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Tecnologia 17 aprile, 2018 @ 6:16

Trasformare le imprese in piccole Amazon con un algoritmo

di Claudio Kaufmann

Giornalista finanziario.Leggi di più dell'autore
Laurea in Scienze politiche, Master all’Università Bocconi sui Mercati Finanziari, è giornalista professionista dal 1985. Ha lavorato per emittenti radiofoniche, tv e quotidiani, tra cui Reporter, Repubblica e Italia Oggi. chiudi

Bitcoin
La blockchain può offrire opportunità persino ai piccoli agricoltori.

Articolo tratto dal sesto numero di Forbes Italia

Più algoritmi per tutti. “Mi piace pensare a un miliardo di persone padrone del loro destino e della loro impresa”. Ma anche “sincronicità”, ovvero le coincidenze significative, concetto caro allo psichiatra e psicanalista Carl Gustav Jung. “Già, perché nella vita capitano delle svolte che, a posteriori, riconosciamo come una sorta di destino. Per Jung era la sincronicità”. A pronunciare queste parole è Fabio Zoffi, veneziano, imprenditore di successo, “mi piace trasformare le idee in business”, spedito un quarto di secolo fa a Monaco di Baviera, nientemeno che da Gianni Mion, già capo di Edizioni Holding, cassaforte della famiglia Benetton, che vede in lui, giovane di 24 anni e fresco di laurea alla Ca’ Foscari, il talento del manager di prima linea.

Oggi Fabio Zoffi vive ancora a Monaco di Baviera, con moglie e figli, tedesco d’adozione con doppio passaporto, dopo avere fatto carriera nel Gruppo di Ponzano, salvo decidere nel 1999 che era tempo di “sincronicità”, cioè di dare una svolta, mettersi in proprio e lanciare un incubatore. Da allora, altre strade, altri percorsi, compreso nel 2013 l’acquisto delle quote di maggioranza della Ors (Operational research systems), società informatica che da più di 20 anni ottimizza le catene del valore: dalla produzione ai servizi, dall’energia al marketing e altro ancora.

Ors, infatti, realizza algoritmi, “Ne abbiamo oltre mille proprietari”, spiega Zoffi con orgoglio, “grazie a un pool di scienziati e sviluppatori. Agli amici dico che viviamo a Legolandia, perché il principale obiettivo dei nostri mestieri è realizzare blocchettini di tecnologia che impiliamo ai vari livelli aziendali”. Benvenuti quindi a Legolandia, “dove chiunque può diventare imprenditore”, rincara Zoffi. “Stiamo anche scrivendo”, aggiunge, “l’alfabeto delle nuove tecnologie: A come algoritmi, B come blockchain, C come cryptovalute”. Ecco la nuova svolta, un altro appuntamento con la “sincronicità”: entrare nel fantastico mondo “blockchain & cryptocurrencies”. Ma prima un passo indietro. Il cervellone pensante della Ors si trova a Roddi, provincia di Cuneo, a due tiri di schioppo da Alba, la zona dei migliori vini e tartufi al mondo. Lì lavorano oltre 70 informatici, “un gioiellino che nella Silicon Valley se lo sognano”, precisa Zoffi, “si figuri che nella cascina ci ha soggiornato anche Pico della Mirandola”. In effetti, più che una cascina è un villaggio di migliaia di metri quadri, senza contare i terreni. “Tra poco nascerà un incubatore, non appena finiremo di ristrutturare la vecchia stalla”.

Fabio Zoffi
Fabio Zoffi, presidente di Ors.

