Quella dei Bitcoin è al massimo una bollicina, ma attenti alla legge di Mefistofele
Se il Bitcoin dovesse azzerarsi, comporterebbe una perdita dell’1% dei listini azionari. Potrebbe invece essere vittima del proprio successo.
Ogni bolla finanziaria è infelice a modo suo, ma la storia del passato si ripete: i Bitcoin hanno molto da imparare dalla “Tulipomania” del Seicento.
Se il Bitcoin dovesse azzerarsi, comporterebbe una perdita dell’1% dei listini azionari. Potrebbe invece essere vittima del proprio successo.
Il più importante provvedimento legislativo della presidenza Trump, ormai al traguardo, è il fattore che sta sostenendo più di ogni altro il mercato azionario americano.
Il Bitcoin sta assumendo la connotazione di una vera e propria asset class, capace potenzialmente di attrarre nuovi flussi persino dalla finanza tradizionale.
Quella degli acquisti in-game è una strada sempre più percorsa dai produttori di videogiochi: permettere di comprare contenuti aggiuntivi è incitare al gioco d’azzardo?
Gli strumenti sono ancora pochi e per la maggior parte riservati a investitori qualificati, ma la fame di valute digitali sta accelerando il lancio di nuove iniziative. Ecco cosa è già disponibile sul mercato.
Malacalza Investimenti si è impegnata nell’aumento di capitale, ma solo alla chiusura della Borsa si conoscerà l’esito di un braccio di ferro più che mai drammatico.
I mercati hanno indossato i panni dello sniper, l’implacabile cecchino pronto a punire i titoli protagonisti della pioggia di cattive notizie a sorpresa di questi giorni.
La Repubblica Popolare cercherà di compensare la riduzione dell’afflusso di capitali esteri nel comparto manifatturiero e nell’industria di base riorientando gli investimenti e i consumi nazionali. Una transizione non priva di opportunità.
Un investimento di 1.000 dollari in un pugno di società nel secolo scorso oggi varrebbe milioni: i titoli più longevi e fortunati di Wall Street.
Xi Jinping ha fatto un regalo al suo omologo americano e ospite di questi giorni, Donald Trump, muovendosi per permettere agli stranieri di prendere il controllo delle aziende del Dragone.
Dopo una trimestrale ancora deludente, il titolo Snap è crollato in Borsa, così come il patrimonio dei due fondatori, Evan Spiegel e Bobby Murphy. L’azienda dovrà competere con la sempre più aggressiva concorrenza di Facebook e Instagram.
Il più grande investitore di tutti i tempi ha seri dubbi sulla criptomoneta: “Non puoi valutare il bitcoin, perché non è un bene produttivo di valore”.
Forse è presto per trarre indicazioni operative di lungo termine. Ma i segnali e i trend in Borsa sono forti e chiari.
Dopo il successo americano di Robinhood, la trading app a 0% di commissioni, arriva la sua versione europea Freetrade. Partiti da Londra, ora i fondatori Davide Fioranelli, Andre Mohamed e Adam Dodds si rivolgono all’Italia.
Anatoly Knyazev, esperto internazionale di criptovalute e fondatore del fondo di venture capital e think tank Exante ha tracciato per Forbes Italia una guida alle valute digitali più popolari.