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Anche lo Zimbabwe ha il suo primo miliardario

Strive Masiyiw, fondatore diEconet Wireless.

Sembrano lontani gli anni (tra il 2008 e il 2009) in cui lo Zimbabwe precipitava in un vortice inflazionistico spaventoso, con un chilo di pane arrivato a costare addirittura milioni di dollari. Ora, a pochissimi mesi dalle dimissioni del novantatreenne Robert Mugabe, il più anziano e longevo capo di Stato del mondo, che per 37 anni ha governato il Paese africano con la violenza, anche lo Zimbabwe ha il suo primo miliardario. Secondo la lista degli uomini più ricchi dell’Africa stilata da Forbes, Strive Masiyiwa, 57 anni, magnate delle telecomunicazioni, è diventato il primo miliardario del Paese, con un patrimonio stimato di 1,7 miliardi di dollari.

La sua azienda, Econet Group, è una società di telefonia mobile che investe, tra gli altri, in settori come i servizi finanziari, le assicurazioni, l’e-commerce, le energie rinnovabili, l’istruzione e l’imbottigliamento di bibite. Econet offre anche un servizio di pay-tv, Kwesé TV. Strive Masiyiwa ha fondato la società nel 1993, ma solo nel 1998 ha ottenuto la licenza per operare nel settore della telefonia dal governo dello Zimbabwe, in un momento in cui il 70% degli abitanti del Paese non aveva mai sentito nemmeno una suoneria. Lui e sua moglie, Tsitsi, sono anche i fondatori della Higher Life Foundation, ente che paga le tasse scolastiche a oltre 40.000 studenti. Nel febbraio 2013, inoltre, i due coniugi hanno istituito l’Ambassador Andrew Young Scholarship, un fondo per le borse di studio da 6,4 milioni di dollari che manda gli studenti africani a frequentare il Morehouse College negli Stati Uniti.

Un segnale, quello dello Zimbabwe, che fa parte di un più generale trend positivo riguardante i miliardari del Continente n ero, soprattutto grazie alle performance dei mercati azionari e all’aumento dei prezzi delle materie prime. Sempre secondo Forbes, i 23 miliardari africani valgono complessivamente 75,4 miliardi di dollari, rispetto ai 70 miliardi di dollari di gennaio 2017.

In questa classifica, per il settimo anno consecutivo, domina il magnate del cemento e delle materie prime, il nigeriano Aliko Dangote, ceo di Dangote Group, con un patrimonio netto di 12,2 miliardi di dollari. Dangote sta cercando di differenziare i propri investimenti puntando anche alla produzione di fertilizzanti con la nuova azienda, Dangote Fertilizer, che dovrebbe iniziare le attività nel secondo trimestre di quest’anno.

Aliko Dangote, ceo di Dangote Group

Il numero due della lista è l’erede dei cercatori di diamanti, Nicky Oppenheimer, sudafricano, con un patrimonio netto di 7,7 miliardi di dollari, in crescita di 700 milioni rispetto all’anno scorso. Oppenheimer è uno degli 8 uomini presenti in lista provenienti dal Sud Africa, il Paese africano con il maggior numero di miliardari. I membri della lista provengono da un totale di otto Paesi così suddivisi: 8 dal Sud Africa, 6 dall’Egitto, 3 dalla Nigeria, 2 dal Marocco e uno rispettivamente da Algeria, Angola, Tanzania e Zimbabwe.

Solo due dei 23 membri della lista sono donne. Isabel dos Santos, figlia dell’ex presidente dell’Angola, Jose Eduardo dos Santos, ha un patrimonio stimato di 2,7 miliardi di dollari, rispetto ai 3,2 miliardi di dollari di un anno fa. L’altra donna è la nigeriana Folorunsho Alakija, la cui fortuna stimata in 1,6 miliardi di dollari è dovuta essenzialmente alla società di esplorazione petrolifera Famfa Oil, di cui è vicepresidente.

Infine, Mohammed Dewji, presidente e ceo di MeTL Group, è il più giovane della lista con i suoi 42 anni e con un patrimonio netto di 1,5 miliardi di dollari. Mentre il membro più anziano della lista è l’egiziano Onsi Sawiris , 88 anni e fondatore nel 1950 di Orascom Construction.

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