Guida alla Torino d’élite per un Cristiano Ronaldo bianconero

Forbes.it
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Cristiano Ronaldo, 33 anni.

Cristiano Ronaldo abiterà a Torino, a giudicare dalle ultime notizie e indiscrezioni sportive. Io non vedo un campione lucidato e raggelato: vedo, piuttosto, un insolito campione raffinato, una splendida variazione al cliché del calciatore globale, amante d’arte e vestiti sofisticati e librerie indipendenti, champagne biologici, orologi e stereo fatti a mano. Un uomo nuovo, sotto la Mole, un CR7 colto e scultoreo, sobrio e assorbito dal suo mestiere, ma sempre pronto a sostenere imprese creative e culturali. Un sogno? Beh, fino a pochi giorni fa lo era anche l’idea di averlo a Torino, se è per questo. Torino è anche questo, nel 2018: proponiamo all’asso portoghese una giornata-sogno sperimentale, che serva da vademecum per il primo approccio con una città laboratorio.

1. Il modo migliore per arrivare a Torino se non si soffre di limitazione finanziaria ha un nome un po’ burocratico: Aviazione Generale. È lo scalo privato dell’aeroporto Caselle. La hall è sempre vuota, tutti sono gentilissimi e discreti e si gode del più squillante fra i privilegi della ricchezza: il diritto di non comprare;

2. Il primo passaggio torinese è una colazione da Uva, la migliore pasticceria di una città piena di pasticcerie migliori, in via San Secondo. Salette degne di Guido Gozzano e baristi juventini fino alla punta dei capelli. La parola croissant ha qualcosa in comune con Cristiano, e l’impasto del figlio della mitologica signora Uva, con poco burro, paga omaggio alla necessità fisica del campione;

3. A metà mattinata pare ideale un giro in via Maria Vittoria, quasi sul Po, da Jana, per portarsi a casa Comme des Garçons e stilisti indipendenti che seguono le orme di Rick Owens, un marchio che ha salde radici societarie nella capitale subalpina;

4. Verso mezzogiorno il nostro CR7 impossibile e auspicabile passa da Tomdesign, la sola boutique di Torino che in materia di design e arredo pensato non ha nulla da imparare da Rossana Orlandi: corso San Maurizio, proprio vicino ai capolavori architettonici di Antonelli;

5. Prima dell’una, un rapido appuntamento immobiliare per vedere un paio di appartamenti: per ragioni di privacy si suggerisce una villa nella “città obliqua” che è la collina di Torino. Per tenersi in forma con la tecnologia domotica si suggerisce un eccellenza italiana, Nice, fondata vent’anni fa da Lauro Buoro, imprenditore-imprenditore che può venire a installare cancelli extra-sensoriali per il neo-juventino direttamente col suo elicottero da quel di Oderzo, Veneto. Si consiglia anche un incontro con Adriano Marconetto, il più mattiniero e ardimentoso tra gli inventori e startupper piemontesi, con il suo Yar, uno dei sistemi hi fi migliori del mondo (prezzo: almeno 250mila euro);

6. Se invece CR7 volesse invece una casa in centro, IPI ha appena ristrutturato e restituito al mondo Casa Gualino, con vista incantatoria sul fiume e sulle montagne di cristallo, tra corso Vittorio Emanuele e corso Massimo D’Azeglio;

7. A pranzo si consiglia un passaggio al Consorzio, il più formidabile tra i ristoranti di nuova generazione torinesi, l’unico dove il verbo Slow Food ha ricevuto degna incarnazione (assieme al Banco, suo fratello gemello), in via Monte di Pietà;

Interni del ristorante “Al gatto nero”.

8. Il primo pomeriggio, a siesta, si può prenotare una suite con opere d’arte vere e profonde nel più bello tra i residence segreti torinesi, il Du Parc, incastonato dopo il Parco Valentino in una splendida architettura brutalista. C’è anche la spa più discreta della città, dove proteggersi da occhi qualunque o malintenzionati;

9. Il nostro CR7 immaginario è un amante dei libri, naturalmente, e perciò va direttamente alla Luxembourg, la più solida e ben curata fra le librerie torinesi: poi gira due passi e in galleria Romana s’infila da Gilibert, per acquistare incunaboli meravigliosi;

10. Prima di cena, da consumarsi al Gatto Nero oppure al Carlina (ma chiedendo ai due deliziosi proprietari di prenotare le immense e ben temperate sale e aprire le cantine epocali), un salto da Franco Noero per comprare opere d’arte che illuminino le giornate e la mente (tra i clienti affezionati il proprietario della Juventus), e magari visto che a Cristiano piacciono i giovani un rapido passaggio da Giorgio Galotti, nuovo bravissimo gallerista pieno di idee. A notte fonda, ma solo al venerdì e al sabato, lo aspettiamo da Faust, l’unico negozio notturno per uomini nuovi al mondo.

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