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Da sinistra: Mimma Posca, ceo di Vranken Pommery Monopole Italia; Claudia Parzani, presidente di Allianz Italia; Silvia Candiani, ceo di Microsoft Italia; Sara Doris, presidente di Fondazione Mediolanum Onlus

Editoriale del direttore Alessandro Rossi pubblicato nell’ultimo numero di Forbes Italia, aprile 2018

La vita, sostantivo femminile, è maschilista. Il destino, sostantivo maschile, lo è un po’ meno. La vita è fatta di convenzioni (quasi sempre rigidamente rispettate), il destino di opportunità (colte o mancate). È stato (ed è) lo scorrere del fiume della vita (o anche della storia) a relegare spesso le donne in un ruolo subalterno. È stato (ed è) il destino che per molte di loro ha scelto la via del riscatto, della vittoria. Una vittoria che vale doppio proprio perché sicuramente più faticosa rispetto a quella di un uomo. Ma il destino si può scegliere. O quantomeno orientare con le proprie capacità, le proprie decisioni, il proprio coraggio. Molte donne lo hanno fatto e sempre più lo stanno facendo.

In questo volume pubblichiamo la selezione compiuta come ogni anno da Forbes Usa delle 100 donne più potenti al mondo. Nella lista, capeggiata da Angela Merkel, ci sono tre italiane: Federica Mogherini, alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri, Fabiola Gianotti, direttrice generale del Cern, e Miuccia Prada, co-amministratore delegato del gruppo che porta il suo nome. Dai ruoli di queste tre donne esce una felice sintesi delle tipicità italiane che tutto il mondo ci riconosce: la diplomazia, il sapere, il made in Italy.

Forbes Italia ha scelto altre 100 Donne Vincenti. Tutte hanno fatto e stanno facendo qualcosa di molto importante nella vita perché hanno orientato il loro destino. Sceglierne 100, nonostante l’aiuto dei nostri esperti, non è stato facile: la lista iniziale era lunghissima e ogni nome depennato ha comportato dubbi, ripensamenti, incertezze. Ma tant’è. È un primo contributo alle donne italiane di successo che lavorano per far grande questo Paese. Tra di loro ci sono esponenti di grandi famiglie dell’industria o della moda che hanno saputo prendere in mano le redini delle aziende, altre che invece sono nate in provincia, magari in famiglie umili, ma la loro voglia di arrivare in vetta è stata talmente forte che hanno raggiunto il traguardo.

Poi scienziate, attrici, giornaliste, sportive, donne che operano nel mondo della finanza o negli studi legali. Tutte con un unico denominatore comune: Vincenti. Ma per cento che entrano nell’Olimpo delle Vincenti, ce ne sono tantissime altre che combattono in prima linea per il loro destino, che vincono comunque nelle mille battaglie della vita. Secondo uno dei tanti recenti studi sul mondo del lavoro al femminile le imprese vincenti sono quelle che riescono a stabilire un equilibrio tra uomini e donne. Anzi, secondo uno degli autori della ricerca “uomini e donne insieme hanno più successo e il talento, l’impegno e la costanza femminili sono un valore aggiunto per le aziende”. È partita la riscossa.

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