Oprah sarebbe un buon presidente degli Stati Uniti?

Forbes.it
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Oprah Winfrey alla serata dei Golden Globe.

Nella notte tra domenica e lunedì, la star americana Oprah Winfrey è stata la prima donna di colore a vincere il Cecil B. DeMille Award, il Golden Globe alla carriera. Alla premiazione, avvenuta durante la serata di gala dei premi del cinema, è seguito un suo discorso appassionato che ha ricevuto un consenso quasi unanime, tale addirittura da diffondere rumor che vorrebbero la conduttrice sull’orlo di annunciare la sua candidatura alle prossime elezioni presidenziali del 2020. Il magazine Politico, una delle fonti più accreditate tra gli insider di Washington, ha chiesto a 14 commentatori politici tra i più noti e influenti d’America di valutare una – ormai sempre più verosimile – campagna “Oprah 2020”.

Jim Messina, campaign manager di Obama nel 2012 e consulente politico di caratura internazionale (ha collaborato anche con Matteo Renzi per la campagna del Sì al referendum costituzionale del 2016), ha detto che “[Oprah] dovrebbe considerare la possibilità di candidarsi. Sia il presidente Obama che il presidente Trump hanno vinto in parte perché percepiti come candidati atipici, in grado di cambiare la politica. Lei ha un brand completamente votato all’inclusione, al riunire le persone, ai sogni”. Bill Kristol, influente pundit conservatore – già portabandiera della corrente neocon – ha commentato: “È più sensibile ai temi economici di Bernie Sanders, comprende la «Middle America» meglio di Elizabeth Warren, è più giovane di Joe Biden e più simpatica di Andrew Cuomo. E ogni democratico che ha vinto la presidenza in questo secolo veniva da Chicago”. Persino Newt Gingrich, il repubblicano ex presidente della Camera, ha dichiarato che Winfrey sarebbe “un candidato davvero formidabile”.

Sophia Nelson, opinionista e saggista politica, si è invece detta del parere opposto: “Amo Oprah. […] Ma non voglio che diventi presidente degli Stati Uniti, per le stesse ragioni per cui non volevo che lo diventasse Donald Trump. È il ruolo più potente al mondo! Trump non era pronto, né qualificato, e guardate com’è andata quest’anno. Oprah certamente non sarebbe Trump, e avrebbe un atteggiamento migliore, ma nemmeno lei è pronta”. In un editoriale, il direttore di Buzzfeed Ben Smith si è pronunciato nettamente contro l’ipotesi di una presidente Oprah: “Può essere ciò che Trump fa finta di essere: una storia imprenditoriale di successo le cui parole risuonano in tutto il paese. Ma i democratici non vogliono migliorare Trump, vogliono rovesciarlo”.

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