“Qualche mese fa”, prosegue Zoffi, “un professore del Politecnico di Torino mi presenta due giovani che studiano la blockchain. Ascolto, ci penso e cominciano a frullarmi idee. Ne parlo in Ors e arriviamo tutti alla stessa conclusione: si può fare”. Si può fare che, dottor Zoffi? “Segua il ragionamento: qualunque catena del valore, che si parli di scarpe o pneumatici, è riconducibile a dei flussi: merci e servizi, informazioni e pagamenti. Finora come Ors ci siamo occupati soprattutto di merci e servizi, non potendo ottimizzare troppo spesso informazioni e pagamenti. Ebbene con la blockchain si potrà fare”. Lo strumento saranno i “connettori intelligenti”, già ribattezzati Hypersmat Contracts (per distinguerli dagli smart contracts). La piattaforma Ors, già esistente, diverrà il marketplace dove gli Hypersmart Contracts potranno essere acquistati e venduti tramite il token. “Il mio sogno”, prosegue Zoffi, “è che nasca un network globale di sviluppatori e imprenditori in grado di fare comunità”. La sintesi sarà il lancio di una Ico (Initial Coin Offering) e di una moneta digitale denominata OrsT (la T sta per token). “Avremo il supporto tecnico di Eidoo Ico Engine” aggiunge Zoffi. La Ico, prevista il 28 aprile, ha già raccolto 10 milioni di dollari in pre-sale, l’obiettivo sono adesso altri 15 milioni, “ceduti allo stesso identico prezzo, senza nessun privilegio”, insiste Zoffi.

Resta un dubbio: come mai Ors, realtà imprenditoriale solidissima, con clienti blasonati in Italia e all’estero (Pirelli, Luxottica, Vodafone, Sap, Hera, Bnl, Rothschild e perfino il Ministero della Difesa), vuole buttarsi in un mercato poco regolato e volatile come quello delle cryptocurrencies? È dei giorni scorsi, ad esempio, la notizia che il 46% delle Ico del 2017 ha già problemi di sopravvivenza.

Replica Zoffi: “Non lo faccio per soldi, sono più che benestante. Ma quando penso al futuro dei miei figli, mi chiedo: che mondo lasceremo?”. Riesce a immaginarlo lei, dottor Zoffi? “Senza cambiamenti di traiettoria tra 20 anni saremo governati da macchine e robot, spariranno milioni di posti di lavoro, a capo di tutto ci saranno pochi uomini straricchi, proprietari di mega corporation. Pensi ad Amazon, chi la ferma più? Può arrivare dove vuole”. Ecco, dunque, il sogno: poter offrire tecnologie, a bassissimo costo, affinché le piccole imprese possano essere efficienti e competitive come le Amazon, presenti e future. Insomma, più algoritmi per tutti. “Pensi al piccolo agricoltore, è solo un esempio, in Perù, in Thailandia o dalle nostre parti, con un ettaro di terra, ma in competizione con le grandi farm che muovono trattori teleguidati dai satelliti. Il nostro progetto sulla blockchain può offrirgli algoritmi per analizzare la terra, il clima, i prezzi, i margini e  individuare mercati e clienti”. E questo sarebbe solo il primo passo. Poi, quell’agricoltore, vedrebbe il suo prodotto bio tracciato sulla blockchain, il consumatore potrebbe pagarlo con lo smartphone, sicuro di non comprare un falso. Infine, con il token OrsT il pagamento sarebbe simultaneo. Insomma, conclude Zoffi, “qualunque azienda, anche non grande, potrebbe gestire il proprio business, riuscendo a lottare con i big”.

In effetti, su come rendere eccellente una piccola realtà grazie all’intelligenza artificiale Zoffi ha fatto esperimenti in casa propria, con le vigne della Nizza, azienda vinicola comprata in Piemonte, dove produce della Barbera di alta gamma. Il segreto? “Lo tengo per me”, sorride Zoffi, “un esempio lo posso fare: prevedere la curva di maturazione delle uve con gli algoritmi”. Vedremo poi se anche la vendemmia in futuro verrà fatta da robot dalle sembianze umane. Tra l’altro, su quel che faranno le macchine ferve il dibattito. Secondo Stephen Hawking, tra i più autorevoli fisici teorici al mondo, appena scomparso, il futuro è già segnato. A comandarci saranno l’intelligenza artificiale e il suo esercito di robot. “Preferisco l’altra scuola”, conclude Zoffi, “secondo cui qualunque intelligenza artificiale non potrà mai competere con quella umana, per un motivo semplice: le macchine non possono fare scelte morali”. In attesa di capire, godiamoci Legolandia. Fino alla prossima svolta, anzi no, alla prossima “sincronicità”.