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Style 12 Dicembre, 2017 @ 9:05

Harrods ha deciso di cambiare look

di Alice Merli

Giornalista specializzata in moda e finanza.Leggi di più dell'autore
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Le vetrine di Harrods.

Quattordici milioni di visitatori all’anno, provenienti da 130 Paesi del mondo ogni mese. Harrods continua a rimanere una delle attrazioni principali di Londra. Gli storici magazzini da oltre 2 miliardi di sterline di fatturato nel 2016 nascono da una tradizione secolare, oggi pronta a rinnovarsi e a mettere l’accento sulla liaison con la moda italiana.

L’attività, iniziata da Charles Henry Harrods nel 1824 come tea shop, è cresciuta rapidamente nel tempo vantando tra i suoi storici clienti Oscar Wilde, Charlie Chaplin e Sigmund Freud, fino ad affermarsi tra i più importanti department store europei. Specializzato in prodotti di lusso di ogni genere: abbigliamento, beauty, accessori fino a food e oggetti per la casa. Non a caso il motto della casa è diventato Omnia Omnibus Ubique, ossia “Tutto per tutti, da ogni luogo”.

In questi giorni il mall ha annunciato di essere pronto a rifarsi il look, varando un piano triennale da 200 milioni di sterline, definito il più ambizioso nei suoi 180 anni di storia. L’area interna, formata da 330 sezioni diverse per un totale di oltre 90 mila metri quadrati di superficie, sarà interamente rinnovata. Le modifiche, che non coinvolgeranno la facciata del building, sono partite con l’ampliamento della Food Hall, nell’ambito della quale sarà lanciato il progetto speciale The Taste Revolution dedicato a bakery e piccola pasticceria. A fine primavera verrà poi aperta la Fine Watch Room, anch’essa in una versione estesa. Ulteriori step saranno intrapresi nel 2020. “Questo ambizioso sviluppo ridisegnerà il nostro negozio in base alle aspettative dei nostri clienti globali”, ha sottolineato Michael Ward, managing director della società.

Accanto al progetto di restyling, Harrods continua a rafforzare anche il legame con i marchi italiani, che ad oggi rimangono tra i maggiori protagonisti nell’offerta prodotti, a cominciare dai vini provenienti da Piemonte, Marche, Umbria, Toscana e Puglia. L’abbigliamento sui banchi di Harrods, insieme ad accessori e calzature, è griffato Prada, Valentino, Armani, Brunello Cucinelli, Gucci, Etro e Versace. E anche Missoni, Moschino, Salvatore Ferragamo, Tod’s e Moncler. Per quanto riguarda gli oggetti e l’arredamento casalingo, l’Italia è rappresentata a Londra da Alessi, Fornasetti e Frette, per citarne alcuni. E, in occasione di questo Natale, i grandi magazzini celebrano il nostro Paese con la maison di Dolce&Gabbana: fino al 28 dicembre una serie di progetti speciali porteranno in scena l’atmosfera della griffe legata alla Sicilia.

Le nuove vetrine speciali si ispirano al Teatro dei pupi, con protagonisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana in versione marionetta che raccontano il mondo della maison tra l’arte dei profumi e della sartoria. All’interno, i piani del department store ospitano la pop-up boutique e il mercato arricchito da giostre, carretti e bancarelle dedicati alle collezioni esclusive disegnate dalla casa di moda per Harrods, dal ready to wear fino agli accessori e alla gioielleria, ma anche ai profumi e al make-up. L’evento è stato festeggiato nei giorni scorsi con un défilé d’eccezione che ha visto protagoniste un centinaio di modelle, tra le quali Kitty Spencer, nipote della principessa Diana. Secondo indiscrezioni, inoltre, il colosso dei grandi magazzini britannici starebbe cercando casa a Firenze in piazza della Repubblica (l’ex palazzo Fondiaria sarebbe tra le scelte più papabili), a conferma del solido legame con il Belpaese.

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