Il miliardario cofondatore di Microsoft Bill Gates ha avvertito, in un’intervista andata in onda domenica, che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale senza misure di salvaguardia da parte dei governi potrebbe provocare “un miliardo di morti”. Gates ha ribadito con forza l’allarme, contraddicendo poi le precedenti affermazioni del presidente Donald Trump, secondo cui le richieste di regolamentare l’AI sarebbero una “bufala”.
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I fatti principali
- In una lunga intervista con Kristen Welker, conduttrice di “Meet the Press”, Gates ha affermato che raggiungere un accordo internazionale sulla regolamentazione della nuova tecnologia sarebbe “più difficile” dei negoziati sulle armi nucleari durante la Guerra fredda.
- Interpellato direttamente sulle dichiarazioni di Trump sulla “bufala”, Gates ha risposto che “non è una bufala”, aggiungendo però di ritenere che Trump potrebbe arrivare a condividere il suo punto di vista.
- Gates ha detto di voler incontrare Trump per discutere di intelligenza artificiale, ma ha spiegato a Welker che non sosterrà un rallentamento dello sviluppo: “Dirò che dovremmo imporre dei requisiti a tutte le IA negli Stati Uniti. E immagino che la Cina non voglia il bioterrorismo, né grandi attacchi da parte di attori non governativi”.
- Alla domanda se fosse possibile che l’IA fosse già fuori controllo, Gates ha risposto con un deciso “no”, sottolineando che l’intelligenza artificiale non controlla ancora “milioni di robot” e che “possiamo spegnere il computer”. Tuttavia, ha anche affermato che è “assolutamente” necessaria una regolamentazione governativa, oltre all’autoregolamentazione da parte dell’industria.
- Secondo Gates, introdurre misure di sicurezza per l’IA è “la cosa più ovvia al mondo”, ma il resto del mondo guarda agli Stati Uniti in cerca di una leadership e le persone sono “un po’ confuse quando questo non avviene”.
La citazione chiave
“La cosa più pericolosa in questo momento sono le persone con cattive intenzioni che utilizzano l’IA”, ha detto Gates, citando come esempi chi cerca di truffare altre persone o di mettere fuori uso le infrastrutture elettriche. “Storicamente, erano i Paesi ad avere squadre specializzate in attacchi informatici. Ora piccoli gruppi, grazie all’IA, possono fare ciò che prima soltanto i Paesi più potenti erano in grado di fare”.
Il contesto
Nelle ultime settimane, diversi leader dei principali laboratori che sviluppano modelli di IA di frontiera si sono espressi a favore di una regolamentazione governativa della tecnologia, tra cui Sam Altman di OpenAI, Dario Amodei di Anthropic ed Elon Musk di xAI. Molti di loro hanno citato le preoccupazioni legate a episodi di hacking che hanno coinvolto modelli avanzati, tra cui l’attacco informatico OpenAI-Hugging Face avvenuto all’inizio dell’estate e un rapporto di Anthropic che descrive nel dettaglio l’uso improprio del suo chatbot Claude.




