Luca Ferraris ha contribuito in modo significativo alla riscoperta e al successo del Ruchè di Castagnole Monferrato Docg, un vitigno unico ma poco conosciuto. La sua avventura inizia quando decise di dedicarsi completamente alla viticoltura e di sviluppare l’azienda di famiglia, fondata nel 1921 a Castagnole Monferrato, che oggi ospita anche il Museo del Ruchè. Ferraris ha scelto di concentrarsi su un vitigno poco noto: il Ruchè, che aveva quasi rischiato di scomparire. Il recupero del vitigno risale agli anni ‘60 grazie a Don Giacomo Cauda, parroco del paese, che lo utilizzava per produrre il “Vino del Parroco”. Nel 2016, Ferraris ha ereditato la “Vigna del Parroco”, oggi considerata uno dei cru più pregiati della denominazione. Grazie alla sua dedizione, alle sperimentazioni in vigna e all’adozione di tecniche moderne come la viticoltura di precisione, l’azienda è cresciuta rapidamente e oggi esporta in 35 paesi, con gli Stati Uniti come mercato principale.
Il progetto di Luca Ferraris va oltre la produzione del Ruchè, mirando a valorizzare l’intero Monferrato. Grazie a questa varietà, l’economia locale ha vissuto una nuova vitalità. Per rendere il territorio una destinazione turistica autentica, è stato creato il Museo del Ruchè, ospitato nella storica cantina di famiglia, costruita nel XVII secolo nel cuore di Castagnole Monferrato. Con i suoi archi in mattoni antichi, le pareti di tufo e l’affascinante Infernot, la cantina è stata per secoli il cuore pulsante della produzione vinicola. Il museo, dedicato alla storia e alla cultura del Ruchè di Castagnole Monferrato Docg, offre un percorso multimediale ed esperienziale che intreccia tradizione e innovazione, invitando i visitatori a scoprire il legame profondo tra il passato e il futuro del vino.



