L’idea di food delivery di due ragazzi milanesi ha raccolto 2 milioni di euro

Forbes.it
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Alcuni piatti di alta gamma preparati dalla startup.

Lo scopo era quello di realizzare un nuovo modo di fare ristorazione, semplificando la creazione dei menù, la gestione dei fornitori, il controllo dei costi, senza rinunciare a qualità e innovazione. Da queste semplici quanto concrete esigenze ha preso vita SoulKitchen, una piattaforma innovativa per i professionisti della ristorazione, fondata nel 2016 da due ragazzi milanesi Andrea Cova e Matteo Minardi e che ora ha raccolto un investimento Series A – guidato da Innogest e TAN Food con Mattia Monti e Andrea Torlonia – di ben 2 milioni di euro, cifra record per una food startup italiana.

“È iniziato tutto durante una riunione tra i dipartimenti di cucina e di ricerca e sviluppo del gruppo di ristoranti per cui lavoravo nel 2015”, racconta il co-fondatore Andrea. “Stavamo facendo un brainstorming sulle nuove abitudini alimentari, le tendenze e le materie prime cercando di capire se le idee che avevamo per i nuovi menù erano realizzabili dallo staff e rispettassero il budget. Alla fine della lunga serata siamo arrivati alla conclusione che per poter offrire il prodotto che volevamo, senza compromessi e a prezzi accettabili, avremmo dovuto realizzare migliaia di piatti per ogni ricetta. Così ci siamo posti una domanda: se noi abbiamo questo problema, lo avranno anche gli altri ristoratori?”. Nei mesi successivi le ricerche approfondite dei due ragazzi confermarono la loro ipotesi. Si misero quindi alla prova e realizzarono una versione beta di SoulKitchen.

Il team di Soulkitchen al lavoro

Oggi la startup – che ha sede a Muggiò ed è già operativa a Milano, Torino e Monza Brianza – produce e consegna piatti pronti pensati per la ristorazione veloce e semilavorati di alta qualità per ristoranti, hotel, catering e digital food delivery players. Ogni settimana vengono create nuove ricette (nel 2017 ne sono state inventate più di 2.700) con ingredienti di prima scelta all’interno di cinque menù tematici, ideati in funzione delle esigenze di un consumatore sempre più vario. La gestione degli ordini avviene tramite un sistema integrato basato su app mobile e desktop che semplifica la scelta e la personalizzazione dei piatti, automatizza la produzione, riduce i tempi di smistamento e permette di analizzare in modo efficiente i trend e i gusti della clientela. Gli ordini vengono ricevuti in tempo reale, senza limitazioni di giorno e orario. Mentre la consegna avviene entro la mattinata del giorno successivo all’ordine, in tempo per servire i piatti scelti per il business lunch.

“L’impatto che SK vuole avere è paragonabile a quello che ha avuto SalesForce con il SAAS. Fornire quindi un servizio applicabile dalle piccole alle grandi aziende. Il prodotto di Soulkitchen.bio permette al piccolo imprenditore di proporre al suo cliente un cibo interessante e al grande, invece, di approfondire e scalare il suo sistema produttivo. Grazie agli algoritmi sviluppati dai sistemi di intelligenza artificiale, riusciamo a consigliare ai nostri clienti il prodotto più adatto alle loro esigenze. Insomma, siamo simili a un food delivery per quanto riguarda il fattore e-commerce, che ci rispecchia per tempistiche e modalità di vendita del prodotto, ma forniamo un servizio B2B. È questo che ci caratterizza”.

Anche le ambizioni di Andrea e Matteo sono succulente. “Puntiamo a espanderci in altre tre città italiane entro il primo trimestre del 2019. E dal secondo trimestre implementeremo il servizio in Europa e negli Usa”, rivela ancora Andrea. “Inoltre, stiamo iniziando proprio in questi giorni i primi test sulla mensa 4.0, in cui i dipendenti possono scegliere quello che vogliono mangiare ogni giorno con un sistema di somministrazione interno all’azienda completamente automatico. Il risparmio dei costi gestionali viene ribaltato in qualità e varietà dei prodotti offerti: un welfare aziendale a costo zero. Questo mercato vale decine di miliardi di euro solo in Italia”.

Il modello approvato dagli investitori prevede una crescita di fatturato da poco più di un milione del primo anno a oltre 50 milioni di euro nei prossimi 5 anni sul mercato Horeca italiano (hotel, ristoranti, bar, catering). A questo va aggiunta la crescita dei mercati esteri che è ancora in fase di studio. “Con questo round d’investimento”, conclude Andrea, “puntiamo a raddoppiare il nostro staff dagli attuali 40 collaboratori a 80 entro un anno. Vogliamo implementare la robotica e l’Internet of things nei nostri sistemi produttivi, per aumentare la qualità dei prodotti offerti, e il sistema logistico: in modo da poter consegnare in 3 ore (anziché entro le attuali 14h dall’ordinazione)”. Insomma, il tempo è denaro anche quando si tratta di mangiare.

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