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Comer Industries investe 50 milioni di dollari e rafforza la produzione negli Usa

Il gruppo inaugura il nuovo hub di Rockford da 57mila metri quadrati. Gli Usa valgono il 20% dei ricavi, obiettivo 400 milioni in cinque anni

23 settembre 2026
Comer Industries investe 50 milioni di dollari e rafforza la produzione negli Usa

Comer Industries rafforza la presenza negli Stati Uniti con un investimento da circa 50 milioni di dollari. Il gruppo italiano quotato su Euronext Milan ha inaugurato a Rockford, in Illinois, il nuovo hub industriale americano, al termine di un programma di ampliamento e riqualificazione avviato nel 2023. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente e ceo Matteo Storchi, senatori e rappresentanti delle istituzioni statunitensi.

L’operazione rientra nella strategia di crescita internazionale di Comer Industries, attiva nei sistemi di ingegneria e nelle soluzioni meccatroniche per la trasmissione di potenza. Negli ultimi cinque anni il gruppo ha investito oltre 540 milioni di euro tra crescita organica, innovazione di prodotto e di processo e acquisizioni.

“L’inaugurazione del plant di Rockford rappresenta una tappa significativa nel percorso di crescita di Comer Industries negli Stati Uniti, frutto di una decisione strategica risalente ad alcuni anni fa, maturata ben prima dei cambiamenti internazionali che oggi ne rendono ancora più evidente il valore”, ha dichiarato Storchi.

Un hub da 57mila metri quadrati

Il progetto ha interessato uno storico sito produttivo attivo dagli anni Sessanta in un territorio caratterizzato da una forte tradizione manifatturiera e meccanica. Dopo l’ampliamento, lo stabilimento raggiunge una superficie coperta di circa 57mila metri quadrati, quasi il doppio rispetto al passato.

A Rockford vengono prodotti e assemblati componenti e sistemi destinati alle applicazioni agricole e industriali, tra cui gearbox, assali e sistemi di trasmissione. L’ampliamento consente inoltre di concentrare nello stesso sito attività e competenze precedentemente distribuite su più sedi, aumentando la capacità produttiva e il servizio rivolto ai principali produttori internazionali del settore.

“Abbiamo scelto di investire in modo significativo in questo mercato per rafforzare la capacità produttiva locale e la vicinanza ai clienti. La nostra strategia è essere globali nella presenza e nelle competenze, ma sempre più locali nella produzione e nel servizio”, ha aggiunto Storchi.

Rockford diventa così il baricentro industriale di Comer Industries Usa, Inc., la società costituita nel 2026 per riunire e coordinare le attività statunitensi del gruppo. Nel sito lavorano 360 persone di sei diverse nazionalità: Stati Uniti, Italia, Messico, Thailandia, Cina e Germania.

La strategia “G-Local” e il peso degli Stati Uniti

L’investimento rientra nella strategia “G-Local” di Comer Industries, basata sulla combinazione tra espansione internazionale e crescente localizzazione della produzione nei principali mercati. L’obiettivo è avvicinare le attività ai clienti, semplificare la supply chain e aumentare la capacità di risposta ai cambiamenti dello scenario economico e commerciale.

In questa direzione si inserisce anche la recente operazione per l’acquisizione della divisione Hydraulic Equipment della giapponese Nabtesco Corporation. “Lo sviluppo che Comer Industries ha vissuto negli ultimi anni è frutto di questa visione di crescita condivisa e di lungo periodo – aggiunge Storchi – scelte imprenditoriali ambiziose ma sempre sostenute da disciplina e attenzione alla solidità del Gruppo. Oggi Comer Industries è un Gruppo più internazionale, competitivo e innovativo, capace di cogliere nuove opportunità e, allo stesso tempo, di continuare a creare valore per tutti i propri stakeholder”.

Gli Stati Uniti generano oggi circa il 20% dei ricavi di Comer Industries e rappresentano uno dei mercati strategici per il gruppo. L’obiettivo dichiarato è superare i 400 milioni di dollari di fatturato nell’area entro i prossimi cinque anni.

“Investire nelle fasi di mercato più complesse significa preparare l’azienda alla crescita futura”, conclude Storchi. “Il rafforzamento della nostra presenza negli Stati Uniti ci rende ancora più resilienti rispetto alle discontinuità delle catene di fornitura e alle dinamiche commerciali internazionali, creando le condizioni per conquistare nuove quote di mercato”.

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