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Una dimora storica romana va all’asta. E si potrà pagare anche in bitcoin

Domani 28 giugno sarà battuto a un’asta di Los Angeles Il Palazzetto, parte del Palazzo Albertoni Spinola, in Piazza Campitelli, una delle dimore storiche di Roma. A gestire l’operazione l’agenzia immobiliare americana Hilton & Hyland con Christie’s International Real Estate. Le offerte partiranno da una base di 35 milioni di dollari. La particolarità? La procedura prevede – per la prima volta per un immobile – che parte del pagamento possa avvenire con i bitcoin, la moneta digitale il cui valore negli ultimi giorni è sceso sotto i 6.000 dollari. Lo spiega il sito Propy.com, dove appare l’annuncio dell’asta.

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Commissionato dal nobile marchese Baldassarre Paluzzi Albertoni, il Palazzo Albertoni Spinola fu costruito tra il 1580 e il 1616 da due geniali architetti del Rinascimento, Giacomo della Porta e Girolamo Rainaldi. Situato nel 10° distretto centrale di Roma, il palazzo è dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco (e ufficialmente protetto dal governo italiano). All’interno della storica struttura si trova il capolavoro architettonico messo all’asta – “il Palazzetto” – una dimora famosa per il suo giardino segreto (con alberi di arancio), affreschi rinascimentali originali e antichi busti marmorei. All’asta ha dedicato un articolo anche l’edizione internazionale di Forbes nel marzo scorso: “Il mercato immobiliare globale non ha mai visto questo tipo di struttura mai prima d’ora”, spiegavano da Hilton. “Situato nel centro di Roma, dove si trova il maggior numero di beni artistici storici del mondo, la bellezza e il valore storico di questo complesso non ha eguali”.

La struttura vanta numerosi ingressi privati, suite a schiera, scalinate monumentali, soffitti decorati e una terrazza panoramica con vista a 360 gradi su Roma. “Quello che mi ha attratto di più è l’affascinante storia dietro la costruzione del palazzo”, ha affermato l’attuale proprietario Filippo Cingolani a Forbes.com. “Gli Albertoni volevano mantenere l’ingresso originale che si affacciava sulla casa del loro cugino che era considerato un santo, essendo stato benedetto dal Papa. Poi, quella casa fu rimossa e costruirono una chiesa, ma mantennero la prospettiva e l’effetto visivo”.

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