Come cambiano i milionari nel mondo

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Portofino, Liguria

La crisi finanziaria del 2007 sembra ormai un lontano ricordo. Almeno a guardare la ricchezza globale che, secondo il Global Wealth Report 2017 pubblicato oggi dal Credit Suisse Research Institute, è cresciuta negli ultimi 10 anni del 27%. Da metà 2016 a metà 2017 il trend è addirittura il più veloce degli ultimi anni: la ricchezza globale è aumentata infatti del 6,4% (fino a raggiungere 280 mila miliardi di dollari), il tasso più elevato dal 2012.

Milionari più che raddoppiati in 17 anni

Dal 2000, i due gruppi di persone facoltose che registrano la più rapida crescita sono i milionari, aumentati a livello globale del 170%, e gli Ultra-High Net Worth Individuals (UHNWI), persone con disponibilità superiori ai 30 milioni di dollari, il cui numero è quintuplicato.

La composizione del segmento dei milionari sta cambiando rapidamente. Il 98% dei milionari nel 2000 era fortemente concentrato nelle economie a reddito elevato. Da allora si sono aggiunti altri 23,9 milioni di nuovi milionari, di cui circa 2,7 milioni – il 12 per cento di queste new entry – nelle economie emergenti. La trasformazione è ancor più marcata nel segmento UHNWI. Se le economie emergenti rappresentavano il 6% del segmento nel 2000, da allora hanno contribuito in ragione del 22% alla crescita di UHNWI (24 500 adulti). Nella sola Cina si è aggiunto un numero stimato di 17 700 adulti – il 15% dei nuovi UHNWI mondiali.

Entro il 2022 – spiega il rapporto – il numero di UHNWI aumenterà con ogni probabilità di 45.000 persone, fino a raggiungere quota 193.000.

La generazione sfortunata

Ma tra le pieghe di numeri tanto positivi, si nasconde un dato negativo. A fronte di una continua avanzata della ricchezza globale, si è assistito, di pari passo, alla nascita di una nuova (sfortunata) generazione, quella dei Millennial, cioè i nati tra gli anni ‘80 e fine anni ’90, che nei primi anni dell’età adulta con ogni probabilità finiranno per avere limitate prospettive di arricchimento.

Secondo gli ultimi dati relativi agli Stati Uniti, il patrimonio medio detenuto dalle persone di 30-39 anni (72.400 dollari) nel 2017 è del 46% inferiore al patrimonio detenuto a quell’età dalle persone che nel 2017 avevano un’età compresa tra 40 e 49 anni (134.800 dollari). Dagli stessi dati emerge che questo avvio infelice ha reso i Millennial più cauti sul debito rispetto a chi li ha preceduti. “I Millennial”, spiega Nannette Hechler-Fayd’herbe, Head Investment Strategy & Research di Credit Suisse, “stanno affrontando con decisione sfide e opportunità, ad esempio con uno stile di vita più attivo e salutare e partecipando alla sharing economy. Tuttavia non si può dire che la loro sia una “generazione fortunata” se confrontata con quella dei baby boomer, i cui patrimoni avevano beneficiato di una serie di fattori fra cui circostanze ampiamente favorevoli legate alla crescita dei prezzi sui mercati immobiliari e azionari”.

Le prospettive della ricchezza

Nonostante il neo rappresentato dalla fascia dei Millennial, la ricchezza globale dovrebbe continuare a crescere a un ritmo persino (di poco superiore) a quello degli ultimi cinque anni, con un progresso stimato del 3,9% (contro il 3,8% medio dell’ultimo quinquennio). In totale la ricchezza mondiale dovrebbe raggiungere i 341mila miliardi di dollari entro il 2022. A fare la parte del leone le economie emergenti che viaggeranno a una velocità superiore a quella dei Paesi sviluppati e raggiungeranno probabilmente una quota del 22% della ricchezza mondiale alla fine dei cinque anni. Non sorprende che, stando alle previsioni, il contributo più consistente proverrà dalla Cina ed è stimato intorno ai 10mila miliardi di dollari, con un aumento del 33%.

E l’Italia? Si accoderà alla carovana facendo la sua parte, con una crescita di milionari del 13% nel 2022 a 1 milione e 451 mila.

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