L’Italia per la prima volta nella top 100 del Fintech, ma il vero leader è la Cina

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Dario Brignone, Samuele Pinta e Alberto Dalmasso, fondatori di Satispay, inserita nella Fintech100.

Da oggi anche la disruption all’italiana è riconosciuta a livello globale. Satispay, azienda tricolore che sta rivoluzionando il settore dei pagamenti, è infatti la prima società italiana a entrare nella classifica delle Top 100 aziende fintech al mondo stilata da KPMG e H2 Ventures. Una lista che, da una parte, celebra le 50 aziende più dirompenti, che stanno riscrivendo il paradigma dell’intera industria dei servizi finanziari, e dall’altra indica le 50 cosiddette “stelle emergenti” del Fintech.

E Satispay è stata inserita proprio nella categoria “Emerging stars” sulla base di un’ampia valutazione, che include numerosi criteri tra cui il capitale totale raccolto, la diversità geografica e settoriale, e il “fattore X”, cioè il grado di innovazione di prodotto, servizio e modello di business. Un risultato che conferma come il mercato italiano stia esprimendo delle realtà di rilievo nel panorama fintech.

Un panorama che, come emerge dal report Fintech100, ad oggi è dominato in gran parte dalla Cina, dove l’industria del Fintech è caratterizzata da una straordinaria vivacità. Le prime tre posizioni della classifica sono infatti occupate da aziende cinesi, ormai ai vertici da diversi anni. Ma in totale nella lista sono rappresentati 29 diversi Paesi, con Corea, Messico e Polonia incluse per la prima volta. Un mercato globale in cui 12 aziende, da sole, hanno ricevuto finanziamenti per oltre 100 milioni di dollari.

Nel dettaglio, la Fintech100 è guidata da Ant Financial, società attiva nel settore dei pagamenti, famosa soprattutto per l’app Alipay e controllata dal colosso dell’e-commerce Alibaba. In seconda posizione si piazza ZhongAn, attiva nel campo delle assicurazioni online, specializzata nell’utilizzo di big data per automatizzare processi di sottoscrizione e reclami. La società è una joint venture tra Alibaba, Tencent Holdings e Ping An Insurance, ed è stata la prima società in Cina a ricevere la licenza per operare su internet. Infine, sul gradino basso del podio tutto orientale si trova Qufenqi, che si rivolge a studenti e giovani professionisti in Cina offrendo loro la possibilità di acquistare smartphone, laptop e altri dispositivi dell’elettronica di consumo tramite soluzioni online e pagamenti a rate.

Tra i primi dieci anche l’americana Oscar, che attraverso i big data sta cercando di aumentare la trasparenza e ridurre i costi dell’assistenza sanitaria. Avant, anch’essa americana, utilizza Big Data per offrire un credito altamente personalizzato e ottimizzato. In sesta posizione si torna a parlare cinese con Lufax, la più grande internet company finanziaria in Cina. Finalmente in settima posizione si vola in Europa, in Germania, con Kreditech, che offre un’ampia gamma di servizi finanziari a livello globale basandosi su big data e algoritmi proprietari. In ottava posizione l’inglese Atom Bank, la banca senza filiale fisica in cui gli utenti possono operare tramite il proprio smartphone 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Segue la cinese JD.Finance, divisione finanziaria dell’e-commerce JD.com che è attiva in diversi ambiti come il wealth management e il crowdfunding. Chiude la top ten la statunitense Kabbage, piattaforma di finanziamento online per le piccole e media imprese.

Tra i maggiori investitori nel Fintech spuntano venture capitalist come Sequoia Capital, Index Ventures, Founders Fund e Y Combinator, insieme a investitori istituzionali come Goldman Sachs, Morgan Stanley, MasterCard e American Express. Infine, dal report emerge che anche quest’anno è soprattutto il mercato del credito e dei pagamenti a fare la parte del leone con, rispettivamente, 32 e 21 società rappresentate.

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