Di PNA
Dopo mesi di attesa le azioni di newcleo, startup attiva nel settore dell’energia nucleare, sono pronte a fare il loro debutto sul Nasdaq. A suonare la campanella di Wall Street il ceo e cofondatore Stefano Buono, all’indomani del perfezionamento della business combination con NewHold Investment Corp III, Spac già quotata in Borsa. Il completamento dell’integrazione tra le due realtà è avvenuto dopo il via libera dato dagli azionisti di NewHold nell’assemblea straordinaria dello scorso 17 settembre. La valutazione pre-money di Newcleo nell’ambito dell’operazione è stata fissata a circa 2,4 miliardi di dollari.
È tutto pronto insomma per il grande sbarco a Wall Street, con le azioni ordinarie e i warrant di Newcleo che approderanno sul Nasdaq Global Select Market con i ticker, rispettivamente, ‘NWCL’ e ‘NWCLW’. In una nota, l’azienda italo-francese fondata da Buono ha scritto che “l’operazione fornisce a newcleo una solida base patrimoniale, generando 247 milioni circa di dollari di proventi lordi”.
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Newcleo si quota a Wall Street
Ma in che modo saranno utilizzate le risorse? Il gruppo, si legge, vuole destinare la somma “a sostenere la crescita di newcleo negli Stati Uniti e in Europa e a favorire l’avanzamento del suo disegno di reattore veloce raffreddato al piombo e della produzione di combustibile nucleare Mox verso la commercializzazione’. I 247 milioni di dollari rappresentano i proventi lordi effettivamente generati dalla business combination: 216 milioni arrivano dal Pipe sottoscritto da investitori privati, mentre 31 milioni provengono dalle risorse presenti nel trust di NewHold.
Ulteriori 75 milioni di dollari potrebbero essere messi a disposizione di newcleo sulla base del forward purchase agreement descritto nel Current Report su Form 8-K depositato da NewHold l’11 settembre 2026. Newcleo ha precisato inoltre di avere raccolto quasi 20 milioni di dollari aggiuntivi dopo l’annuncio dell’aggregazione con NewHold, portando così a oltre 1 miliardo di dollari il totale dei capitali raccolti dalla fondazione, inclusi i proventi della business combination. Intervistato da Forbes Italia, Stefano Buono ha motivato la scelta dell’azienda di quotarsi a Wall Street ricordando che “abbiamo guadagnato una visibilità che ci permette una quotazione negli Stati Uniti anziché in Europa”.
Il manager ha spiegato anche la ragione di ricorrere a una fusione con una Spac già quotata invece di optare per il lancio di un’Ipo tradizionale: “Partecipavamo alla gara per la riconversione del plutonio, e avere una veste ‘più americana’ ci avrebbe aiutati. Perciò volevamo trovare investitori statunitensi il prima possibile”.
Rimarcata in ogni caso l’identità dell’azienda, che “rimane italo-francese, quindi europea”. Se la scelta è ricaduta su Wall Street, ha puntualizzato Buono a Forbes, è perché “siamo solo andati a cercare denaro dove ci sono molti più capitali per chi fa innovazione e dove, se un’azienda perde 100 milioni di euro in un anno, non fa scandalo”.
Gli obiettivi di crescita futuri
A questo punto, la domanda più pertinente è cosa farà l’azienda con i proventi raccolti con lo sbarco sul Nasdaq. Tra i target di newcleo, come si legge nella nota diramata a seguito del closing della business combination con NewHold, l’utilizzo del capitale per “sostenere la propria crescita globale, completare e mettere in funzione il proprio dimostratore non nucleare da 10 MWth in Italia, proseguire le interlocuzioni regolatorie e autorizzative con le autorità di sicurezza nucleare statunitensi e francesi e continuare a perseguire opportunità commerciali per l’installazione dei propri reattori e impianti di produzione di combustibile negli Stati Uniti e in Europa”.
“Oggi raggiungiamo una nuova tappa fondamentale che pone le basi per il successo di newcleo nel lungo periodo. Guardiamo avanti e continueremo a portare avanti i nostri ambiziosi progetti per sviluppare un’energia nucleare sicura, pulita, sostenibile e competitiva, facendolo dal cuore del più importante mercato mondiale per il capitale destinato all’innovazione”, ha aggiunto Buono. Kevin Charlton, ceo di NewHold, ha, invece, puntualizzato di ritenere che “la tecnologia di newcleo, che comprende sia il business dei reattori sia quello del combustibile, sia ben posizionata per affermarsi nel crescente mercato nucleare globale e per rispondere alla crescente necessità di energia affidabile e a basse emissioni di carbonio”.
La sfida di newcleo di espandersi nel mercato nucleare è tra l’altro ancora più cruciale in quanto si innesta in una fase in cui le aziende, soprattutto quelle attive nell’IA, hanno più che mai fame di energia. E, nella documentazione depositata presso la Sec, newcleo ha indicato tra i potenziali clienti, oltre alle utilities, anche società industriali e hyperscaler. Nella stessa documentazione, Buono ha osservato che le caratteristiche del reattore raffreddato al piombo potrebbero consentire anche la co-localizzazione degli impianti con data center dedicati all’intelligenza artificiale.