Colpo ad Alwaleed, l’epurazione saudita costa quasi 3 miliardi di dollari

Forbes.it
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Alwaleed Bin Talal Bin Abdulaziz Alsaud con la moglie, la principessa Amira

A marzo di quest’anno il patrimonio netto del principe arabo Alwaleed Bin Talal Alsaud era di 18,7 miliardi di dollari, ammontare che gli consentiva di posizionarsi al 45° posto nella classifica Forbes degli uomini più ricchi al mondo. Un impero che però potrebbe sgretolarsi a causa dello scandalo corruzione che ha investito il mondo arabo in questi giorni e che ha portato all’arresto di ex politici, ministri, agenti e 11 principi, tra cui appunto l’imprenditore Alwaleed, uno degli uomini più ricchi della monarchia del Golfo e a capo della società di investimento Kingdom Holding Company.

Un colpo che nelle ultime ore ha minato alle fondamenta il patrimonio dell’imprenditore, sceso a 15,9 miliardi di dollari, facendolo scivolare all’83° posto nel ranking mondiale stilato da Forbes. Un crollo dovuto principalmente all’andamento negativo del titolo della sua compagnia fondata nel 1980 e quotata dal 2007 alla Saudi Stock Exchange, la Borsa d’Arabia saudita. Il titolo ha chiuso le ultime sessioni in territorio negativo toccando i minimi da giugno del 2012, mentre martedì 7 novembre ha registrato un ulteriore calo del 10%. Il valore del titolo Kingdom Holding Company è arretrato del 30% da inizio anno.

Alwaleed possiede un vasto portafoglio di investimenti con partecipazioni in Citigroup, in svariate catene alberghiere come il lussuoso Hotel George V a Parigi, il Savoy Hotel a Londra, il Four Seasons, Accor Hotels ed è accreditato di quote in numerosi altri gruppi operanti nei più diversi settori. La sua holding ha riportato un utile nel terzo trimestre di 247,5 milioni di riyal sauditi (circa 57 milioni di euro), dopo una perdita di 355 milioni di riyal di un anno fa (81 milioni di euro). I ricavi, inoltre, sono aumentati del 76% a 550 milioni di riyal (126,7 milioni di euro).

 

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