Apple a un passo dai 1.000 miliardi di dollari, ma di mezzo c’è la tempesta Fang

Forbes.it
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Tim Cook, ceo di Apple

Questa sera Apple presenterà i suoi conti trimestrali. Un appuntamento più importante del solito per la casa della Mela morsicata. Se i numeri del trimestre dovessero essere ben accolti dal mercato, l’appuntamento con la trimestrale potrebbe consentire a Apple di diventare il primo titolo della storia a superare una capitalizzazione di mercato di 1.000 miliardi di dollari.

Un obiettivo per il quale l’azienda di Cupertino (che alla chiusura di ieri aveva una capitalizzazione di 938 miliardi) è in gara con altri colossi del calibro di Amazon (886 miliardi), Microsoft (826 miliardi) e Google (la capogruppo Alphabet è capitalizzata 866 miliardi). Più staccata Facebook, che ha un valore di mercato di 503 miliardi.

Al titolo Apple, che ieri ha chiuso a 189 dollari, sarebbe sufficiente superare anche di poco i 200 dollari per raggiungere il traguardo del trilione di dollari di capitalizzazione. Servirebbero naturalmente conti trimestrali decisamente al di sopra di quelli attesi dagli analisti, sufficienti a spingere il titolo a toccare un rialzo di almeno il 7% rispetto ai valori di chiusura di ieri.

E quali prospettive ha la seconda in classifica? Peter Cohan le ha analizzate per Forbes.com sottolineando che le azioni Amazon sono cresciute a un tasso del 77% nell’ultimo anno. “Se tali tassi continueranno – spiega Cohan – Amazon raggiungerà 1 trilione di dollari di capitalizzazione di mercato entro ottobre del 2018”.

L’impresa di raggiungere i 1.000 miliardi, seppur a portata di mano, non sembra però così semplice da realizzare. Non foss’altro per la preoccupante debolezza del comparto tecnologico statunitense nell’ultima settimana. Con i ribassi di ieri l’indice Nyse Fang+, che traccia i movimenti di Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google ha perso in tre giorni poco meno del 10 per cento, segnalando una possibile inversione di tendenza e dando vita a una serie di inviti alla cautela da parte degli analisti di Wall Street, che ora iniziano a dirsi preoccupati di un rischio crescente delle megacap tecnologiche. 

 

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