Cosa fanno i cinesi con WeChat, l’app da poco arrivata in Italia

Forbes.it
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Un selfie scattato a 492 metri di altezza dall’ultimo piano del Shanghai World Financial Center.

Gli utenti internet in Cina continuano a crescere e le stime parlano di oltre 800 milioni di persone sul web. I dati ufficiali della China Internet Network Information Center (CINIC) pubblicati a inizio agosto del 2017 riportavano 751 milioni di utenti attivi, di cui il 96,3% con accesso anche da mobile (più di tutti gli utenti americani ed europei messi insieme), con una forte propensione all’acquisto online (media di 9 acquisti online al mese, contro i 5,5 degli Stati Uniti e i 3 della Germania).

Da sempre il governo cinese protegge questo patrimonio non dando accesso ai grandi player internazionali e incentivando uno sviluppo “autarchico” del mercato internet nazionale. Così, inizialmente, le imprese cinesi hanno copiato i colossi americani: Baidu è l’equivalente di Google, RenRen di Facebook, WeiBo di Twitter, Tmall di Amazon, Taobao di Ebay, DiDi di Uber e via dicendo. Ma poi è successo qualcosa che sta cambiando i giochi non solo in Cina, ma a livello mondiale. È nata WeChat, una app per mobile che non si è limitata a copiare WhatsApp come “instant messenger”, ma si è arricchita di una serie sconfinata di funzioni e servizi che la rendono uno strumento potentissimo.

La “Chat” non è solo dedicata ai contatti che si hanno in rubrica, ma è aperta a ogni persona fisica o azienda di cui si scannerizza il QR code (fornito dalla app), oppure a chi si incontra “casualmente” mediante le feature “People Nearby” o “Message in a Bottle” (che simulano Tinder). C’è persino una funzione da colpo di fulmine: la possibilità di includere nella propria chat una nuova fiamma appena incontrata, con un movimento “sexy” come shakerare il telefono. Diventare amici o follower è facilissimo, e i cinesi ne hanno a migliaia nel loro WeChat. Una volta aggregati, i contatti non si perdono più di vista. Infatti WeChat ha le funzioni “Profile” e “Moments” che riuniscono in un’unica app le caratteristiche che in occidente sono affidate a Facebook, Twitter e Instagram. I cinesi ormai postano tutto quello che fanno (foto e mini video) e tutto quello che leggono (re-posting di articoli).

Naturalmente questa enorme bacheca dei post diventa intrattenimento e spazio pubblicitario, proprio come i grandi social media. Ad esempio, è usuale che qualcuno “posti” il ristorante dove è andato con un buon commento a corredo, così che altri possano vederlo, diventarne “amici”, prenotarlo e chiamare un taxi per andarci. Tutto da WeChat, senza mai uscire dall’app, e usando la stessa per pagare. Infatti la più dirompente di tutte le funzione è il Wallet, la “killer application” che rende WeChat un player mondiale e cambia il futuro di Visa, MasterCard e della locale UnionPay, colossi del pagamento che stanno cedendo sempre maggiori quote di mercato alla app.

Il Wallet di WeChat è avanzatissimo. Le funzioni sono molte e varie, dal pagamento immediato della spesa fatta al supermercato, alla ricarica del cellulare, al pagamento delle bollette, all’acquisto di viaggi e molto altro. Fino alle “Red Pocket”, un sistema nato per simulare la tradizionale busta rossa che i cinesi usano per fare la “mancetta” ai nipoti, come regalo di nozze o come premio per i dipendenti. In più questa funzione sta diventando anche una specie di succedaneo del gioco d’azzardo, dando la possibilità di condividere in modo casuale il valore della busta fra i vari amici selezionati per la ricezione. Tutte queste funzioni, e altre, fanno di WeChat una app usata da oltre 900 milioni di persone (fra cinesi e altri popoli del Sud-est Asia) di cui il 25% vi accede più di 30 volte al giorno. Ben 600 milioni di utenti usano anche il borsello elettronico, che con tutte le sue funzioni sta trasformando WeChat in uno dei primi operatori finanziari del mondo mediante la sua banca digitale WeBank.com.

L’app è stata sviluppata da Tencent, società quotata alla borsa di Hong Kong con una capitalizzazione paragonabile ai giganti digitali americani. L’azienda ha capito che non ha senso fermarsi all’Asia visto il successo dilagante dell’app, così ormai da mesi ha iniziato una colonizzazione dell’Europa e degli Stati Uniti.

L’ingresso sul mercato è imperniato sui turisti cinesi, ai quali viene dato modo di pagare con WeChat nei principali aeroporti e negozi da questi frequentati: luoghi come mall, ristoranti e attrazioni turistiche. Una volta che sarà diffuso come sistema di incasso, i cittadini di tutto il mondo lo adotteranno per pagare facilmente e velocemente. È curioso sapere che la conquista dell’Europa è partita dall’Italia, ed è persino guidata da un condottiero italiano: Andrea Ghizzoni, capo di Tencent nel Vecchio Continente.

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