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Leader 30 aprile, 2018 @ 1:12

Gregorio Paltrinieri: “Volevo fare l’attaccante e segnare tanti gol”

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

Mi occupo dei ranking e del progetto Under 30.Leggi di più dell'autore
Giornalista di Blue Financial Communication, dove cura contenuti per i prodotti editoriali del gruppo Bluerating, Private e Forbes Italia. Con un passato alla redazione televisiva di Class CNBC, è cresciuto professionalmente scrivendo di finanza, asset management, fintech e consulenza finanziaria. Appassionato di cinema, noiosi romanzi classici e videogames, è anche consulente editoriale. chiudi
Gregorio Paltrinieri
Gregorio Paltrinieri è uno dei 100 under 30 italiani che stanno reinventando il futuro.

Articolo tratto dal numero di Forbes di aprile

“Quando ero adolescente ho provato anche a giocare a calcio. Quando mi vide il mio allenatore mi disse: «Tu sei alto, hai le braccia lunghe: sarai un perfetto portiere!». Ma io volevo fare l’attaccante, il bomber, segnare tanti gol”. Di gol, Gregorio Paltrinieri, non ne fece manco uno, perché il destino aveva riservato per quelle braccia lunghe un altro glorioso cammino, in un altro sport: il nuoto.

Classe 1994, Gregorio, appassionato come molti ragazzi della sua età di rapper come Post Malone e Kendrick Lamar, inizia ad appena tre mesi a sguazzare nell’acqua. “Da bambino ho frequentato tutti i corsi possibili. Ero sempre in piscina anche perché mio padre ne gestisce tuttora alcune intorno alla zona di Carpi, dove sono nato. Ho cominciato presto, intorno ai sette anni, a fare qualche gara a livello agonistico. Poi all’età di 12-13 anni ho capito che potevo fare davvero qualcosa in questo sport: mi riusciva bene”.

Più che bene. Perché Gregorio, ad appena 23 anni, con quelle sue braccia lunghe ha vinto davvero tutto. Nel 2012 la medaglia d’oro dei 1.500m ai Campionati europei di Debrecen, riconfermandosi poi, nel 2014, agli Europei di Berlino, dove realizza anche il nuovo primato continentale. E poi il campionato mondiale in vasca corta a Doha, con un nuovo primato continentale; i mondiali di Kazan’ e il secondo oro europeo in vasca corta. La medaglia d’oro alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. E, infine, un altro oro nel 2017 in Ungheria, diventando così per la seconda volta campione del mondo di specialità, entrando di diritto nell’olimpo dei nuotatori fondisti più forti di sempre. Ha scritto pure un libro autobiografico, Il peso dell’acqua (Mondadori, 2018), dove racconta le sue esperienze olimpiche: “L’ha letto anche Sofia Goggia”, racconta ridendo Gregorio. “Ci siamo sentiti durante le Olimpiadi in Corea. Lei mi chiedeva consigli su come prepararsi al meglio e io ero curioso di come stava andando l’avventura degli azzurri. Ho seguito la sua gara dall’Australia, sono felicissimo per la sua vittoria e anche per le medaglie di Arianna Fontana”.

Insomma, cosa chiedere di più? “Io non mi sento mai sazio. È una cosa che mi porto dietro fin da ragazzino, non mi accontento mai di niente. Mi piacerebbe continuare così e restare il più a lungo possibile tra i più forti”. Lui che dai più grandi di sempre prende ispirazione: “Sono un grande fan dell’Nba e soprattutto di Kobe Bryant, grande sportivo sia in campo che fuori dal campo. Mi ritrovo in quello che dice nelle sue interviste”. E fuori dall’acqua, Gregorio, fidanzato con Letizia da cinque anni, ha le idee chiare? “Non mi sto facendo piani per il futuro. Il mio unico obiettivo ora è allenarmi in vista di Tokyo 2020. Poi si vedrà. Se non avessi nuotato, però, mi sarebbe piaciuto fare l’architetto”.