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Business 4 Luglio, 2018 @ 4:16

Il significato di “esperienza” per il numero uno di Airbnb Italia

di Daniel Settembre

Staff writer, Forbes.it

Mi occupo dei ranking e del progetto Under 30.Leggi di più dell'autore
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Matteo Frigerio è country manager per l’Italia di Airbnb da aprile del 2018.

Sapevate che a Chicago una signora di nome Nora accoglie i propri ospiti in una piscina dove insegna loro a nuotare come una sirena? E che a Londra, nella distilleria di Mark, gli ospiti possono scoprire come si produce il gin, dalla scelta delle essenze fino all’imbottigliamento? Oppure che a San Francisco è possibile vivere nel mondo delle Drag Queen per tre giorni durante i quali si impara come le vere Drag Sister ballano, si truccano e si fanno coccolare nelle spa del Castro?

Sono solo alcune delle “Experiences” – attività organizzate da persone del luogo che possono riguardare i temi più diversi: dal cibo, all’arte, allo sport, alla moda, alla fotografia – offerte da Airbnb in tutto il mondo e che potrebbero essere il passepartout che consentirà all’azienda americana fondata nel 2008 da Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk di scardinare ancora di più l’intera industria dei viaggi. Anche l’Italia, in cui il servizio è stato lanciato nel novembre del 2016, gioca un ruolo da protagonista in questa rivoluzione.

“Il nostro Paese”, ci tiene a ricordare Matteo Frigerio, country manager di Airbnb Italia, “è attualmente al primo posto in Europa per numero di prenotazioni, davanti a Francia e Spagna, seconda solo agli Stati Uniti a livello globale: unico Paese ad avere due destinazioni (Roma e Firenze) nella top ten dei mercati preferiti dai viaggiatori”. E nell’ultimo anno il servizio Experiences sulla piattaforma Airbnb Italia è decollato grazie all’entusiasmo degli host: più di 1.500 esperienze attive con un costo medio di 54 euro e un guadagno annuo per l’host che in una primissima fase di lancio era di 230 euro (a fronte di una commissione intorno al 20%), ma che negli ultimi 12 mesi ha avuto una crescita esponenziale del 1.600%. Inoltre, nonostante siano mediamente più costose delle altre (65 euro in media) le esperienze legate al food sono le più prenotate al mondo e rappresentano attualmente il 37% dell’offerta con quasi 600 attività disponibili. Addirittura il 60% dei ricavi del mercato delle esperienze è legato a chi offre un’esperienza enogastronomica con Milano come città italiana con più esperienze legate al food.

Alcuni esempi concreti? Valeria, antropologa di Agrigento, alleva capre girgentane in via di estinzione e vuole sostenere il proprio business con la sua esperienza “Le ultime capre girgentane” che mostra ai viaggiatori la vita del pastore e il processo di produzione del formaggio; Manuela guida gli ospiti alla scoperta dei cortili più belli di Milano; sempre nel capoluogo lombardo Daniele, appassionato di street art, arma i propri ospiti di bombolette colorate e li porta a realizzare graffiti su un muro libero della città, mentre nella campagna di Firenze, Giovanni ospita una biciclettata al tramonto.

Matteo Frigerio, country manager di Airbnb, in precedenza ha lavorato a Yahoo! e PayPal.

Un business, in ogni caso, che a livello globale è cresciuto 25 volte più velocemente di quello delle case nel primo anno, e che potrebbe rappresentare un vero e proprio tesoro per il tessuto delle Pmi italiane, tanto che “stiamo lavorando con CNA Turismo e Commercio per poter coinvolgere quante più imprese possibili, ma anche piccoli agricoltori e artigiani interessati ad acquisire visibilità, condividere tempo e talento e, contemporaneamente, diversificare la propria attività, dandole un taglio turistico e offrendo un viaggio tutto personalizzato”. Che è poi il valore aggiunto della cosiddetta sharing economy.

Se il recente boom delle “Experience” è certificato da numeri incoraggianti, è difficile immaginarne l’evoluzione futura. “Non ci sono limiti alle esperienze di viaggio”, ammette Matteo, che ha ricoperto per oltre 10 anni incarichi internazionali per aziende digitali come Yahoo! e PayPal. “Il nostro obiettivo è dare uno strumento tecnologico per condividere il tempo, inteso come asset. In futuro prevediamo uno sviluppo del servizio che permetterà agli host di offrire una immersione più ampia – ad oggi si parla tendenzialmente di esperienze della durata di una manciata di ore – e organizzare quindi veri e propri viaggi su misura”. E magari strutturare “pacchetti vacanza” proprio come avviene con le tradizionali agenzie viaggio? Ancora è presto per dirlo, ma la filosofia lungimirante del gruppo è certa: “Abbiamo tanti progetti in ballo, tra cui il recente lancio di Airbnb Plus e Beyond (che apre al segmento del lusso, ndr). L’Italia genera per Airbnb un giro d’affari da 4 miliardi di euro. Continueremo questo trend di crescita seguendo le parole del nostro fondatore Brian Chesky: «Vogliamo creare 1 miliardo di viaggiatori entro il 2028»”.

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