Venerdì il miliardario Mark Zuckerberg “ha perso” quasi 9 miliardi di dollari: le azioni di Meta hanno invertito la rotta dopo un rialzo del 4,5% registrato il giorno precedente, in seguito ai dubbi sollevati da Goldman Sachs sulla capacità degli “hyperscaler” dell’intelligenza artificiale di generare ricavi sufficienti a giustificare i loro ingenti investimenti di capitale.
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Punti chiave
- Il patrimonio netto stimato di Zuckerberg è sceso di 8,9 miliardi di dollari, attestandosi a 257,5 miliardi. Il calo è avvenuto dopo che le azioni di Meta Platforms – di cui Zuckerberg detiene circa il 13% – sono scese di circa il 4%, arrivando a 749,26 dollari
- Questa flessione ha fatto scivolare Zuckerberg dal quarto posto (occupato alla chiusura di giovedì) al sesto; ora si trova dietro a Sergey Brin (259,9 miliardi) e Michael Dell (275,9 miliardi).
- La perdita giornaliera di 9 miliardi subita da Zuckerberg è la più ingente registrata venerdì nella classifica “Real-Time Billionaires” di Forbes e supera nettamente il secondo calo più consistente, ovvero la flessione di 1,6 miliardi di dollari subita da Larry Ellison.
- Venerdì Goldman Sachs ha avvertito che gli hyperscaler dell’IA, inclusa Meta, devono generare circa 300 miliardi di dollari all’anno in ricavi da servizi IA solo per coprire i costi degli investimenti di capitale – e arrivare a 1.000 miliardi (un trilione) di dollari annui per ottenere profitti significativi – allarmando così gli investitori.
Contesto
Prima dell’inversione di tendenza di venerdì, Meta stava vivendo un settembre eccezionale in borsa. Le azioni erano salite di circa il 36% nel corso del mese in seguito al lancio di Muse, un assistente IA personale che ha superato ChatGPT in cima alle classifiche degli app store di Apple e Google. Rob Biederman, co-fondatore e managing partner di Asymmetric Capital Partners, ha sostenuto che l’ascesa dell’app cambia gli equilibri competitivi: “È logico che gli agenti IA diventino la porta d’accesso a Internet per molte persone, spostando così i rapporti di forza a favore di Meta”.
Tuttavia, venerdì Goldman Sachs ha diffuso una nota mettendo in guardia gli investitori sull’entità enorme della spesa per le infrastrutture di intelligenza artificiale da parte dei principali hyperscaler; nello specifico, ha citato Meta insieme a competitor del calibro di Microsoft, Alphabet, Amazon e Oracle.





