un animale che è difficile trovare altrove.
Come arrivare: il punto d’ingresso è Kigali International Airport. Da Kigali il Volcanoes National Park si raggiunge in circa 2 ore e mezza di strada. Per il trekking dei gorilla è fondamentale organizzare con largo anticipo permesso, lodge e guida.

Le Lofoten sono già diventate un’icona fotografica, ma restano una delle destinazioni più interessanti per chi vuole reinterpretare il viaggio nordico in chiave luxury. Montagne che precipitano direttamente nel mare, villaggi di pescatori, rorbuer trasformati in sistemazioni di design, spiagge bianche e una luce che cambia completamente il paesaggio a seconda della stagione. D’estate arriva il sole di mezzanotte; tra settembre e aprile aumenta invece la possibilità di assistere all’aurora boreale. Il lusso qui è fatto in piccola scala: una rorbu privata, una barca con skipper, pesca d’altura, kayak tra i fiordi, escursioni in elicottero e cene costruite intorno al pescato locale. Il fascino delle Lofoten sta proprio nel non essere ancora una destinazione alberghiera di massa.
Come arrivare: le porte d’ingresso principali sono gli aeroporti di Svolvær, Leknes ed Evenes. Evenes è particolarmente interessante perché offre collegamenti internazionali e un trasferimento via terra verso Svolvær; da Bodø si può invece proseguire in aereo, traghetto o express boat. Per chi parte dall’Italia esistono anche collegamenti stagionali diretti verso Evenes, mentre il percorso via Oslo resta la soluzione più flessibile.

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