Due milioni di euro per il trattamento dell’obesità con l’IA. Holifya, la prima clinica digitale italiana specializzata nei trattamenti farmacologici di nuova generazione, ha chiuso un round d’investimento guidato da Next Age (Cdp Venture Capital). L’operazione comprende 1,6 milioni in equity e 400 mila euro tra debito e grant.
Com’è nata Holifya
Fondata nel 2023 da Alessandra Cestaro (ex McKinsey), Holifya è la prima clinica digitale italiana basata sull’intelligenza artificiale dedicata alla gestione dell’obesità e della sindrome metabolica. La piattaforma affianca i pazienti in trattamento con i farmaci Glp-1/Gip — la classe molecolare, da Ozempic a Wegovy, che ha rivoluzionato le terapie anti-obesità — attraverso percorsi personalizzati che integrano supporto medico e diagnostica avanzata.
“Lavoriamo con un modello in abbonamento e non sulla singola visita: il nostro successo coincide con la continuità terapeutica e i risultati reali del paziente”, spiega Cestaro a Forbes.it. “Ad oggi abbiamo seguito circa 3mila persone e ne gestiamo oltre 800 attive ogni mese. I dati evidenziano un’aderenza al trattamento fino a tre volte superiore agli standard di mercato e una perdita di peso del 14-17% a sei mesi, contro il 7% registrato dagli studi real-world basati sulla sola terapia farmacologica.
Il timing non è casuale: “L’obesità è stata riconosciuta di recente come patologia cronica ed è appena nato l’Osservatorio Nazionale sull’Obesità, con cui abbiamo iniziato a collaborare. In una popolazione che invecchia come quella italiana, questo momento di svolta rappresenta la cornice ideale per introdurre vera innovazione”.
Il mercato italiano
In Italia oltre 23 milioni di adulti sono in sovrappeso o obesi, circa 11 milioni idonei alla terapia Glp-1. Meno dell’1% di questi è oggi in trattamento, contro il 2% in Germania e oltre il 4% nel Regno Unito. Il problema non riguarda solo l’accesso: circa il 30% dei pazienti abbandona il trattamento entro il primo mese, oltre la metà entro un anno, per effetti collaterali non gestiti, dosaggi sbagliati o assenza di un percorso clinico strutturato.
“Il farmaco è solo una parte del risultato: servono valutazione clinica accurata, titolazione corretta, gestione degli effetti avversi e supporto multidisciplinare nel tempo. È lì che si decide se una terapia funziona”.
Sul ritardo italiano nell’accesso al trattamento, la fondatrice ha detto: “Il ritardo nasce dalla combinazione di più fattori. C’è ancora uno stigma culturale forte intorno all’obesità, che ritarda la richiesta di aiuto e ne ostacola il riconoscimento come patologia. A questo si somma un sistema di cura frammentato: il paziente deve coordinare da solo specialisti, esami, nutrizione e follow-up, con tempi di accesso spesso lunghi. Infine, la prescrizione non è quasi mai accompagnata da un percorso strutturato per gestire dosaggio, effetti collaterali e motivazione”.
Come funziona la tecnologia
Il modello di Holifya incrocia fino a tremila biomarker per paziente – genetici, ematochimici e anamnestici – con i dati clinici e comportamentali raccolti lungo il percorso del trattamento. Un sistema di intelligenza artificiale analizza questi dati per segnalare al medico il rischio di abbandono della terapia, la probabilità di effetti avversi o la necessità di rivedere il dosaggio. La decisione resta però sempre del medico.
“La piattaforma è progettata come un sistema human-in-the-loop: nessuna indicazione generata dall’IA diventa un’azione clinica senza il passaggio dal medico. L’IA non prescrive e non modifica autonomamente la terapia, è il medico a valutare il quadro complessivo, validare le indicazioni e decidere come procedere per quel paziente. Sulla nostra base dati vediamo un’aderenza fino a tre volte superiore agli standard di mercato e una perdita di peso del 14-17% a sei mesi, contro il 7% circa degli studi real-world sulla sola terapia farmacologica”. Lo screening di idoneità richiede meno di 48 ore, contro tempi di attesa che nel Servizio sanitario nazionale si misurano in mesi.
Gli obiettivi dell’operazione
Il capitale raccolto sarà destinato a tre obiettivi: rafforzare il team tecnologico e lo sviluppo dei modelli proprietari di IA, ampliare le partnership b2b con pharma, cliniche, farmacie e assicurazioni, e far crescere il team clinico interno. L’azienda punta a superare le 60 persone entro fine 2026, con priorità sull’area clinica. Cestaro non esclude in futuro un accreditamento con il Servizio sanitario nazionale: “Non escludiamo di arrivare all’accreditamento presso il Ssn: l’accesso al trattamento è uno dei nostri valori fondativi”.