Viaggio nel primo Experience Store di Huawei in Europa

Forbes.it
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Huawei Experience Store, City Life Milano

Huawei è ormai un colosso della telefonia mobile, come dimostrano i numeri: l’azienda cinese occupa stabilmente le prime posizioni del mercato mondiale della telefonia mobile. Ma c’è un mercato in cui Huawei, fuori dalla Cina, è più forte che negli altri: l’Italia. Ed è proprio qui che Huawei ha deciso di aprire il suo primo negozio monomarca d’Europa, in una location d’impatto: lo Shopping District del quartiere CityLife di Milano, lo shopping center inaugurato lo scorso 30 novembre. Il punto vendita è stato concepito come un Experience Hub, uno spazio dove la gente può passare del tempo esprimendo il suo amore per la tecnologia.

Per capire meglio l’Experience Store, siamo andati direttamente alla sede milanese dell’azienda per incontrare Isabella Lazzini, retail director Huawei Italia, la persona che ha ideato il flagship store. Alla base della creatura di Lazzini, ex Apple, il fattore esperienziale ha un ruolo da protagonista. “Abbiamo destrutturato i concetti ed i preconcetti che tipicamente nel retail si hanno nel disegnare uno store standard”, spiega lei. “I preconcetti che vedono lo spazio percepito come un luogo dove tu esponi il prodotto e poco più, e l’addetto alla vendita come un «box mover», ossia colui che muove le scatole”. Qui invece i prodotti esposti passano quasi in secondo piano, poiché, come racconta la stessa Isabella, “i prodotti diventano catalizzatori dell’esperienza”.

Huawei Experience Store, City Life Milano

È un vero e proprio cambio di paradigma: Isabella spiega che per realizzare lo store sono stati commissionati studi certosini. Il giardino interattivo, ad esempio, unisce elementi scenografici diversi come le piante vive ed i fiori led. Il cliente che entra all’interno dello store può rilassarsi sedendosi sulla panchina mentre aspetta il figlio che sta facendo un corso (i corsi di formazione sono una parte importante del punto vendita: 12 in tutto, gratuiti, sono stati organizzati in collaborazione con diversi enti, come l’Istituto Italiano della Fotografia), e nel frattempo può ricaricare il proprio device in una powerstation. In più, si può personalizzare la parete mediante un tablet che permette di scegliere tra diversi tipi di temi.

Huawei Experience Store, City Life Milano

Un’altra parte dell’Experience Store che balza all’occhio è la parete dedicata alla personalizzazione del proprio smartphone, collocata accanto al giardino interattivo. Huawei, partendo dalla constatazione che ormai lo smartphone è diventato una vera e propria estensione del corpo, offre un servizio di tattooing del proprio telefono. L’utente può scegliere tra una serie di immagini selezionate dall’azienda cinese o, in alternativa, può lui stesso caricare il proprio simbolo o disegno. Lazzini confida di aver avuto carta bianca nella progettazione, in virtù dell’importanza del mercato italiano, il secondo più importante dopo la Cina. “Siamo arrivati a un progetto finale che ha impressionato la casa madre. Volevamo creare qualcosa di nuovo. Abbiamo studiato in maniera maniacale ogni dettaglio. Un’attenzione nata da un team multiculturale ed eterogeneo, con background diversi. Abbiamo cancellato tante proposte per arrivare a quella finale”.

Huawei Experience Store, City Life Milano

Il lavoro di cambio di paradigma ha investito in pieno anche la selezione del personale. Isabella spiega che invece di assumere persone che già lavoravano nel settore della telefonia, si è optato per una “contaminazione della diversity” puntando su figure che non provenivano dal settore della telefonia, ma dal lusso, dall’abbigliamento, dall’arte.  “Un aspetto che tipicamente nei colloqui non si investiga mai è quello delle passioni”, evidenzia Isabella, “che invece per noi è stato uno degli elementi fondamentali nella selezione del personale”.

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