Le città che verranno: la riqualificazione urbana ideata dalla società di costruzioni Vitali
La società di costruzioni Vitali vuole andare oltre il ruolo tradizionale dell’impresa edile e punta sulla riqualificazione urbana, con iniziative ambiziose a Bergamo, Milano e Genova
Contenuto tratto dal numero di agosto 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
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La società di costruzioni Vitali vuole andare oltre il ruolo tradizionale dell’impresa edile e punta sulla riqualificazione urbana, con iniziative ambiziose a Bergamo, Milano e Genova. E come orizzonti di crescita guarda a progetti che ruotano intorno a data center, farmaceutica e rinnovabili.
Alessandro Parolari, ceo di Vitali
“Oggi la rigenerazione urbana non può limitarsi alla trasformazione fisica degli spazi: deve generare connessioni, migliorare la qualità della vita delle persone e contribuire agli obiettivi ambientali delle città. Il nostro impegno è sviluppare progetti capaci di creare valore duraturo per il territorio e per le comunità”. Così Alessio Parolari, amministratore delegato di Vitali, esprime la filosofia del gruppo lombardo, che si avvicina ai 40 anni di attività e che, nel tempo, ha costruito un modello imprenditoriale tutt’altro che convenzionale.
Il tratto che distingue Vitali nel settore delle costruzioni è la volontà di andare oltre il tradizionale ruolo dell’impresa edile, per evolvere verso una piattaforma che investe capitale – proprio e di terzi – e lo trasforma in asset reali. Una capacità perfezionata negli anni con un approccio integrato che abbraccia l’intero ciclo di vita delle infrastrutture e delle grandi opere: parte dall’individuazione delle aree da recuperare e arriva fino alla realizzazione di nuovi quartieri e sviluppi immobiliari, passando per la progettazione, il dialogo con le istituzioni, la gestione delle autorizzazioni e il coinvolgimento di investitori, banche e fondi internazionali. Ex scali merci, magazzini industriali dismessi e vaste aree urbane prive di una funzione tornano così a vivere, assumendo una nuova identità all’insegna della qualità abitativa e della sostenibilità ambientale.
Con questo modello il gruppo – che ha oltre 300 dipendenti, sette sedi in tutta Italia e cinque impianti produttivi – è diventato uno dei protagonisti della rigenerazione urbana e dello sviluppo sostenibile del momento. Guardando al futuro, vuole rafforzare ancora la propria struttura con l’inserimento di almeno 50 persone. “Cerchiamo professionisti con la mentalità del problem solving, dell’analisi del problema e della ricerca della soluzione”, dice Parolari, che parla di una filosofia aziendale che mette al centro competenze, flessibilità e capacità di affrontare le sfide con spirito innovativo.
Al riguardo, l’azienda si è impegnata sul fronte della riqualificazione urbana. È all’opera, per esempio, sul progetto di rigenerazione dell’area dell’ex scalo merci ferroviario di Bergamo, destinato a interessare oltre un milione di metri quadrati. “Qui sorgeranno nuovi uffici, abitazioni e servizi, mentre circa 35mila metri quadrati saranno restituiti al verde pubblico”, spiega Parolari. “Inoltre, due ponti ciclopedonali consentiranno anche di superare la barriera ferroviaria e collegare la parte della città a sud della stazione con il centro, creando una nuova continuità urbana. Accanto agli spazi verdi troveranno posto nuovi insediamenti residenziali, con circa 20mila metri quadrati destinati all’housing sociale, oltre a un mercato coperto da cinquemila metri quadrati”.
Cino Zucchi (ph. Guido Strazzoni)
Un intervento a cui hanno collaborato figure come l’archistar Cino Zucchi e che è stato recentemente presentato come modello di rigenerazione urbana sostenibile durante il summit Bergamo per il Clima.
La stessa visione trova applicazione anche a Milano, nell’area di CityLife, dove Vitali è impegnata in un intervento di demolizione e riqualificazione che interessa 21mila metri quadrati. Qui prenderanno forma nuove residenze di ultima generazione, moderni uffici direzionali, spazi commerciali e servizi dedicati alle persone, in un contesto con aree verdi e percorsi pedonali.
C’è poi Genova, dove il gruppo è impegnato nel recupero dell’ex silos granario Hennebique, uno degli edifici simbolo del Porto antico. “L’intervento prevede la riqualificazione dell’intero immobile, che si estende su oltre 45mila metri quadrati di superficie, la creazione di nuove corti interne e la nascita di un complesso capace di ospitare sedi aziendali, hotel e aree congressuali”. Il progetto ha contribuito a far emergere Vitali sulla scena nazionale, tanto da conquistare il riconoscimento nella categoria ‘Rigenerazione urbana’ durante il convegno Re:City 2026, a giugno.
L’azienda non ha abbandonato, naturalmente, le attività tradizionali, e continua a mantenere una presenza significativa nelle infrastrutture. In particolare, è molto attiva nella riqualificazione degli aeroporti, a partire dagli interventi in quelli milanesi di Linate e Malpensa, negli scali di Roma e Olbia e a Orio al Serio, dove ha completato il rifacimento della pista principale, delle vie di rullaggio e delle aree di sicurezza. Ora i nuovi orizzonti di crescita, secondo l’azienda, ruotano attorno a data center, farmaceutica ed energie rinnovabili. Settori in cui, secondo Parolari, “la domanda di infrastrutture avanzate e sostenibili è destinata ad aumentare sensibilmente nei prossimi anni”. In quest’ottica, il gruppo mette al centro la sostenibilità economico-finanziaria, ambientale e sociale – “principi che ci guidano come stelle polari”, secondo Parolari – e per questo è entrato nella classifica delle aziende leader della sostenibilità 2026 stilata da Statista, riconoscimento che testimonia la capacità di coniugare sviluppo economico e attenzione ai criteri esg. “Seguiamo un percorso coerente e innovativo che continua a evolversi”, dice l’ad, “dimostrando come costruire oggi non significhi solo realizzare edifici e infrastrutture, ma anche immaginare nuovi spazi, ricucire porzioni di città, creare valore per le comunità e contribuire a disegnare il volto del mondo di domani”.