Gamindo, la piattaforma che rende interattiva e personalizzata la formazione aziendale, ha chiuso un seed round da 1,4 milioni di euro per accelerare il proprio percorso di crescita. L’operazione ha visto la partecipazione di fondi e network come Vento, Club degli Investitori, Doorway e Zanichelli Venture, affiancati da Luiss Alumni 4 Growth, già guidore del primo finanziamento da 500.000 euro nel 2021.
A dare ulteriore spinta alla startup è l’ingresso di importanti business angel del panorama tech globale: tra questi figurano i quattro cofondatori di Bending Spoons, l’ex cfo di Apple Luca Maestri, il creatore di Candy Crush Riccardo Zacconi, i vertici di Docebo Claudio Erba ed Alessio Artuffo, e il ceo di Alkemy Group Duccio Vitali.
Nuove assunzioni e formazione sull’IA: come verranno investite le risorse
Il capitale raccolto sarà investito principalmente nelle persone, per accelerare lo sviluppo del prodotto e la crescita commerciale internazionale, continuando a costruire un team snello e ad alta densità di talento. Le nuove risorse entreranno principalmente nei team ‘prodotto’ e ‘sales’: Gamindo ha attualmente aperto le posizioni di backend developer, frontend developer, founding account executive, instructional designer e sales development representative.
Contestualmente all’annuncio del round, Gamindo lancia un nuovo verticale interamente dedicato alla formazione sull’utilizzo efficace e responsabile dell’intelligenza artificiale in azienda. La scelta nasce da un’esigenza sempre più concreta per le imprese: colmare rapidamente il divario di competenze sull’AI, un tema reso ancora più urgente dall’entrata in vigore dell’AI Act europeo, che introduce specifici obblighi di AI literacy per le organizzazioni.
Produttività e casi pratici: perché comprare una licenza d’IA non basta più
Secondo una ricerca condotta dalla London School of Economics, in collaborazione con Protiviti, chi ha ricevuto una formazione sulla AI è due volte più produttivo, risparmiando 11 ore a settimana rispetto alle 5 ore di chi non ha ricevuto alcuna formazione, e il 68% dei dipendenti non ha ricevuto una reale formazione su come usare al meglio l’AI negli ultimi 12 mesi.
“Comprare una licenza Copilot o Claude non basta per aumentare la produttività: bisogna insegnare alle persone come utilizzare concretamente questi strumenti nel proprio lavoro”, di Matteo Albrizio, cpo e cofondatore di Gamindo. “La formazione deve partire da use case pratici e trasformarsi in esperienze interattive e personalizzate. Abbiamo dunque deciso di aprire questo nuovo verticale per aiutare le aziende ad aumentare la produttività delle persone, misurandone la reale adozione”.
Il nuovo verticale parte da un assessment delle competenze AI delle persone, costruisce percorsi interattivi sui casi d’uso reali dell’organizzazione e su strumenti come Copilot, ChatGPT e Claude, e misura nel tempo l’adozione effettiva. L’obiettivo non è spiegare come funziona l’AI, ma insegnare ad utilizzarla in casi concreti e verificare che le persone la usino nel proprio lavoro.
Formazione no-code e clienti globali: l’approccio di Gamindo contro la perdita di tempo
La piattaforma di Gamindo rivoluziona la formazione aziendale rendendola interattiva e misurabile, senza richiedere alcuna competenza tecnica alle imprese. Utilizzata principalmente nei settori della cybersecurity awareness, del learning & development e del sales enablement, la tecnologia permette di creare contenuti formativi su misura con pochi semplici click.
“Le persone non odiano la formazione aziendale, odiano perdere tempo”, spiega Nicolò Santin, ceo e cofondatore di Gamindo. “Quando un contenuto riguarda direttamente il loro lavoro e li chiama a prendere decisioni mettendo subito alla prova quanto appreso, l’esperienza cambia del tutto. Per questo abbiamo racchiuso anni di competenze in una piattaforma che consente alle aziende di creare questo tipo di corsi in totale autonomia”.
I numeri danno ragione a questo approccio: oggi Gamindo conta già più di 50 clienti tra Italia ed estero, collaborando con grandi brand come Prada, L’Oréal Italia e Aon.




