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Business 20 Aprile, 2018 @ 8:08

Cosa c’è in IdeaLab, la nuova casa delle imprese familiari

di Antonella Bersani

Staff writer, Forbes.it

Racconto l'imprenditoria italiana, dalle Pmi ai grandi marchi del lusso.Leggi di più dell'autore
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Nel 1997 Alberto Falck, allora il padrone dell’acciaio italiano, fondò Aidaf, l’associazione delle imprese familiari. Voleva fare network, creare uno strumento di confronto, stimolo e lobbying convinto che “di comunicazione corretta e fluida, soprattutto sistematica, si nutre l’immagine sul mercato” come scrisse lui stesso nella lettera ai familiari alla vigilia di un cambiamento di governance. Oggi Aidaf conta 180 imprese associate e ha appena inaugurato la sua nuova sede milanese di via Simpliciano: 300 metri quadrati nel cuore di Brera disegnati dal padre della lampada Tolomeo, l’architetto Michele De Lucchi. Lo spazio si chiama non a caso IdeaLab e vuole essere un luogo dove le imprese si incontrano, parlano, si scambiano esperienze e soprattutto testimoniano con la loro storia il valore insito nell’essere “impresa familiare”.

Dario Voltattorni, direttore generale dell’Aidaf, usa un aneddoto per spiegare in cosa consista questo valore: “Immaginiamo Pierluigi Branca, padre dell’attuale presidente della Fratelli Branca Distillerie (azienda fondata nel 1845 ndr), che beve un caffè al bar. Vicino a lui una donna ordina un Fernet aggiungendovi però del ghiaccio e delle foglioline di menta. Quella donna era Maria Callas e quello era il suo modo di alleggerire una bevanda che amava, preservando le corde vocali. Branca ne trasse ispirazione. Corse in azienda e si mise subito all’opera per sperimentare una nuova ricetta. Questa è la reattività tipica delle imprese familiari. Forse se al bar ci fosse stato il manager di una multinazionale globale, l’intuizione non sarebbe stata colta, oppure si sarebbe persa tra i corridoi dell’impresa e sarebbe stata mancata un’opportunità. Ecco perché è importante avere uno spazio che sia allo stesso tempo una vetrina delle nostre imprese e un punto di scambio di idee e di esperienze”.

Gli spazi di IdeaLab

Lo spazio progettato da De Lucchi è dunque un ambiente poliedrico e trasformabile grazie a “quinte teatrali” e tendaggi. Comprende uffici e sala riunioni, un’area per le proiezioni di documentari e “cineforum” con i film che celebrano grandi successi e dinastie imprenditoriali, e una serie di scaffali in cui le aziende associate sono chiamate e presentare loro stesse con prodotti, libri o altre testimonianze storiche. 

“Da vent’anni Aidaf accompagna le imprese familiari nel loro sviluppo, divenendo punto di riferimento per le famiglie anche nel far crescere in loro la consapevolezza del ruolo fondamentale che hanno nel contesto economico e sociale del Paese”, sottolinea anche il presidente dell’associazione Elena Zambon. “IdeaLab è quindi un luogo di formazione e confronto aperto a tutti, affinché le imprese familiari possano trasmettere le proprie idee e raccontare la propria storia di successo perché dia slancio anche ad altri nel progettare e realizzare il futuro”.

Gli spazi di IdeaLab

Michele De Lucchi era già stato scelto da Aidaf per disegnare uno dei premi annuali che l’associazione destina alle imprese familiari più performanti o innovative. E il suo lavoro, che rappresentava una casa costruita attorno al simbolo dell’associazione, un albero, li ha convinti che dovesse essere lui a firmare il progetto della nuova “casa” Aidaf in Brera. “IdeaLab è l’officina delle idee voluta da Aidaf per mettere in connessione le aziende familiari italiane” spiega l’architetto. “È uno spazio organizzato per lavorare e favorire gli incontri formali ed informali tra gli associati, ma soprattutto un luogo dove testimoniare e promuovere la cultura delle nostre imprese familiari e mantenerla fertile per le generazioni future. L’ambiente sprigiona tutta la grande energia imprenditoriale di cui il Bel Paese dispone. Strumenti, utensili, prodotti lavorati e semilavorati, libri, scritte, immagini, video ricoprono interamente le pareti. Come in una biblioteca del sapere gli oggetti sono ordinatamente organizzati in un casellario di legno e come in una galleria espositiva le opere appaiono in bella mostra sui piedistalli disposti lungo le sale. Da visitare e rivisitare, sarà sempre aperto alla città e ai visitatori per rendere immediata la comprensione dell’imprenditorialità italiana”.

Non manca ovviamente la biblioteca, a disposizione di associati, curiosi e studenti. Che racconta di grandi brand come Barilla, Zegna, Illy, Falck o Lavazza e tanti altri, “pronti a sfatare i pregiudizi che accompagnano l’idea di impresa familiare, spesso intesa esclusivamente come patriarcale” conclude Voltattorni. Non è affatto così. “Le grandi imprese familiari sono invece manageriali, ben strutturate  e gestite”. Le imprese familiari in Italia rappresentano l’85 per cento del totale delle aziende. E nel periodo 2011-2016 hanno incrementato l’occupazione del 15 per cento, a conferma del loro ruolo strategico nella crescita e nello sviluppo dell’economia italiana.

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